Juventus, il bilancio di Comolli: tre errori che hanno segnato la stagione bianconera
Damien Comolli sta per tagliare il traguardo del suo primo anno alla Juventus. Dodici mesi intensi, caratterizzati da scelte importanti e da una profonda riorganizzazione dell’area sportiva. Tuttavia, nel corso di questi 365 giorni, l’amministratore delegato francese ha commesso alcuni errori che hanno inevitabilmente condizionato la stagione del club bianconero e la costruzione della squadra. Decisioni che, col senno di poi, si sono rivelate meno efficaci del previsto e che hanno generato conseguenze sia sul piano tecnico sia su quello strategico.
La gestione della panchina e i problemi sul mercato
Quando Comolli arrivò a Torino si occupò immediatamente della questione allenatore. L’ex dirigente del Tolosa contattò subito Gasperini e le parti furono davvero vicinissime. Il tecnico piemontese era pronto a firmare il contratto con la Juventus, ma nel corso dei colloqui emersero alcune divergenze. Gasperini non apprezzò determinate domande che gli pose l’ad francese e la trattativa saltò, anche perché l’allenatore era finito contemporaneamente nel mirino della Roma. Le frizioni tra Gasperini e Comolli si rivelarono insormontabili e, a quel punto, il manager francese decise di confermare Tudor.
Questa scelta generò la prima vera difficoltà per la Juventus, perché la permanenza dell’allenatore croato fu percepita come una soluzione alternativa rispetto al piano iniziale. Una situazione che contribuì a creare qualche incertezza nella programmazione tecnica della stagione e che lasciò aperti diversi interrogativi sulle prospettive del progetto.
Il secondo grande errore attribuito all’ex presidente del Tolosa riguarda invece Randal Kolo Muani. Tudor voleva la conferma dell’attaccante francese e Comolli gli garantì che la trattativa sarebbe andata a buon fine. Alla fine, però, le cose andarono diversamente. L’ad bianconero portò avanti una lunga ed estenuante negoziazione con il PSG e, negli ultimi giorni di mercato, il club francese, di fronte a un improvviso cambio di strategia da parte della Juventus, si irrigidì fino a chiudere definitivamente ogni possibilità di accordo.
Così, nell’ultimo giorno di mercato, Comolli chiuse per Openda. Il belga non rispondeva alle caratteristiche richieste da Tudor e, anche con l’avvento di Spalletti, la situazione non è cambiata. Openda ha trovato pochissimo spazio e il suo futuro rappresenta oggi uno dei nodi da sciogliere nella prossima sessione di mercato. La sua esperienza in bianconero non ha mai realmente decollato e il club dovrà valutare con attenzione quale soluzione adottare.
Alisson l'ultimo errore
Infine, il terzo errore di Comolli è di pochi giorni fa e riguarda Alisson. Anche in questo caso è stata ostentata grande sicurezza sulla chiusura dell’operazione senza fare realmente i conti con la posizione del Liverpool. A Spalletti era stato prospettato come certo l’arrivo del portiere brasiliano, ma alle parole non sono seguiti i fatti e adesso la Juventus è costretta a tornare sul mercato per individuare un nuovo estremo difensore da inserire in rosa.
Si tratta di una situazione che ha inevitabilmente creato malumori e che ha evidenziato alcune difficoltà nella gestione delle trattative più complesse. Adesso a Comolli è arrivato il monito della proprietà, che ha chiesto maggiore concretezza e decisioni rapide sul mercato. L’input di John Elkann servirà davvero per cambiare il metodo dell’ad juventino e imprimere una svolta alle strategie della Juventus?






