Spalletti promuove la Juventus, ma avvisa: «Sembra di parlare delle partite dell’anno scorso»
Luciano Spalletti si dice pienamente soddisfatto della vittoria conquistata dalla Juventus sul campo del Frosinone, ma non nasconde il principale limite della prestazione: le troppe occasioni fallite. Il tecnico promuove Kolo Muani e Douglas Luiz, dichiara Conceição incedibile e conferma la ricerca di un attaccante con caratteristiche differenti.
La Juventus comincia il campionato con tre punti, ma il successo per 1-0 sul campo del Frosinone lascia a Luciano Spalletti sensazioni contrastanti. Il tecnico apprezza l’identità mostrata dalla squadra e la capacità di produrre occasioni, ma non può ignorare gli errori commessi negli ultimi metri.
I bianconeri avrebbero potuto chiudere la partita già nel primo tempo. Kolo Muani ha fallito una grande opportunità e colpito un palo, mentre Conceição ha sprecato due occasioni favorevoli nella ripresa. Il Frosinone è così rimasto in corsa fino al recupero, arrivando a pochi centimetri dal pareggio con la traversa di Calvani.
La vittoria rappresenta il punto di partenza, ma la mancanza di concretezza riporta alla mente alcuni problemi già emersi nella scorsa stagione.
«L’importante era dimostrare di essere squadra»
Spalletti parte dagli aspetti positivi. La Juventus ha interpretato la partita con personalità, controllando a lungo il gioco e mostrando una struttura riconoscibile.
«Secondo me abbiamo giocato nel complesso una buona partita, alcuni calciatori benissimo, altri bene e magari senza andare a prevedere delle situazioni che potevano darci dei vantaggi ma sono situazioni normali. L'importante era iniziare e dimostrare di essere squadra e lo abbiamo fatto. Ci sarà tempo per migliorare. Il Frosinone ha fatto una grandissima partita, ha fatto la gara che mi aspettavo. Pensavo di andare maggiormente in difficoltà invece siamo stati bravi. Va dato valore e rispetto anche agli avversari».
Il tecnico riconosce quindi i meriti del Frosinone, capace di mantenere intensità, coraggio e aggressività. La Juventus, però, ha avuto le occasioni necessarie per evitare qualsiasi sofferenza finale.
Il vecchio problema della cattiveria
L’analisi diventa più severa quando Spalletti affronta il tema della finalizzazione. La squadra costruisce, arriva negli ultimi metri e crea superiorità, ma non completa il lavoro.
«Sono totalmente soddisfatto, prima di tutto perché la squadra ha vinto e perché ha fatto una buonissima partita. Poi è chiaro che, se non le chiudi, devi passare quei momenti come abbiamo passato, dove poi c’è stato anche un po’ di fortuna perché hanno preso il palo. Ci sono capitate, sì, lo so. Però, proprio per il livello di calcio che vogliamo fare, per il livello di spessore che ci deve essere nell’andare poi a sfruttare le situazioni che capitano dentro il campo, a usarle per perseguire quello che è normale, perché c’era lì davanti, bisogna fare qualcosa sicuramente con un po’ più di cattiveria».
La Juventus non deve limitarsi a ricevere complimenti per il gioco. Spalletti pretende una squadra capace di trasformare la qualità in risultati più netti.
«Sembra di parlare delle partite dell’anno scorso»
Il passaggio più significativo riguarda il confronto con la precedente stagione. Il tecnico teme che i tanti elogi possano mascherare nuovamente l’assenza di concretezza.
«Ricomincio con la stessa… Infatti sembra di parlare delle partite dell’anno scorso: si va al campo, bravi, bravi, bravi. Anche oggi ho detto bravi, però poi questo “bravi” sembra quasi un ottimo modo per dire che da solo non ce la fai. Aspetta che ti rincuoro un po’: vengo da te perché da solo non ce la fai. Bravo. No, e poi si ritorna tutto all’anno scorso».
Il rischio è evidente: produrre una buona prestazione senza riuscire a tradurla completamente nel risultato. Contro il Frosinone la Juventus è stata salvata dalla traversa, ma contro avversari più attrezzati gli stessi errori potrebbero avere conseguenze pesanti.
«Però ci sono squadre molto più forti del Frosinone, per cui poi diventa dura. Dove giochi 50 e 50, dove giochi 40 e 60, per cui, se ti capitano le situazioni, bisogna un pochettino capirla questa cosa qui. Se no ci si rotola dietro il tentativo di farci delle carezze, però poi la sostanza non diventa esecutiva per quello che vuole la squadra».
Cosa non ha convinto Spalletti
Pur giudicando molto positivamente la prova, Spalletti individua un altro aspetto da migliorare: la costruzione dal basso.
«Giudico la prestazione molto buona, bisogna costruire più dal basso senza lanciare lungo e togliersi la possibilità di fare scelte».
La Juventus ha utilizzato con una certa frequenza il pallone diretto verso Kolo Muani, soprattutto quando il Frosinone ha alzato la pressione. Il francese possiede la struttura per proteggere il pallone, ma il tecnico vuole evitare che la squadra rinunci troppo facilmente al palleggio.
Costruire con maggiore precisione permetterebbe ai bianconeri di superare il primo pressing e trovare spazio alle spalle dei riferimenti avversari.
Douglas Luiz promosso
Tra i giocatori maggiormente apprezzati c’è Douglas Luiz, schierato accanto a Manuel Locatelli. Il brasiliano ha dato ordine alla manovra e si è mantenuto costantemente vicino all’azione.
«Douglas ha fatto una buona gara, sempre stato dentro la squadra vicino al pallone. E' stato abbastanza pulito nel farla girare. Sono totalmente soddisfatto. Si è anche vinto poi quindi va bene cosi».
La prestazione conferma i segnali positivi mostrati durante la preparazione. Spalletti sembra intenzionato a rilanciare il centrocampista, considerandolo una risorsa importante per la nuova stagione.
Kolo Muani promosso, ma il gol va restituito
Nonostante gli errori sotto porta, il tecnico difende la prova di Randal Kolo Muani e spiega perché abbia deciso di lasciarlo in campo fino alla fine.
«Kolo ha fatto una buona partita, perchè toglierlo? Deve rientrare nei giri giusto del campionato. Sono due anni che non gioca e deve ritrovare il ritmo partita. Un errore ci sta di farlo, questo gol mangiato ce lo deve restituire. Al di là delle occasioni sbagliate ci sono state 3-4 occasioni in cui potevamo andare al tiro ma non siamo riusciti».
Il francese ha attaccato la profondità, protetto il pallone e creato diversi problemi alla difesa avversaria. Il limite riguarda la finalizzazione, fondamentale per un giocatore chiamato a guidare l’attacco juventino.
Spalletti utilizza toni ancora più diretti:
«kolo ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolato, sappiamo qual è il suo valore, perchè l'abbiamo visto prima, sappiamo più cose. Però lui si deve rendere conto che è due anni che non gioca e se è due anni che non gioca un motivo ci sarà, perchè poi a volte si crede di essere di un livello eccezionale e poi invece hai lasciato qualcosa da parte che devi andare a riprendere».
Le qualità del francese non sono in discussione
Spalletti riconosce a Kolo Muani caratteristiche importanti, ma gli chiede di trasformarle in gol.
«Perchè poi si è visto anche oggi, sa tenere palla, sa andare nello spazio, è forte fisicamente, però poi queste sono partite dove lui bisogna porti a casa dei gol, perchè gli spazi erano tutti a suo favore».
Il centravanti ha avuto campo per attaccare e occasioni favorevoli, ma non è riuscito a segnare. Il processo di recupero della migliore condizione non può quindi prescindere dalla concretezza.
Perché Milik e David non sono entrati
Il buon coinvolgimento di Kolo Muani spiega anche il mancato utilizzo di Arkadiusz Milik e Jonathan David.
«Kolo Muani è stato in partita e bene, perchè dovevo cambiarlo? Si sono viste delle difficoltà diverse e siamo intervenuti».
Spalletti ha preferito modificare gli esterni e aumentare la qualità sulle corsie. Celik, ammonito, ha lasciato spazio a Cambiaso, mentre Zhegrova e Boga hanno sostituito Conceição e Yildiz.
«Ho cambiato gli esterni perchè Yildiz e Conceicao avevano messo a dura prova gli avversari ma non avevamo finalizzato. Ripensandoci dopo a volte ho dubbi sui cambi fatti, oggi no».
La Juventus cerca un’altra tipologia di attaccante
Il tecnico conferma che la Juventus sta valutando un centravanti con caratteristiche differenti da quelle di Kolo Muani.
«L'attaccante che stiamo cercando potrebbe essere uno con caratteristiche diverse, perchè lui ama andare nello spazio, poi ci sono delle partite che si giocano negli ultimi 20 minuti, che ti ci vuole qualcosa di diverso quando le squadre si chiudono».
L’obiettivo è inserire una punta maggiormente efficace dentro l’area, forte nel gioco aereo e capace di trovare soluzioni contro avversari schierati molto bassi.
«Quando le squadre si chiudono, allora lì dentro è più facile che si vada a sbloccare facendo gol di testa e non con le trame perchè di spazi non ce ne sono».
Conceição è incedibile
La prestazione di Francisco Conceição riceve una promozione importante, nonostante le occasioni sbagliate. Il portoghese ha prodotto l’assist per Bremer e messo ripetutamente in difficoltà il Frosinone sulla fascia destra.
Spalletti chiude anche le discussioni sul suo futuro:
«Conceicao per me è incedibile. Noi c'è stato un momento che eravamo tutti sul mercato, anche io perchè non siamo arrivati in Champions. Poi i direttori hanno fatto quadrare i conti, Conceicao è un giocatore forte che vogliamo tenere».
Una posizione chiara, soprattutto davanti alle indiscrezioni sull’interesse di alcuni club inglesi. Conceição viene considerato uno dei punti fermi della squadra.
Yildiz deve ritrovare la condizione
Spalletti non nasconde che alcuni giocatori siano ancora lontani dalla forma migliore. Tra questi figura Kenan Yildiz, apparso meno brillante rispetto al portoghese.
«Sono calciatori che debbono trovare la propria condizione, che debbono impegnarsi nei ragionamenti».
Il tecnico chiede agli attaccanti maggiore qualità nei movimenti senza pallone. Venire incontro lentamente e senza un contromovimento facilita il lavoro della marcatura aggressiva avversaria.
Per liberarsi, serviranno cambi di direzione, corse più intense e maggiore capacità di ingannare il difensore.
Thuram non è ancora pronto
Sul piano fisico, resta da recuperare pienamente Khephren Thuram.
«Thuram sta meglio, ha iniziato ad allenarsi con noi ma la condizione è ancora precaria anche se poi nelle partitine a metà campo si sente bene. Ha ancora bisogno del lavoro».
Il francese verrà inserito progressivamente, evitando accelerazioni che possano produrre nuovi problemi. La sua assenza riduce momentaneamente le alternative a disposizione in mezzo al campo.
Vicario, soltanto crampi
L’uscita di Guglielmo Vicario nel finale aveva creato preoccupazione, ma Spalletti esclude problemi seri.
«No, crampi, crampi, ha sentito un crampo forte e c'è stato un momento che ha avuto timore poi di bloccarsi e abbiamo preferito sia lui che noi sostituire».
Il portiere non giocava da tempo e ha accusato la fatica nei minuti conclusivi. La disponibilità di un’ultima sostituzione ha permesso alla Juventus di non correre rischi, inserendo Perin.
Mercato: la Juventus può anche restare così
Spalletti aspetta eventuali rinforzi, ma non vuole trasmettere l’immagine di una squadra incompleta o dipendente dal mercato.
«Sicuramente i direttori saranno attivi e valuteranno quel capiterà in settimana ma potremmo anche rimanere cosi. Siamo una squadra forte lo stesso e quasi forte se poi come oggi non si completano delle situazioni».
La dirigenza continuerà a cercare opportunità, ma dovrà tenere conto dei limiti economici e delle possibili uscite.
«Non siamo nelle condizioni di poter dire vogliamo questo e lo facciamo, bisogna trovare soluzioni dove le possibilità vanno a collimare con la trattativa».
Identità trovata, concretezza da costruire
La Juventus esce da Frosinone con una vittoria, una porta inviolata e diverse indicazioni positive. La squadra ha mostrato un’identità, prodotto occasioni e controllato buona parte della gara.
Il problema è stato non trasformare la superiorità nel secondo gol. Spalletti non vuole rivedere il copione della passata stagione: complimenti per la prestazione, ma poca sostanza nel momento decisivo.
Kolo Muani dovrà restituire il gol sbagliato, Conceição dovrà aggiungere maggiore precisione alla propria imprevedibilità e Yildiz ritrovare la condizione migliore. Douglas Luiz, invece, ha già fornito una risposta incoraggiante.
La prima interrogazione è stata superata. Per alzare il livello, tuttavia, la Juventus dovrà imparare a essere più cattiva, più lucida e soprattutto più concreta.


