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Caso plusvalenze, atteso per domani il parere della Corte UE
Oggi alle 12:40Primo piano
di Alessio Tufano
per Tuttojuve.com

Caso plusvalenze, atteso per domani il parere della Corte UE

Nella giornata di domani la CGUE potrebbe rivoluzionare completamente il sistema della giustizia sportiva italiana

È atteso per domani il parere vincolante della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul ricorso presentato da Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene davanti al TAR del Lazio nell'ambito della vicenda legata alle plusvalenze risalente a quattro anni fa. La decisione potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo per i due ex dirigenti della Juventus, ma anche per l'intero sistema della giustizia sportiva italiana.

Il ricorso di Agnelli e Arrivabene

I due ex dirigenti hanno chiesto al TAR del Lazio di annullare la sanzione che ha disposto la loro inibizione per 24 mesi, ritenendola illegittima. L'attuale normativa italiana, tuttavia, non attribuisce ai giudici amministrativi il potere di cancellare una decisione emessa dagli organi della giustizia sportiva: possono eventualmente riconoscere un risarcimento economico, ma non intervenire direttamente sulla sanzione. Su questo punto si è già espresso l'Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE, il cui orientamento viene spesso seguito nelle decisioni finali. Secondo il suo parere, 'il diritto dell’Unione osti ad una normativa che non consente ai giudici nazionali di annullare le sanzioni sportive illegittime'. Un principio che, se confermato dalla Corte, potrebbe modificare profondamente il rapporto tra giustizia ordinaria e giustizia sportiva.

Possibili effetti sul sistema

L'eventuale conferma di questa impostazione riconoscerebbe la possibilità di sottoporre al giudice ordinario provvedimenti che impediscono a un professionista di esercitare la propria attività per un periodo prolungato, riducendo così l'autonomia decisionale della giustizia sportiva. Nel corso del procedimento è stato inoltre affrontato il tema della nomina e della revoca dei giudici sportivi. Anche questo aspetto potrebbe essere oggetto di valutazione da parte della Corte, chiamata a verificare se sia compatibile con i principi di indipendenza il fatto che tali decisioni siano affidate ai presidenti federali, figure che potrebbero poi essere giudicate dagli stessi magistrati sportivi da loro designati o revocabili.