Sentenza morbida alla Juve? Prima di parlare leggete le motivazioni!
Il gesto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola è stato sbagliato, lo abbiamo detto immediatamente e lo ripetiamo. Chi si è voltato, chi ha preferito cantare invece di rispettare quei sessanta secondi, ha compiuto un gesto che non condividiamo, i ma che abbiamo detto non erano una scusante ma un'accusa verso chi racconta solo quello che gli pare e riguarda la Juventus, omettendo scientemente chi nello scorso weekend non ha rispettato allo stesso modo il minuto di silenzjo. Ma da qui a trasformare l'episodio nell'ennesimo processo alla Juventus passa una distanza enorme.
Adesso leggiamo che i 10 mila euro inflitti dal Giudice Sportivo sarebbero una "sentenza morbida".
Morbida rispetto a cosa?
Il Giudice Sportivo ha spiegato perché, non è stata la Juventus a decidere la propria sanzione. Il provvedimento del Giudice Sportivo parla di un “numero esiguo in percentuale” di sostenitori e spiega che la sanzione è stata attenuata per due ragioni: la tempestiva presa di posizione ufficiale della società e la dissociazione del resto del pubblico presente allo Stadium. Questo è il punto. Non un'interpretazione juventina. è scritto nelle motivazioni. Allora perché si dovrebbe chiudere una curva composta da migliaia di persone per il comportamento di un gruppo numericamente limitato? Il resto dello Stadium ha fatto esattamente il contrario C'è un dettaglio che rischia di sparire completamente dalla narrazione. Mentre alcuni si voltavano, il resto dello Stadium applaudiva. Gli stessi cori sono stati coperti dagli applausi degli altri spettatori, compresi tifosi di casa e ospiti.
Perché questo particolare dovrebbe valere meno?
Perché il comportamento sbagliato di alcuni deve rappresentare la Juventus mentre quello corretto di decine di migliaia di persone diventa una nota a margine? Non funziona così. Chi sbaglia deve pagare, non chi gli sta accanto. Se poche persone possono provocare automaticamente la chiusura di un settore, una società rischia di diventare ostaggio di chi vuole danneggiarla. La responsabilità dovrebbe essere il più possibile individuale. Identificare chi sbaglia, utilizzare gli strumenti consentiti e colpire i responsabili. Punire indiscriminatamente chi ha applaudito Mazzola insieme a chi gli ha voltato le spalle avrebbe invece prodotto una contraddizione evidente. E il metro deve essere identico ovunque
C'è poi una domanda che il calcio italiano dovrebbe porsi, andando oltre Juventus-Inter. Il rispetto durante un minuto di silenzio deve essere sempre obbligatorio moralmente, qualunque sia la persona ricordata e qualunque sia lo stadio.
Se episodi analoghi si verificano altrove, devono ricevere la stessa attenzione. Se non vengono documentati, non vanno inventati; se vengono documentati, non possono diventare meno importanti soltanto perché manca il marchio Juventus. Questo dovrebbe essere il principio.
Non chiediamo silenzio su quanto accaduto allo Stadium.
Chiediamo esattamente il contrario: raccontiamo tutto e utilizziamo sempre lo stesso metro. La Juventus ha fatto ciò che doveva fare. Il club ha preso immediatamente le distanze, affermando che nessuna rivalità può giustificare una mancanza di rispetto durante una commemorazione. Spalletti ha condannato l'accaduto. La stragrande maggioranza dello stadio si è dissociata. Il Giudice Sportivo ha valutato questi elementi e ha deciso una multa di 10 mila euro.
Si può discutere della norma, certamente. Si può sostenere che le regole debbano diventare più severe, ma trasformare una decisione motivata in un favore concesso alla Juventus significa raccontare una falsità Il gesto di alcuni tifosi è stato sbagliato. Trasformare quei tifosi nella Juventus intera sarebbe altrettanto sbagliato.
Non accettiamo che nessuno si permetta di parlare di sentenza morbida o di di dire che la Juventus è stata graziata o che ha subito una multa di "solo" diecimila euro, chi è che si eleva al ruolo di giudice evitando poi scientemente di presentare il quadro generale della situazione?


