A MENTE FREDDA – Allegri resta cauto, Rabiot e company minacciano l'Inter
Allegri continua a guardare le squadre dietro alla Juve, Rabiot invece rafforza il pensiero espresso qualche settimana fa e avvicina sempre di più la parola scudetto al suo mirino. Che è quello di tutta la squadra. Nel post gara con la Roma, il match-winner (terza rete stagionale) ribadisce: “Ci credevo prima, ancora di più ora. La strada è ancora lunga, ma tutti i compagni la pensano come me”. Szczesny conferma: “Il tricolore? La Juve deve giocare per il massimo traguardo”. Parole di due elementi di peso, quindi voce dello spogliatoio. Il messaggio è forte e chiaro. Come la pressione sull'Inter che molti avevano pronosticato come ammazza-campionato, stile Napoli della passata stagione. Invece, ad un solo turno dal giro di boa, il vantaggio di Simone Inzaghi sulla truppa di Max è di soli 2 punti. Autostima bianconera alle stelle, se poi arriverà qualche rinforzo dal mercato invernale, la “minaccia” verso la capolista sarà ancora più decisa.
Contro la Roma il successo può definirsi di corto muso solo per il risultato finale. In realtà la Juve poteva mettere a segno almeno altri tre gol, alla fine il bilancio è di 13 tiri, di cui 4 nella porta avversaria. Nella prima occasione Mancini si immola su un tiro di Vlahovic, nell'altra Ndicka, con Rui Patricio battuto, salva sulla linea impedendo la gioia a Kostic, infine McKennie di sinistro fallisce a pochi metri dalla porta giallorossa. Lo statunitense tra i migliori in campo ormai non fa più notizia: uomo ovunque, abile in entrambe le fasi, meriterebbe una rete. Vlahovic è in netta crescita sotto il profilo fisico e tecnico, splendido l'assist di tacco per la rete di Rabiot. Yildiz ha superato il secondo esame da titolare, questa volta con livello di difficoltà maggiore, considerando il valore dell'avversario. Il diciottenne turco è di diritto un'alternativa a Chiesa e allo stesso tempo stimolo per Federico. Infine Bremer. Se dovessimo identificare il muro bianconero, metteremmo la faccia del brasiliano. Lo ha capito bene Lukaku. A proposito, chi l'ha visto?


