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Chi meglio di loro?TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:35Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Chi meglio di loro?

Bremer e Lucumí possono formare una delle migliori coppie della Serie A: forza, velocità e qualità. Solo la difesa dell’Inter parte oggi con più garanzie

La Juventus riparte da Gleison Bremer e Jhon Lucumí per costruire una difesa top, , Luciano Spalletti potrà contare su una coppia centrale dotata di forza fisica, velocità e qualità nella prima costruzione.

Sulla carta, il nuovo tandem bianconero si colloca immediatamente tra i migliori della Serie A, l’Inter conserva più certezze grazie a un reparto già abituato a competere ai massimi livelli, ma la Juventus può avvicinarsi molto ai nerazzurri. Napoli, Milan e Roma possiedono centrali importanti, senza però presentare la stessa complementarità.

Bremer, il difensore dominante

Il valore della coppia dipende innanzitutto dalle condizioni di Bremer, quando è fisicamente al massimo, il brasiliano rimane uno dei marcatori più forti del campionato, possiede struttura, aggressività e velocità sufficiente per difendere anche lontano dalla propria area, nell’uno contro uno accetta il confronto senza bisogno di una protezione costante, qualità fondamentale per una squadra intenzionata a mantenere il baricentro alto.

Spalletti vuole recuperarlo completamente e affidargli la guida della linea, Bremer dovrà comandare i movimenti, assumersi la responsabilità delle marcature più complicate e trasmettere sicurezza agli altri componenti del reparto. Il dubbio riguarda la tenuta dopo i problemi fisici, la Juventus dovrà gestirne minuti e carichi, evitando di considerarlo immediatamente disponibile per ogni partita. Il suo ritorno ai livelli migliori rappresenta la condizione necessaria affinché la coppia raggiunga tutto il proprio potenziale.

Lucumí aggiunge ciò che mancava

Il colombiano completa Bremer perché porta caratteristiche differenti, è mancino, sa uscire dalla pressione attraverso il passaggio e possiede una buona capacità di condurre il pallone in avanti. Al Bologna ha imparato a difendere con una linea alta, accettando spazi alle proprie spalle e intervenendo spesso in anticipo, questa esperienza lo rende adatto ai principi di Spalletti, che chiederà ai centrali di partecipare attivamente alla costruzione. Lucumí non è soltanto un difensore tecnico, possiede velocità, forza nei duelli e conoscenza della Serie A. Non avrà quindi bisogno di un lungo periodo per comprendere ritmi e caratteristiche degli avversari.

Il piede sinistro permetterà inoltre alla Juventus di distribuire meglio la prima manovra. Bremer potrà concentrarsi sulle marcature e sulle coperture, mentre il colombiano avrà maggiori responsabilità nella circolazione.

Una coppia realmente complementare

Le migliori coppie non sono necessariamente formate dai due centrali più forti individualmente, devono combinare qualità diverse e compensare i rispettivi limiti.Bremer offre potenza, dominio aereo e capacità di seguire l’attaccante, Lucumí garantisce pulizia tecnica, velocità laterale e un’uscita naturale sul centro-sinistra.

Nella difesa posizionale, il brasiliano potrà occuparsi del centravanti più fisico, mentre Lucumí sarà libero di leggere gli anticipi e coprire la profondità. In fase di possesso, invece, il colombiano potrà diventare il primo regista della squadra.

Inter ancora davanti per esperienza collettiva

Il riferimento principale rimane l’Inter. Cristian Chivu può affidarsi a un reparto composto da Manuel Akanji, John Stones e Alessandro Bastoni. Pur trattandosi di una linea a tre, la qualità dei singoli e la varietà delle caratteristiche ne fanno il pacchetto più completo del campionato, Stones aggiunge esperienza, costruzione e capacità di avanzare a centrocampo. Bastoni è probabilmente il miglior difensore italiano nella progressione palla al piede, mentre Akanji offre velocità e duttilità.

L’Inter parte davanti soprattutto perché Bastoni e Akanji conoscono già ambiente e sistema, Stones dovrà inserirsi, ma arriva con un patrimonio tattico maturato al Manchester City.

Bremer-Lucumí può risultare superiore nella marcatura pura e nel confronto fisico, il reparto nerazzurro conserva però un vantaggio nella gestione del possesso e nell’abitudine alle partite di vertice.

Napoli, Rrahmani guida il nuovo arrivato

Il Napoli può contare su Amir Rrahmani, Sam Beukema e il nuovo innesto Benoît Badiashile, indicato vicino all’arrivo dal Chelsea in prestito con diritto di riscatto, Rrahmani rappresenta la certezza. Conosce il campionato, guida la linea e offre affidabilità nel gioco aereo. Beukema garantisce aggressività e capacità di impostare, mentre Badiashile aggiunge fisicità e un piede sinistro naturale.

La possibile coppia Rrahmani-Badiashile ha caratteristiche interessanti, ma presenta più incognite rispetto a quella juventina. Il francese arriva da stagioni condizionate dagli infortuni e dovrà adattarsi alle richieste di Massimiliano Allegri.

Il Napoli possiede profondità e buone alternative, ma Bremer e Lucumí offrono maggiori garanzie nell’uno contro uno e nella difesa di una linea alta.

Milan, Gila guida un reparto da ricostruire

Il Milan ha aggiunto Mario Gila e può affiancargli Matteo Gabbia e Strahinja Pavlović. Rúben Amorim dovrebbe utilizzare prevalentemente una difesa a tre, con Gila chiamato a diventare il principale riferimento tecnico, lo spagnolo garantisce anticipo, velocità e una buona gestione del pallone. Gabbia offre senso della posizione e conoscenza dell’ambiente, mentre Pavlović aggiunge fisicità e aggressività.

Il reparto rossonero ha potenziale, ma deve essere completamente ricostruito nei meccanismi. L’uscita probabile di Tomori riduce inoltre l’esperienza e la velocità disponibili.

Considerando una possibile coppia Gila-Gabbia, il Milan offre ordine e qualità, ma non possiede il dominio fisico di Bremer-Lucumí. Con Pavlović aumentano forza e aggressività, insieme però al rischio di perdere equilibrio.

Gian Piero Gasperini può costruire la propria difesa intorno a Gianluca Mancini, Evan Ndicka e Konstantinos Koulierakis.

Mancini offre leadership, aggressività e capacità di incidere sui calci piazzati. Ndicka garantisce fisicità e un piede mancino utile nella prima costruzione. Koulierakis rappresenta l’investimento più giovane, con margini di crescita significativi.

La coppia Mancini-Ndicka è collaudata e conosce le difficoltà del campionato. Rispetto a Bremer e Lucumí, però, può soffrire maggiormente quando deve difendere molti metri di campo.

Il sistema di Gasperini richiede ai centrali di accettare duelli individuali continui. La Roma possiede interpreti adatti, ma dovrà verificare la loro risposta all’interno di un’organizzazione più aggressiva.

Il problema del portiere

Per la Juventus resta aperta un’incognita importante. Bremer e Lucumí possono formare una coppia di alto livello, ma dovranno lavorare con un portiere ancora da individuare, comunicazione, gestione della profondità e costruzione dipendono anche dall’uomo schierato tra i pali. Arrivare all’inizio del campionato senza gerarchie definite rischia di rallentare la costruzione degli automatismi.

Vicario, Trubin e Musso possiedono caratteristiche differenti. La scelta influenzerà inevitabilmente anche il rendimento dei due centrali.

Bremer-Lucumí ha tutto per diventare una delle migliori associazioni difensive della Serie A, il brasiliano domina il confronto fisico, il colombiano migliora l’uscita del pallone e insieme possono sostenere una squadra aggressiva.

La coppia è da scudetto. Per trasformarla nella miglior difesa del campionato serviranno un portiere affidabile, un centrocampo capace di proteggere la linea e un’organizzazione collettiva all’altezza dei due interpreti.

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