I motivi dietro l'addio di Vicario al Tottenham, non si tratta di mancanza di fiducia dal club
Adesso che anche Zion Suzuki sembra essere sfumato direzione Parigi, la Juventus ha in Guglialmo Vicario l'ultima carta da giocarsi per la porta, ma il rihio è che l'ex Empoli arrivi a Torino con sulle spalle l'ombra di troppi dubbi da parte dei tifosi, già scottati dalla scommessa Di Gregorio.
Situazione e status differenti
Come spiega però la Gazzetta dello Sport, la situazione è diversa, come è diverso lo status con cui Vicario arriva a Torino. Il portiere aveva già maturato la decisione di lasciare il Tottenham al termine della scorsa stagione nonostante un percorso che lo ha portato ad affermarsi come uno dei migliori portieri della Premier League e tra i protagonisti del successo degli Spurs in Europa League nel 2025. Vicario all'inizio della passata stagione era considerato fondamentale in campo quanto nello spogliatio, ma è stato scelto come 'vittima sacrificale' da una parte della tifoseria in un'annata nella quale gli Spurs hanno seriamente rischiato la retrocessione. Sommerso da critiche spesso eccessive, il portiere ha scelto di cercare una nuova destinazione, pur avendo un contratto valido fino al 2028 e un ingaggio da 3 milioni di euro netti a stagione. L'intervento chirurgico alla schiena, necessario per risolvere un problema fisico che aveva limitato il suo rendimento durante la stagione ha fatto il resto nel decretare la rottura.
La difesa dell'allenatore
Dal momento del suo arrivo, De Zerbi ha sempre espresso grande stima nei confronti del portiere, definendolo un leader e un elemento di assoluto valore. Il fatto che non lo abbia impiegato con continuità non è stato legato a valutazioni tecniche, ma al fatto che Vicario è tornato a disposizione soltanto in vista della penultima giornata e non c'erano le condizioni per riproporlo titolare, anche perchè il tecnico era riuscito a recuperare soprattutto dal punto di vista psicologio Kinsky. Quindi nessuna bocciatura, ma soltanto la decisione del Tottenham di rispettare la volontà del giocatore di intraprendere una nuova esperienza.


