Pillon sul Treviso: "Felice per la promozione. La Serie C sia solo un punto di partenza"
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L'allenatore Giuseppe Pillon è intervenuto nella puntata odierna di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e Il 61, per parlare dei temi d'attualità del calcio italiano, e in particolare della terza serie, partendo logicamente dall'amara eliminazione dell'Italia dal Mondiale per mano della Bosnia: "Mi dispiace molto. Non partecipare neanche questa volta ai Mondiali è una grave perdita, sia per la Nazionale che soprattutto per i tifosi e per la gente comune che tifa Italia. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano. Bisogna fare un mea culpa e capire perché per la terza volta non riusciamo a qualificarsi. È una perdita grave soprattutto per lo sport italiano".
Da dove bisogna ripartire secondo lei?
"Bisogna ricominciare dai settori giovanili, da lì si deve ripartire. Sono d’accordo, poi per carità ci sono tante altre cose: le strutture, la partecipazione dei club… li abbiamo trascurati troppo. I club si sono concentrati maggiormente sugli acquisti e sugli eventi stranieri, e chiaramente il campionato italiano non è più quello di una volta. È da valutare bene, ma dal basso si può solo risalire".
Ora spostiamoci sulla Serie C. Il Treviso ha centrato un risultato importantissimo: ha vinto la propria partita infrasettimanale in Serie D, ha battuto in trasferta l’Union Clodiense e ha ottenuto la promozione in Serie C. Torna finalmente nel professionismo. Lei ha allenato il Treviso in più parentesi, anche molto lunghe. Che impressione le fa rivederlo nel calcio professionistico?
"Sono molto contento e felice per i tifosi e per la società, perché al Treviso la Serie D stava un po’ stretta. Credo che finalmente sia tornato a competere a livelli più importanti. La Serie C è già un campionato di grande rilievo in Italia, dove è sempre difficile vincere. Mi auguro con tutto il cuore che questo sia un punto di partenza e non di arrivo. C’è una società solida, un bravo allenatore, le cose sono andate bene. Adesso hanno la possibilità e il tempo di fare un mercato adeguato per la categoria".
Bisogna adeguare la squadra alle esigenze della categoria. Lei diceva che c’è un progetto e una società solida. In panchina c’è Gorini, un tecnico che ha lavorato benissimo anche in categorie superiori. Quanto ha contato la crescita graduale? Fino a qualche anno fa il Treviso era finito addirittura in Eccellenza.
"Sono stati molto bravi. L’anno scorso sono arrivati secondi ma non sono riusciti a risalire. Quest’anno hanno preso i giocatori adatti, nei tempi giusti e con criterio, e si è visto subito che c’era un altro andazzo. La squadra, con gli acquisti fatti anche a livello importante, ha dominato il campionato e lo aveva praticamente vinto già da tempo. La matematica è arrivata ieri. Faccio i grandi complimenti e un grosso in bocca al lupo a tutto il Treviso".
Mi riallaccio al Treviso per farle altre domande, perché lei l’ha allenato a lungo e ha avuto tra le mani giocatori che poi sono diventati allenatori. Uno di questi è Fabio Gallo, che ha guidato il Vicenza a una cavalcata inarrestabile nel girone A, dominando un campionato non scontato e conquistando la Serie B. L’anno scorso l’aveva conquistata con la Virtus Entella. Che giudizio dà su quello che sta facendo il suo ex calciatore?
"Giuseppe Pillon: Non si possono fare altro che complimenti a chi vince due campionati di fila con due realtà diverse, e per di più in modo splendido. Penso che abbia perso una sola partita in due anni. Già quando giocava a Treviso si vedeva che era un allenatore in campo: leggeva benissimo le situazioni, aveva tempi di partita perfetti e godeva di grandissima stima da parte dei compagni. È una persona eccezionale e merita tutto questo. Gli auguro di cuore di continuare così e di arrivare magari su qualche grande squadra italiana".
Un altro suo ex giocatore è William Viali, arrivato a Treviso nella fase conclusiva della carriera. Ora è al Catania nel girone C. Il Benevento è praticamente promosso, mentre il Catania dovrà concentrarsi sui playoff dopo aver sostituito Toscano. Che impressione le fa Viali come allenatore? Che cosa può costruire a Catania?
"Viali è un giocatore di grande personalità e anche come allenatore sta facendo bene. Purtroppo ha avuto un esonero, ma nel nostro mondo capitano queste cose. Adesso ha una grande opportunità perché va su una piazza molto importante e tosta come Catania, che ha mille pressioni. Sarà un modo per valutare come uscirà da questa situazione. Catania vuole vincere assolutamente il campionato, ma ci saranno i playoff perché il Benevento è sulla strada della promozione. Per Viali è sia un peso che una grande occasione. Una piazza come Catania non è una piazza qualunque. Speriamo che la sfrutti al meglio".
Prima di salutarla, le chiedo di un’altra sua ex squadra che sta facendo molto parlare di sé. L’Ascoli di Francesco Tomei, dopo aver vinto lo scontro diretto con l’Arezzo all’ultimo secondo su rigore, è a due punti di distacco. Viaggia a un ritmo eccellente e si sente il grande trasporto di una piazza che sa far sentire la squadra, con una tifoseria molto partecipe.
"Una tifoseria eccezionale. Ho avuto la fortuna di vincere un campionato lì. Ascoli vuol dire pubblico, sciarpe bianconere e passione. È una tifoseria che ama moltissimo la propria squadra. Io quando la mattina andavo a bere il cappuccino al bar vedevo tutti i bambini con la sciarpa bianconera al collo. È bello anche questo. Hanno una grande opportunità, ma adesso la pressione diventa un po’ più forte. Basta un passo falso e l’Arezzo ti è subito addosso. Anche l’Ascoli però deve dare continuità ai risultati. Mancano quattro partite e può succedere di tutto".
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