A MENTE FREDDA – Soddisfazione per aver evitato l'imbarcata o rimpianto?
“Peccato, occasione persa, ma mi è piaciuto lo spirito”. Le parole di Allegri nella pancia dello stadio Parco dei Principi sintetizzano la prestazione della Juve contro il Psg. Il doppio pugno di Mbappé può mettere ko chiunque, invece la squadra soffre nel primo tempo e a differenza di quanto si teme, non crolla. Anzi, con l'ingresso di McKennie, nella ripresa reagisce, accorcia le distanze e sfiora il pari che tutto sommato sarebbe giusto. Per i parigini decisivo Donnarumma. La notte parigina può essere la svolta stagionale sotto il profilo dell'atteggiamento e della consapevolezza della propria forza. Soprattutto ha mostrato una squadra più coraggiosa del solito. E' quello che molti chiedevano ad Allegri, soprattutto il secondo tempo orribile di Firenze. Alla fine smentiti i disfattisti sicuri dell'imbarcata e sicuramente resta qualche rimpianto per non aver portato a casa un punto.
Sul fronte dei singoli, Paredes tra i migliori in campo. Finalmente Allegri ha trovato il regista ideale per dare ordine alla squadra, costruire il gioco e allo stesso tempo liberare Locatelli. Tutto sommato positivo l'esperimento della coppia Vlahovic-Milik. Si può fare meglio, ma i due possono giocare insieme. Perin una certezza, Kostic in crescita, solite luci ed ombre per Rabiot. Alla prima da titolare in Champions stecca Miretti (forse paga i 19 anni), non sufficiente nemmeno Bremer all'esordio assoluto, ma se hai difronte Mbappé e company qualche sbavatura è scontata. Bonucci non è al meglio, Cuadrado rischia di diventare un caso, lontano parente dal colombiano dei migliori tempi. Come sempre, una menzione particolare la merita Danilo, ormai schierato in quasi tutti i ruoli della difesa. Tecnica, duttilità tattica e doti da leader per il brasiliano. Basterebbe riascoltare le sue parole nel post gara: “Chi l'ha detto che per il Psg sarebbe stato facile? Qui mi hanno insegnato che si deve giocare solo per vincere. Lo impone la maglia”. Capito?


