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Dario Ricci: "Mancini o Conte, un rientro per riportare la Nazionale al centro del villaggio calcistico"TUTTO mercato WEB
Conte e Mancini nel 2018
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 16:40Primo piano
di Marco Spadavecchia
per Tuttojuve.com

Dario Ricci: "Mancini o Conte, un rientro per riportare la Nazionale al centro del villaggio calcistico"

Il giornalista Dario Ricci de Il Sole 24 Ore analizza il momento azzurro, dopo la terza mancata qualificazione della Nazionale a un Mondiale.

Alle spalle c'è il ko Mondiale contro la Bosnia. Nel presente ci sono le dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso. Davanti c'è il futuro della Nazionale. E all'orizzonte la sfida più grande è ricostruire una squadra e restituire identità a un calcio italiano chiamato a una rifondazione. "Il problema principale è il metodo, non i nomi – l'analisi di Dario Ricci di Radio 24 – Il Sole 24 Ore –. Situazioni bloccate ed elezioni senza alternative generano immobilismo. Servono progettualità, coraggio e fantasia. Bisogna riportare la maglia azzurra al centro del villaggio calcistico, aprire Coverciano, far parlare i campioni ed ex campioni con il pubblico, creare passione e dialogo" il monito del giornalista a TuttoJuve.

Partendo da questa eliminazione, si può dire che sia meritata?
"Non è un caso se l'Italia manca la qualificazione a tre Mondiali consecutivi, come dice Dino Zoff. Ci sono fattori contingenti, come i rigori sbagliati da Jorginho, che rimangono impressi nella memoria, ma ci sono anche problemi strutturali più profondi. Il nostro calcio di vertice fa fatica a competere con continuità con le big d'Europa. Quando affrontiamo squadre di secondo livello, troviamo difficoltà e i risultati lo confermano, come le eliminazioni contro Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. Ci sono attenuanti, perché partite secche possono essere decise da episodi. Resta però evidente che ci sia un problema strutturale che non siamo riusciti a risolvere in questi anni".

Si parla molto di valorizzazione degli italiani in serie A. Può essere una soluzione?
"È un tema importante, ma da solo non basta. Aumentare il numero di italiani in squadra non risolve tutto. E si tratta comunque di una questione europea, legata alla legislazione sul lavoro nell'Unione. Servirebbe cercare giocatori eleggibili per la Nazionale, come ha fatto Mancini. L'ex ct ha scoperto talenti all'estero come Retegui dall'Argentina. Una strategia vincente sarebbe anche scovare e valorizzare tutti i giocatori italiani, anche quelli che giocano in campionati stranieri di seconda fascia, ma con continuità".

C'è una correlazione tra il momento azzurro e il fatto che non ci sia più un blocco Juve nell'Italia, come avvenuto con alcune grandi Nazionali del passato?
"Le nostre grandi squadre hanno perso molto la loro italianità. Oggi vedere tre o quattro italiani in campo è già un motivo di gioia. Il blocco Juventus nelle Nazionali del '82 e del 2006 era evidente e ha dato grandi risultati. Ora questo tratto distintivo si è perso, ed è frutto di un cambiamento strutturale del calcio. La Juve di oggi ha molti stranieri in rosa. La Next Gen ha invece diversi italiani che però non hanno completato il percorso verso la squadra maggiore".

L'Europeo vinto nel 2021 dagli azzurri è stato un'eccezione?
"Non credo, quel successo penso sia più il frutto di un percorso coerente. Mancini ha creato un centrocampo innovativo, con tre registi in alternanza. Quella squadra ha pagato il naturale esaurirsi di un ciclo, con giocatori alla fine come Bonucci e Chiellini. Dopo la vittoria serviva continuità, ma quel patrimonio si è disperso. Gli episodi contano, come i rigori sbagliati, ripeto, ma servono metodo e lavoro costante per rimanere al top".

Cosa è mancato alla Nazionale dal 2014 a oggi?
"Personalità e leadership. Servono giocatori capaci di guidare in campo e fuori. De Rossi, Chiellini e Bonucci, ad esempio, erano modelli concreti. E oggi certi riferimenti mancano. Tonali potrebbe essere un erede naturale, ma serve continuità, progettualità e segnali chiari di autorevolezza. Ci sono anche giocatori come Zaniolo che meriterebbero attenzione per le loro qualità tecniche".

Chi c'è da aspettarsi, ora, sulla panchina azzurra?
"Un rientro di Mancini potrebbe essere positivo. Vedrei bene anche un ritorno di Conte, considerato l'ottimo lavoro svolto all'Europeo del 2016. In generale, la Nazionale deve riconquistare stabilità e prestigio, con scelte chiare su giocatori e figure di guida. Andare in Nazionale deve restare un sogno. Che i bambini e le bambine possano tornare a giocare a pallone liberamente nei cortili, senza limiti o rimproveri. E che la maglia azzurra torni a essere, per tutti, un simbolo di passione e orgoglio".