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Juventus, tre grandi punti interrogativi prima del campionatoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, tre grandi punti interrogativi prima del campionato

La Juventus si avvicina al campionato con tre nodi irrisolti: manca chiarezza in porta, serve un centrocampista e l’attacco cerca ancora un vero finalizzatore.

La Juventus si avvicina all’inizio del campionato mostrando segnali incoraggianti, ma anche tre incognite che il mercato non ha ancora risolto, Luciano Spalletti ha aumentato qualità, organizzazione e fiducia della squadra, tuttavia la rosa continua a presentare lacune in altrettanti settori fondamentali, non è ancora chiaro chi sarà il portiere titolare. A centrocampo manca una pedina capace di completare il reparto. In attacco, infine, serve un finalizzatore affidabile, in grado di trasformare in gol il volume di gioco prodotto dalla squadra.

Portiere, troppe domande e nessuna certezza

Il primo interrogativo riguarda la porta. Michele Di Gregorio non sembra avere la certezza di restare e viene accostato al Marsiglia, mentre Mattia Perin garantisce esperienza e affidabilità senza rappresentare necessariamente una soluzione intorno alla quale costruire un nuovo ciclo, sul mercato, la Juventus segue Zion Suzuki, l’operazione ipotizzata attraverso il Paris Saint-Germain prevederebbe però un prestito secco, senza diritto di riscatto, una formula utile per affrontare la stagione senza investire una cifra elevata, ma poco convincente in prospettiva.

Spalletti ha bisogno di sapere quanto prima su chi potrà contare, il portiere partecipa alla costruzione dal basso, guida la difesa e condiziona il modo in cui la squadra può occupare il campo. Arrivare all’inizio del torneo senza una gerarchia definita significa perdere tempo prezioso nella creazione degli automatismi.

La Juventus deve quindi scegliere: rilanciare Di Gregorio, affidarsi a Perin oppure inserire un nuovo titolare. L’unica strada da evitare è quella dell’incertezza permanente.

A centrocampo manca ancora una pedina

Il reparto centrale possiede qualità interessanti, ma continua a sembrare incompleto. Manuel Locatelli offre equilibrio e senso tattico, Douglas Luiz ha mostrato segnali di crescita e può aumentare il livello della costruzione, mentre gli altri interpreti garantiscono dinamismo e capacità d’inserimento, manca però un giocatore capace di unire intensità, copertura del campo e personalità. Spalletti necessita di un centrocampista che possa recuperare palloni, sostenere il pressing e accompagnare l’azione senza alterare gli equilibri.

Il nome di Franck Kessié risponde a questo identikit, l’ex Milan conosce la Serie A, possiede forza fisica e sa occupare entrambe le fasi. Il costo dell’operazione e l’ingaggio rappresentano ostacoli importanti, ma la necessità tecnica rimane evidente indipendentemente dal profilo scelto, la Juventus non può affrontare una stagione lunga confidando esclusivamente nella crescita dei giocatori già presenti. Infortuni, squalifiche e impegni ravvicinati rendono indispensabile un’alternativa di livello.

L’attacco crea, ma chi segna?

Il terzo punto interrogativo è probabilmente quello più pesante, la Juventus dispone di giocatori tecnici, rapidi e capaci di inventare. Kenan Yildiz può diventare il riferimento creativo della squadra, Francisco Conceição garantisce imprevedibilità e Randal Kolo Muani aggiunge profondità e movimento.timane però la domanda decisiva: chi trasformerà le occasioni in gol con continuità?

La squadra ha bisogno di un centravanti capace di vivere dentro l’area, attaccare i cross e punire anche nelle giornate meno brillanti. Non basta un attaccante utile alla manovra: serve un finalizzatore che possa garantire un numero importante di reti, l’eventuale uscita di Jonathan David aprirebbe lo spazio per un nuovo innesto.Joshua Zirkzee viene indicato come uno degli obiettivi, ma l’olandese è soprattutto un attaccante di collegamento. Possiede tecnica, visione e capacità di dialogare con i compagni, ma non rappresenta necessariamente quel realizzatore puro che sembra mancare.

La dirigenza dovrà quindi valutare attentamente le caratteristiche, non soltanto il prestigio del nome.acquistare un altro giocatore associativo senza risolvere il problema del gol rischierebbe di lasciare intatta la lacuna.

Spalletti attende risposte dal mercato

Il lavoro dell’allenatore può migliorare organizzazione, movimenti e mentalità, ma non può eliminare ogni carenza strutturale, senza una certezza tra i pali, una pedina completa in mezzo e un centravanti prolifico, la Juventus rischia di affrontare la stagione con una rosa elegante ma incompiuta.

I tre problemi sono collegati. Il portiere determina la sicurezza della fase difensiva, il centrocampista governa ritmo ed equilibrio, il finalizzatore converte il gioco in risultati. Sono ruoli che incidono direttamente sull’identità di una squadra.

Il tempo delle valutazioni sta terminando

La Juventus possiede una buona base e un potenziale tecnico elevato. Proprio per questo sarebbe pericoloso lasciare il lavoro incompleto. Pochi innesti mirati possono trasformare una squadra interessante in una formazione realmente competitiva, il mercato deve però offrire risposte precise, non semplici occasioni. Serve il portiere giusto, non un nome provvisorio; il centrocampista funzionale, non un’aggiunta numerica; il finalizzatore affidabile, non un altro attaccante che preferisca giocare lontano dall’area. Spalletti può costruire una Juventus ambiziosa, ma prima la dirigenza deve cancellare i tre punti interrogativi che ancora accompagnano la squadra.

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