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Koopmeiners, la Juve deve stare attenta

autore
Massimo Pavan
per Tuttojuve.com
Oggi alle 06:40Primo piano
autore Massimo Pavan
01.10.2026 06:40Primo piano
Teun Koopmeiners è probabilmente uno dei casi più complicati della Juventus attuale, da gestire e capire
www.imagephotoagency.it
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Teun Koopmeiners è probabilmente uno dei casi più complicati della Juventus attuale, pagato nell'estate 2024 51,3 milioni più bonus, arrivato dopo essere stato uno dei centrocampisti più determinanti della Serie A con l'Atalanta, a Torino non è mai riuscito a diventare ciò che tutti immaginavano. Adesso il tempo comincia a stringere.

In assenza di una svolta nei prossimi mesi la Juventus potrebbe tornare a valutare una sua partenza a gennaio. Il problema è economico: per evitare una minusvalenza significativa, la valutazione indicata è nell'ordine dei 25 milioni di euro, ma prima di venderlo bisognerebbe porsi due domande. È davvero irrecuperabile? E soprattutto: avrebbe senso cederlo a una diretta concorrente italiana?

In Italia meglio non venderlo

È probabilmente il primo punto sul quale la Juventus dovrebbe essere molto prudente. Tra le ipotesi circolate viene indicato anche un possibile interesse della Roma. Non risulta una trattativa avanzata, ma l'eventuale pista avrebbe un elemento evidente: ritroverebbe Gasperini, l'allenatore con il quale Koopmeiners ha espresso il miglior calcio della propria carriera italiana, ed è esattamente per questo che, se si decidesse di cederlo, rafforzare una concorrente italiana potrebbe rappresentare il rischio maggiore. Perché il problema non è stabilire se il Koopmeiners visto alla Juventus valga 25, 40 o 50 milioni. Il problema è ricordarsi cosa fosse prima di arrivare a Torino.

Il vero Koopmeiners esiste ancora?

Questa è la scommessa, la Juventus finora ha visto soltanto a intermittenza il giocatore ammirato a Bergamo. Spalletti ha provato a utilizzarlo in differenti posizioni e l'olandese ha iniziato questa stagione con un gol contro il Parma e un assist contro il Milan. Non abbastanza, però, per riconquistare definitivamente una posizione centrale nelle gerarchie. Douglas Luiz sta crescendo, Pape Matar Sarr ha portato energia e McKennie continua a offrire quella duttilità che qualsiasi allenatore apprezza. Koopmeiners è rimasto nel mezzo. Eppure proprio gli infortuni di Locatelli e Thuram gli stanno offrendo una possibilità enorme.

Tre mesi per cambiare tutto

Prima di gennaio ci sono ancora partite sufficienti per cambiare completamente la storia. La Juventus lo aveva trattenuto alla fine del mercato estivo anche perché il centrocampo era numericamente corto. Il Besiktas aveva insistito, mentre in precedenza si erano registrati sondaggi di Galatasaray, Monaco e club inglesi. La società decise di non aprire alla partenza. Adesso Koopmeiners ha un'altra occasione. E forse, prima di parlare definitivamente di fallimento, vale la pena concedergliela. Perché vendere oggi significa cristallizzare una svalutazione enorme rispetto all'investimento iniziale. Recuperarlo, invece, cambierebbe due volte il bilancio dell'operazione: sul campo e sul mercato.

La Juventus non vuole perderci

È questo il vero nodo,la Juventus può anche essere disponibile a separarsi dal giocatore, ma non vuole farlo a qualsiasi cifra. Ed è comprensibile. Cedere un calciatore acquistato per oltre 50 milioni dopo poco più di due anni a circa 20 milioni significherebbe certificare un investimento profondamente negativo. Per questo la soglia indicata intorno ai 25 milioni non è casuale. Un prestito all'estero potrebbe rappresentare una soluzione intermedia: permettergli di giocare, recuperare fiducia e magari rivalutarsi senza consegnarlo definitivamente a una concorrente. Ma prima ancora del prestito esiste un'altra possibilità. Provare seriamente a recuperarlo alla Juventus.

Spalletti può essere l'ultima occasione

Se esiste un allenatore capace di lavorare sulle caratteristiche tecniche e psicologiche di un giocatore, Spalletti può rappresentare una possibilità. Ma serve chiarezza. Koopmeiners non può continuare a essere contemporaneamente mezzala, trequartista, mediano e soluzione d'emergenza in difesa senza riuscire a costruire un'identità precisa. Bisogna scegliere cosa deve diventare. E poi concedergli un periodo nel quale giocare realmente in quella posizione. L'Atalanta aveva costruito intorno alle sue caratteristiche un sistema nel quale poteva attaccare l'area, trovare il tiro e utilizzare la propria capacità di inserimento. Alla Juventus troppo spesso sembra un giocatore che pensa prima a dove deve stare e soltanto dopo a cosa fare con il pallone.

Prima di venderlo, proviamoci ancora

Gennaio può diventare il confine, se nei prossimi mesi non arriverà alcun segnale, separarsi potrebbe essere inevitabile, ma la Juventus dovrebbe evitare due errori. Il primo è svenderlo. Il secondo è venderlo in Italia a qualcuno capace di restituirgli immediatamente il contesto nel quale era diventato dominante, perché vedere Koopmeiners rinascere con una diretta concorrente sarebbe forse la conclusione peggiore possibile di questa storia. Il rilancio è difficile? Certamente. Impossibile? No.

E considerato quanto la Juventus ha investito sul giocatore, tentare un'ultima vera operazione di recupero prima di gennaio potrebbe essere molto più conveniente che arrendersi adesso.

per Tuttojuve.com

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