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Non è il 3-5-2 di Inzaghi: l'Inter di Chivu ora cambia pelle. Con protagonisti inattesi

Non è il 3-5-2 di Inzaghi: l'Inter di Chivu ora cambia pelle. Con protagonisti inattesi TUTTOmercatoWEB
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Marco Conterio
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Marco Conterio
Oggi alle 07:15Serie A

La vittoria per 4-1 contro il Monza ha evidenziato molti lati positivi nel progetto Inter. Tante conferme, i binari sul quale procede la strada nerazzurra sono delle certezze. Christian Chivu ha impostato la squadra per gravitare attorno a uno schema basato sul 3-5-2 con ben poche variazioni sul tema. Perché i tre centrali sono centrali classici, c'è un regista diventato 'puro', due incursori e due attaccanti tipici. Chiaro: la duttilità dei giocatori in rosa, sia quelli schierati che quelli rimasti in panchina, apre più scenari possibili.

Diouf e la permanenza di Pavard

Andy Diouf sull'esterno destro non è un calciatore che 'pesta la linea' come Denzel Dumfries anche se si sta abituando rapidamente al ruolo. Cerca molto più il centro, attacca la diagonale a partire dai quaranta, e questo apre lo spazio largo a un braccetto capace di fare il terzino e anche il fludificante come Yann Bisseck o Benjamin Pavard. La permanenza del francese non è casuale: la sua duttilità, da centrale, terzino, braccetto e finanche da esterno di fascia, permette così una perfetta sintonia sia con Diouf che col nuovo arrivato Djed Spence.

Non è più il 3-5-2 di Inzaghi

Poi gli altri: è chiaro che con Carlos Augusto la storia è simile. Braccetto e fludificante, la presenza dell'italo brasiliano permette chiaramente all'Inter di cambiare anche pelle tattica a gara in corso, di spostarsi anche in una difesa a quattro in fase di costruzione con Spence dal lato opposto. Ecco il nuovo segreto della nuova Inter, che Chivu sta mettendo ancor più a punto. Giocatori capaci di trasformare a gara in corso e nelle diverse fasi di gioco, l'assetto tattico dei nerazzurri. Non più un 3-5-2 rigido, come ai tempi inzaghiani, ma una squadra più camaleontica. Cosa le manca? Il 'problema' è sempre lo stesso. Un giocatore almeno che sappia rompere schemi ed equilibri e saltar l'uomo, che faccia dell'uno contro uno il suo marchio di fabbrica. Però la strada è tracciata, in questo mercato magari almeno un giocatore con quell'identikit ce lo saremmo aspettati. Chissà, c'è sempre tempo...

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