LIVE TJ - Marchisio: "Fagioli arrivato in ritardo nel nostro calcio. Allegri grande gestore. Vlahovic è la vittima, deve cambiare il regolamento. Servono provvedimenti contro i razzisti. Giovedì grande occasione per la Juventus"
Claudio Marchisio era presente all'evento Barberino's di cui è partner. TuttoJuve.com era presente all'evento e ha riportato le parole dell'ex centrocampista della Juventus:
La Juve sta raccogliendo i frutti dal settore giovanile, vuoi dirci qualcosa su questa nouvelle vague bianconera...
"È una domanda abbastanza ampia perché se andiamo ad analizzare realmente bene quello che stiano vedendo ci sono alcuni giovani come Miretti, Iling, Barbieri e altre ragazzi. Se invece guardiamo Fagioli ha la stessa età di Kvaratskhelia che ha fatto vincere lo scudetto al Napoli. Per me Fagioli, nel nostro calcio italiano non tanto nella Juventus, è persino in ritardo. Un talento del genere dovrebbe sbocciare prima perché ha le possibilità e eppure gli è stato fatto fare un percorso diverso. Purtroppo molte volte nei grandi club, e io sono stato un esempio, c'è bisogno di una crisi per dare l'opportunità ai giovani. Quindi è un discorso che va a riprendere anche quello del ct Mancini, in Italia ci sono pochi ragazzi che giocano. Lo dicono le statistiche e il minutaggio. Prendiamo del positivo che questi giovani indossando la maglia della Juve in una stagione difficile, non soltanto hanno fatto vedere le loro qualità. Ma hanno dimostrato di avere anche il carattere di indossare questa maglia in una stagione molto difficile non soltanto in campo ma soprattutto fuori. Quindi di questo gliene va dato atto. Quindi speriamo che possano continuare a crescere e possano diventare non soltanto per la Juventus ma anche per le altre società giovani importanti per il nostro calcio italiano e per la nazionale visto che sappiamo che sono due mondiali che non ci qualifichiamo".
In questo momento delicato per la Juventus si dice serva un grande ex, se ti chiamassero cosa diresti?
"Sono sempre gli argomenti di cui si parla quando le cose non vanno bene. Io credo che qualsiasi ex abbia voglia di tornare alla Juve deve avere la voglia di essere operativo e deve dare il proprio contributo non deve essere solo una questione di immagine. Allo stesso tempo siamo in un momento in cui c'è una società con dei professionisti all'interno che hanno l'esperienza per poter gestire questo aspetto e sappiamo che sono aspetti totalmente diversi, quello del campo e quello che potrà accadere fuori. Bisogna avere grande fiducia negli uomini che sono stati messi ora al comando della Juventus e sapranno fare sicuramente il loro lavoro. Per quell'aspetto lì non ho avuto nessuna chiamata dalla società, ma ciò non vuol dire che se ci dovesse essere bisogno, per quanto io ho fatto alla Juventus e per quanto io abbia dato alla maglia, sarei sempre disponibile. Ma ripeto non è un discorso che riguarda me ma riguarda in generale tutti quelli che potrebbero avere la possibilità di tornare alla Juventus devono avere la voglia di lavorarci veramente per questa maglia".
Credi che Allegri l'anno prossimo sarà ancora l'allenatore della Juventus?
"Non posso saperlo. Ne leggo tante e ognuno può avere le proprie idee. Io credo che la stagione è stata piena di sfaccettature e sicuramente la Juventus che esce così e male in Champions League poteva portare ad un cambiamento. Se ci ragioniamo ci sono stati i mondiali con un mese e mezzo di pausa e poteva essere il momento giusto e sappiamo benissimo cosa è successo anche dopo. E credo che debba essere riconosciuto all'allenatore e ad un gestore come Massimiliano Allegri che in una situazione del genere è stato bravo a tenere la squadra intatta. E va al di là di quello che uno può vedere in campo nelle presentazioni e quant'altro e credo sia stato giusto continuare con lui e cercare di finire questa stagione dove da tifoso non la posso reputsre sufficiente perché vedo i miei ex compagni che sono ancora in campo e il valore che hanno a livello umano e cosa possono dare in campo. E i giocatori che ci sono, il valore della rosa e mi auguro che questa settimana che c'è una partita molto importante sia il primo step per poter arrivare ad una finale".
Cosa pensi delle dichiarazioni di Gasperini sui cori fatti a Vlahovic?
"Io credo che non bisogna mai essere leggeri su questi temi, non mi riferisco solo alle parole di Gasperini ma anche a tutto quello che è successo ieri rispetto ad altre domeniche. Io prendo ad esempio anche Kostic dove siamo stati tutti in silenzio perché Kostic non ha provato a fare un minimo di reazione come può essere il dito per chiedere il silenzio come ha fatto Vlahovic ai tifosi dell'Atalanta. E li non se n'è parlato e quello è un errore ancora più grave che parlarne come abbiamo fatto adesso. Perché bisogna cercare di essere molto severi su questo. È 1, sono cento, è tutta la curva bisogna fare dei segnali veramente forti. Non soltanto per quello che stiamo leggendo al di fuori dei nostri confini e di come stanno vedendo tutto questo. In questo weekend c'è stato anche un episodio in Olanda dove sono stati arrestati in tantissimi. Bisogna avere il pugno duro e nello stesso tempo deve essere cambiato il regolamento. Non si può aspettare che un giocatore arrivi alla squalifica e nel caso di Vlahovic di poter togliere questo cartellino. Lui è la vittima e non può esserci questo regolamento. L'arbitro come i giocatori vive la partita e sa quello che sta sentendo e deve avere la sensibilità di capire la situazione. Poi anche i giocatori devono cercare di non provocare chi contesta. Ma qui non si parla di provocazione ma soltanto di vittime che vengono colpite non soltanto con la maglia della Juventus ma anche con quella dell'Inter e di tutte le squadre. Bisogna essere molto forti su questo perché i riflettori e l'attenzione che c'è soprattutto nel calcio se non viene combattuto bene, nelle serie minori dove non c'è attenzione i ragazzi non daranno davvero peso e ci devono essere pene severe. Non bisogna essere per niente morbidi".
In passato avete vissuto momenti così? Avete pensato a qualcosa per reagire?
"Ci sono stati dei casi in cui i giocatori hanno reagito sin da subito. Adesso c'è molta attenzione e molta responsabilità anche da parte dei giocatori. Vlahovic stesso ieri se lo guardate nella reazione c'è un dito che chiede silenzio perché ha risposto in campo ma poi con i compagni è andato altrove. Non è andato come provocazione sotto la curva quindi pensate a sentire quelle cose per 50 minuti e provare a non reagire. La provocazione è arrivata a lui, non l'ha fatta lui. Quindi credo che ci sia anche una responsabilità in più dei giocatori. Dispiace il fatto che non ci sia una reazione dell'avversario che prenda posizione contro la sua curva e che dica: "Siamo della stessa etnia, ho la vostra maglia, perché state facendo questo?". Ed è come se tra 4 anni Vlahovic va all'Atalanta, fa 30 gol e gli stessi stupidi che hanno fatto razzismo poi esulterebbero con lui. Quindi bisogna fare attenzione a capire di cosa si sta parlando. Noi abbiamo il compito e il dovere di parlarne e abbiamo questa responsabilità e in primis il regolamento deve cambiare su questo".
Non pensi che non si abbia il coraggio di andare contro la propria piazza?
"Se continuiamo a renderlo così ci sarà sempre un problema. Dei tanti daspo che sono stati dati in curva alla Juventus ne conosco uno. È un ragazzo che gioca a calcio, questo qua si è messo a piangere perché dice che si è fatto prendere dalla situazione. Però ha pagato. Pagando così lui potrà raccontarlo ad altri dicendo che non si può più scherzare su questa cosa. Anche se vieni coinvolto in una curva e vuoi starci dentro però queste devono essere le pene".
La semifinale contro il Benfica del 2014...
"Quello è il rammarico. Avevamo la possibilità di giocare la finale in casa nostra che poi è stata alzata la coppa proprio dal Siviglia. Conte teneva più ai 102? A tutti e due comunque anche all'andata ci fece penare abbastanza il fatto di non aver portato a casa un risultato utile poi da giocarci tutto allo Stadium. È stato un rammarico. E mi auguro che adesso contro il Siviglia ci sia l'occasione per una squadra come la Juventus di quest'anno di andare a raggiungere un obiettivo molto importante di vincere una coppa. Credo che sia importante per la stagione che è stata che sia importante per quello che potrebbe succedere in futuro e che sia importante per il gruppo. Perché sapere che sei stato eliminato male in Champions, in campionato non hai mai lottato veramente per lo scudetto e alzare una coppa del genere potrebbe essere per i giocatori e per i giovani di vincere qualcosa di importante. E anche per i veterani permetterebbe di alzare una coppa europea che alla Juventus manca da tantissimo".
Rammarico vedendo le semifinali di Champions?
"Io se guardo il girone della Juventus per le prestazioni e per le squadre che avevi è una cosa molto grave per la squadra che è. La Juventus ha dei giocatori veramente forti. Ha dei campioni d'Europa, dei campioni del mondo e vice campioni del mondo quindi questa squadra qua vivendo situazioni particolari legate agli infortuni e per quello che stava succedendo fuori dal campo non può non raggiungere la qualificazione in Champions. Però purtroppo è successo ma la Juventus è stata brava nel momento più difficile quando è arrivata la penalizzazione a non sfaldarsi. Perché poi ci vuole veramente poco a scaldarsi in una situazione del genere. Quello è stato il merito di una squadra e di una società che ha un DNA forte e sa come resistere a colpi così forti. Un'altra società avrebbe avuto più difficoltà, ma nello stesso tempo allenatore, giocatori e società sanno di non aver reso per quanto è il valore reale della squadra".
Favorita nel derby di Milano di Champions?
"Per la rosa in sè e per il momento che sta attraversando penso sia favorita l'Inter. Il Milan, però, ha dimostrato anche con il Napoli che in un mese è riuscita a batterlo quasi tre volte. Tutti noi consideravamo il Napoli come la favorita per arrivare in finale ed invece il Milan è riuscito ad eliminarlo. Il Milan ha nel suo Dna la Champions League, anche se ha una rosa più scarna rispetto all'Inter sa giocare queste partite ed ha un dirigente che ha vinto più Champions di quasi tutte le squadre di serie A, quindi sa cosa dire alla squadra. Hanno una defezione importante come quella di Leao, perchè credo che con un elongazione non potrà giocare e proveranno a recuperarlo per il ritorno. Ci sarà tanta pressione, ma la cosa importante è che ci sia un'italiana in finale di Champions".
Cosa serve alla Juventus per ridurre il gap dal Napoli?
"Quest'anno è stato un campionato particolare, perchè da una parte è stato bello con il Napoli che è andato a vincere quasi senza pressione per tutto l'anno, poi c'è una lotta Champions che non c'è mai stata. Non mi capacito che con le rose che hanno Juventus, Inter e anche il Milan non siano riusciti mai a tenere il passo del Napoli. Sono andato a vedere dal vivo il Napoli che ha un gioco fantastico ed ha dimostrato di meritare questo campionato, però che non ci sia stata nessuna squadra che sia riuscita a reggere quel passo è davvero particolare. Non c'è stato equilibrio in questo ed il Napoli è stato bravo a sfruttare tutto questo, non credo ci sia tanta differenza a livello di qualità. Non credo che da una parte Inzaghi e dall'altra Allegri abbiamo un gap così ampio rispetto al Napoli per il prossimo anno".
Con la vittoria di questo Napoli, si può considerare anche la fine del turnover?
"È normale che se uno ha una coperta un po' più lunga nelle varie fasi delle stagione quando si giocano le tre competizioni è meglio avere dei ricambi importanti che ti possono dare una mano. Il turnover è qualcosa che ragioniamo noi in Italia, perchè all'estero non funziona così. I vari Benzema o Modric non saltano mai le partite e giocano sempre, è una caratteristica che abbiamo noi quella di far ruotare i giocatori. Forse gli allenatori cercano di mantenere un equilibrio nella loro rosa e di poter far giocare sempre un po' tutti. I grandi giocatori sono in grado di fare tutte le partite e lo dimostra il Real Madrid o il Barcellona di Messi e Suarez, facevano 50/60 partite senza aver infortuni. Noi nel nostro paese creiamo molte più pressioni di quelle che in realtà ci sono. Non pensate che un infortunio possa arrivare dallo stress o da una pressione mentale e non tanto fisica, perchè succede anche quello. Questo ha ripagato molto Spalletti, anche se pure il Napoli ha avuto un periodo in cui ha dovuto rinunciare ad Osimenh. La forza del Napoli è stata l'identita che ha trasmesso Spalletti, perchè tutti gli interpreti che ci sono stati hanno fatto tutti molto bene".
Come vedi Pogba? Potrà tornare ai suoi livelli?
"Quello lo può sapere davvero soltanto lui, negli ultimi anni ha avuto tanti infortuni, dipende tanto da lui e dal ritrovare un determinato equilibrio con il suo fisico e la sua testa. Ricordiamoci che ha passato una cosa tremenda come il sequestro fatto in famiglia e credo che sia una cosa veramente forte. Io mi auguro, che a prescindere dai problemi fisici, possa trovare un equilibrio importante, perchè anche in questi pochi minuti che lo vediamo in campo, pur non stando bene fisicamente, vediamo subito la qualità di Paul con alcuni suoi passaggi ed alcune giocate. È un giocatore da recuperare per il prossimo anno e speriamo che non possa più fermarsi. La Juve ha fatto una campagna acquisti basata su Pogba e Di Maria e non li ha mai avuti".
Hai sentito Pogba in queste settimane?
"Si guarda l'ho sentito pochi minuti fa, ho fatto a lui i complimenti per la vittoria di Bergamo. Poi in quei pochi minuti l'ho visto pimpante in maniera diversa rispetto alle altre volte, sta mettendo minutaggio, quindi mi auguro che il suo impiego in queste due semifinali possa essere determinante per la Juventus. Io ho avuto la fortuna di conoscere un Paul Pogba che era un ragazzino e in due allenamenti con Pirlo ci dicevamo: questo è di un altro pianeta e l'ha dimostrato. Ora sta passando un altro aspetto della sua carriera e della sua vita e per la persona buona che è Paul gli auguro di trovare un equilibrio più mentale che fisico e che possa essere determinante per questo finale di stagione e per la prossima".


