Il problema di tirare troppo la corda (oppure troppo poco)
In attesa della partita di questa sera, perché è sempre il campo che decide, si può analizzare il mercato Juve a due velocità. Una rapida, rapidissima, persino folle in alcuni tratti. Considerato come sono stati messi alla porta tanti giocatori, anche importanti, da Szczesny a Chiesa, da Arthur a Rugani, ma anche lo stesso McKennie, rivalutato e pronto al rinnovo dopo mesi in cui si è parlato solamente di un suo possibile addio. Ora però il calcio giocato si fa sentire e, di fatto, non ci sono sostituti per Yildiz e Weah, così come il trequartista latita ancora. SI può fare con uno più muscolare, come ai tempi del Milan di Allegri con Boateng, ma meglio non riaprire il capitolo del tecnico livornese.
Insomma, Motta a epurare ci ha impiegato pochissimo. La Juventus a vendere un bel po' di più. Rugani andrà via oggi, Szczesny ha risolto, Chiesa e Arthur sono ancora lì. Solo Kean è andato via, pur parlando di un attaccante di 24 anni che è stato valutato 13 milioni più bonus. Per come ha giocato le ultime stagioni era un ottimo colpo, realisticamente però potrebbe essere un rimpianto. Non fa niente.
La seconda velocità però è lenta, lentissima. Thiago Motta non ha ancora il difensore agognato, doveva essere Todibo ma a furia di tirare la corda poi s'è spezzata, con il West Ham in anticipo. Kalulu deciderà? Con Koopmeiners non dovrebbe essere così, perché il Liverpool non sembra avere intenzione di puntare su di lui e altre offerte all'orizzonte non si vedono. E perché il domino non si muove se Samardzic, oramai, è un nuovo giocatore dell'Atalanta? Cuocere a fuoco lento non ha sempre i suoi vantaggi, lui come Nico o come Conceicao (o Galeno, o chi per loro).
Sarebbe stato d'uopo arrivare al Como con una rosa un po' più lunga, soprattutto in attacco. Oramai però i giochi sono fatti e la pallina nella roulette girerà fino al rosso o al nero, oppure al verde.


