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Juventus, tre buone indicazioni dal tour in AustraliaTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 06:40Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juventus, tre buone indicazioni dal tour in Australia

La Juventus torna dall’Australia con tre segnali positivi: identità in crescita, risorse ritrovate e maggiore concorrenza nella rosa di Luciano Spalletti.

La Juventus torna dall’Australia con una sconfitta, una vittoria e soprattutto diverse indicazioni utili in vista dell’inizio del campionato. Il 2-1 incassato contro l’Inter ha mostrato le distanze ancora esistenti rispetto alla squadra più forte del campionato, mentre il 2-0 sul Palermo ha evidenziato una crescita nella condizione, nella velocità della manovra e nella fiducia.

Luciano Spalletti non può considerare concluso il lavoro. La rosa ha bisogno di ulteriori interventi sul mercato e alcuni meccanismi devono essere perfezionati. La tournée, però, ha restituito tre fattori positivi: la capacità di reagire alle difficoltà, il recupero di giocatori che sembravano ai margini e l’aumento della competizione interna.

Primo fattore: la Juventus ha mostrato carattere e capacità di reazione

La sconfitta contro l’Inter non deve essere valutata soltanto attraverso il risultato. Nel primo tempo la Juventus ha sofferto il ritmo, la pressione e la qualità dei nerazzurri, concedendo agli avversari il controllo della partita.

La squadra di Spalletti ha però cambiato atteggiamento nella ripresa. Sul doppio svantaggio avrebbe potuto perdere fiducia e limitarsi a contenere il passivo. Al contrario, ha aumentato la velocità delle giocate, occupato meglio gli spazi e trovato il gol con Conceição.

La rimonta non è stata completata, ma la reazione ha dimostrato che la squadra possiede risorse caratteriali. Anche Spalletti ha sottolineato come, dopo le difficoltà iniziali, la Juventus sia riuscita a produrre un calcio più rapido e coraggioso.

Quell’atteggiamento è stato confermato contro il Palermo. I bianconeri hanno preso l’iniziativa, accettato una partita giocata su ritmi elevati e cercato frequentemente la verticalizzazione.

Il gol di Yildiz, arrivato al 44’, ha premiato una prima parte di gara nella quale la Juventus aveva già costruito opportunità con Conceição e lo stesso numero 10. Nella ripresa, nonostante le numerose sostituzioni, la squadra ha continuato a cercare il raddoppio fino alla rete di Milik.

Il primo segnale positivo è quindi mentale prima ancora che tattico: la Juventus non si è sciolta davanti alle difficoltà e ha cercato di imporre il proprio calcio.

Secondo fattore: Douglas Luiz e Milik tornano a essere risorse

Il tour australiano ha modificato le prospettive di alcuni giocatori considerati inizialmente ai margini del progetto. Douglas Luiz e Arkadiusz Milik sono i due casi più evidenti.

Il centrocampista brasiliano è stato utilizzato con grande continuità durante tutta la preparazione. Spalletti ha voluto conoscerlo sul campo, affidandogli responsabilità nella costruzione e provandolo in differenti combinazioni.

Contro il Palermo, Douglas Luiz ha giocato accanto a McKennie nel centrocampo a due. Ha dato ordine alla manovra, cercato aperture sulle corsie e partecipato all’uscita dal basso. Restano dubbi sulla copertura degli spazi, ma il giudizio dell’allenatore è stato positivo.

Spalletti ha infatti aperto concretamente alla sua permanenza. Il brasiliano può giocare vicino a un centrocampista più difensivo oppure a un elemento maggiormente propenso ad avanzare. Questa duttilità potrebbe trasformarlo da esubero a soluzione tecnica per il nuovo centrocampo.

Ancora più simbolico è il ritorno al gol di Milik. Il polacco ha chiuso la partita contro il Palermo con una giocata individuale di qualità: recupero del pallone, avversario superato, finta sul secondo difensore e conclusione precisa.

La rete mancava da 813 giorni con la maglia bianconera. Il lungo periodo trascorso tra infortuni e riabilitazione aveva quasi cancellato Milik dalle rotazioni, ma la prova di Perth ha ricordato le sue qualità.

Il centravanti sa giocare spalle alla porta, possiede un sinistro raffinato e può offrire una soluzione differente rispetto a Kolo Muani e David. La sua tenuta fisica dovrà essere verificata, ma recuperarlo significherebbe aggiungere profondità al reparto senza dover intervenire immediatamente sul mercato.

Terzo fattore: la concorrenza alza il livello della squadra

La Juventus vista in Australia ha mostrato una rosa più competitiva rispetto a quella di inizio preparazione. I nuovi innesti, il ritorno di alcuni giocatori e la crescita dei giovani stanno aumentando le alternative a disposizione di Spalletti.

Celik ha offerto una prestazione molto positiva contro il Palermo, risultando decisivo nell’azione del gol di Yildiz. Il terzino ha dato equilibrio, corsa e continuità alla fascia destra, costruendo una buona intesa con Conceição.

Il portoghese è stato uno dei giocatori più vivaci della tournée. Contro l’Inter ha segnato la rete che ha riaperto la partita, mentre con il Palermo ha creato pericoli attraverso dribbling, accelerazioni e movimenti verso il centro. La precisione nell’ultima scelta deve migliorare, ma la sua capacità di produrre superiorità numerica resta preziosa.

Yildiz ha dimostrato di poter incidere anche senza essere ancora al massimo della condizione. Il gol contro il Palermo è stato accompagnato da un lavoro generoso in fase difensiva, richiesto dall’assetto tattico e dai movimenti offensivi di Alajbegovic.

Anche Koopmeiners ha risposto positivamente nell’inedita posizione di centrale difensivo, offrendo qualità nella prima costruzione. Gatti ha superato il problema fisico che ne aveva messo in dubbio l’impiego, mentre Perin ha confermato di poter essere una garanzia tra i pali.

Le alternative stanno quindi crescendo in quasi tutti i reparti. Spalletti ha riassunto il concetto con un messaggio diretto: la maglia deve essere conquistata. Una titolarità scontata rischia di abbassare la tensione mentale; una concorrenza autentica, invece, obbliga ogni giocatore a mantenere alto il livello quotidiano.

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