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Affondo dei direttori sul mercato. ALL-IN Juve, ma alle sue condizioni.
Oggi alle 20:30Primo piano
di Claudio Zuliani
per Tuttojuve.com

Affondo dei direttori sul mercato. ALL-IN Juve, ma alle sue condizioni.

Juventus, settimana decisiva: tre colpi nel mirino tra porta, attacco e difesa. E il saluto a Francesco Guccini.

Il mercato bianconero entra nella fase più calda: Suzuki, Zirkzee e Lucumí sono gli obiettivi. Intanto il popolo juventino saluta uno dei suoi tifosi più illustri.

Ferragosto si avvicina e, come da tradizione, il mercato entra nella fase degli sconti decisivi. È il momento in cui le idee diventano operazioni, oppure si dissolvono definitivamente. Per la Juventus è una settimana chiave, forse quella che può indirizzare la seconda parte della campagna acquisti. I dirigenti bianconeri lavorano su tre fronti ben definiti: un portiere, un attaccante e un difensore centrale. Tre ruoli, tre priorità, tre nodi ancora tutti da sciogliere. Le strategie sono ormai chiare. Alcune piste sono tramontate, altre stanno emergendo con forza. E il quadro che ne esce racconta una Juventus pragmatica, attenta, ma ancora in piena costruzione.

Portiere, sfumato il piano A: ora prende quota l’ipotesi Suzuki.

La ricerca del nuovo numero uno ha attraversato diverse fasi, tra suggestioni e trattative mai realmente decollate. Il primo grande obiettivo era Alisson, profilo indicato da Luciano Spalletti già nella precedente gestione. Ma tra la mancata apertura del Liverpool e un’operazione mai davvero entrata nel vivo, la pista si è chiusa prima ancora di diventare concreta. Con l’arrivo di Giovanni Carnevali era tornata in auge anche l’idea Emiliano “Dibu” Martínez. Tuttavia età, ingaggio e costo complessivo dell’operazione hanno portato la dirigenza a frenare con decisione E così, quasi in silenzio, è riemersa una soluzione che fino a poche settimane fa sembrava poco percorribile: Zion Suzuki. L’idea è particolare e passa da un incastro internazionale: il Paris Saint-Germain potrebbe acquistare il portiere dal Parma, per poi girarlo alla Juventus in prestito nella fase finale del mercato. Una soluzione che divide: ha senso puntare su un portiere “a tempo”, sapendo di dover ripartire da zero già la stagione successiva? La risposta, oggi, è sì. Se non emergeranno alternative più solide, la Juventus potrebbe scegliere una soluzione ponte, rinviando la decisione definitiva all’estate 2027.

Attacco, Zirkzee occasione di mercato. Ma Spalletti vuole un vero numero nove.

Il reparto offensivo è forse quello che racconta meglio la filosofia attuale della Juventus. Spalletti non ha mai imposto un nome, ma una caratteristica precisa: un centravanti vero, capace di occupare l’area e dare presenza fisica in zona gol. Nel frattempo, il numero 9 è già stato assegnato a Kolo Muani, giocatore dalle caratteristiche diverse rispetto al classico finalizzatore d’area. Ecco perché prende sempre più corpo la pista Joshua Zirkzee. Il Manchester United spinge per una cessione definitiva, mentre la Juventus ragiona esclusivamente su un prestito. Ed è proprio qui che si gioca la partita. Un profilo come Zirkzee, arrivato in prestito, rappresenterebbe un’occasione di mercato difficilmente ignorabile. Il messaggio è chiaro: la Juventus costruisce seguendo le opportunità, senza farsi condizionare solo dai nomi. Il confronto con l’allenatore è costante, ma la regia delle operazioni resta in mano alla dirigenza. È un principio antico, quasi identitario: la società costruisce, l’allenatore valorizza.

Difesa, Lucumí resta il primo obiettivo. Tutto passa dal futuro di Gatti.

Anche in difesa il quadro è definito, ma non ancora chiuso. Le amichevoli estive hanno ridisegnato alcune gerarchie. Miretti, Douglas Luiz e Zegrova hanno sfruttato le occasioni, aumentando il proprio valore tecnico e di mercato, tra permanenza e possibili cessioni. Diverso il discorso per Federico Gatti. Il difensore garantisce solidità quando la squadra si abbassa, ma Spalletti chiede qualcosa di diverso: un centrale capace di costruire dal basso e impostare l’azione. Non è un caso che, nell’ultima uscita, il tecnico abbia elogiato i cambi di gioco di Kelly. In questo contesto, il nome in cima alla lista resta quello di Lucumí. Il Bologna parte da una richiesta di 25 milioni di euro, mentre la Juventus si è fermata a 17. La sensazione è che un’intesa possa arrivare intorno ai 20 milioni, ma solo a una condizione: la cessione di Gatti, che dovrebbe garantire una cifra simile.Una Juventus costruita sulle opportunità.

La sensazione è che questa Juventus stia cambiando metodo. Non rincorre necessariamente il colpo più mediatico, ma prova a leggere il mercato, a sfruttarne le occasioni, senza perdere di vista la sostenibilità economica. È un equilibrio delicato tra le richieste dell’allenatore e la visione della dirigenza. Ma potrebbe essere proprio questa la strada scelta per costruire una squadra competitiva e, allo stesso tempo, solida nel tempo.

Il cuore bianconero saluta Francesco Guccini.

Uno sguardo che va oltre il campo. Il mondo juventino saluta con profondo affetto Francesco Guccini, scomparso all’età di 86 anni. Guccini non è stato solo una delle voci più importanti della cultura italiana, ma anche un tifoso bianconero autentico, viscerale, legato alla Juventus e innamorato del calcio di Michel Platini. Negli ultimi anni aveva ricevuto una maglia autografata da Gianluigi Buffon e aveva incontrato Nicolò Caviglia, uno dei pochi giovani capaci di unire calcio e passione per la grande musica d’autore italiana. Con lui se ne va non solo un gigante della cultura, ma anche un frammento di quella Juventus popolare, romantica e profondamente intrecciata alla storia del Paese.