Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
Esclusiva TMW

Signorelli: "Gravina? Basta con i consigli federali tra amici, servono facce nuove e competenza"

Signorelli: "Gravina? Basta con i consigli federali tra amici, servono facce nuove e competenza"TUTTO mercato WEB
Daniel Uccellieri
Oggi alle 14:00Serie A
Daniel Uccellieri
Ascolta il podcast
A Tutta C
00:00
/
00:00

Elio Signorelli è intervenuto nel corso dell'appuntamento mattutino di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.

Direttore, partiamo purtroppo da una nota dolente che va oltre i confini della Serie C. L’Italia, per la terza volta consecutiva, non parteciperà al Mondiale dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia. Qual è il suo pensiero su questo fallimento?
"È una delusione enorme. La speranza è che questa mancata qualificazione serva finalmente da stimolo per crescere e migliorare davvero. Mi spiace sentire le dichiarazioni del Presidente Gravina quando dice che 'i giocatori si sono impegnati'. Mi sembrano risposte fuori luogo: l'impegno è il minimo sindacale. C’è chi va in palestra e paga per allenarsi duramente; questi atleti hanno premi milionari, l'impegno non dovrebbe nemmeno essere oggetto di discussione. Il calcio italiano va rifondato partendo dai giovani. Per quanto riguarda i vertici, se i risultati non arrivano, bisognerebbe avere il coraggio di alzare la mano e lasciare il posto a qualcun altro. Non si può sempre demandare a un Consiglio federale composto da amici."

Restando sul tema delle riforme, la Serie C dovrebbe essere il serbatoio dei giovani, ma spesso vediamo club che li utilizzano solo per incassare i contributi, per poi abbandonarli appena finita la "quota under". Per non parlare delle continue penalizzazioni. Come si esce da questo circolo vizioso?
"Bisognerebbe resettare tutto e ricominciare da zero, inserendo figure nuove e professionisti che abbiano voglia di premiare il merito, non 'l'amico dell'amico'. Non è facile, ma è necessario ripartire dai settori giovanili, dalle strutture e da chi governa il sistema. Casi come quello del Trapani erano prevedibili. Imprenditori seri come Vigorito o Rosso preferiscono concentrarsi sulle proprie aziende e su progetti concreti, mentre quando qualcuno cerca a tutti i costi la ribalta senza basi solide, il rischio del tracollo è dietro l’angolo."

A proposito di nomi importanti, abbiamo il Vicenza che ha dominato il campionato e il Benevento che è ormai a un passo dalla promozione. È un segnale positivo per il nostro calcio?
"Assolutamente sì. Parliamo di due società che portano valore alla Serie B. Sono realtà solide, con una proprietà italiana, radicate sul territorio. Presidenti come Vigorito e Rosso danno idee al calcio perché vivono la realtà locale. Molti stranieri, invece, arrivano promettendo centri sportivi che poi non si vedono mai. Ricordiamoci quanto successo ad Ancona: investitori da Singapore che mettono la prima pietra e dopo sei mesi spariscono nel nulla."

Quale potrebbe essere una soluzione pratica per evitare questi crack finanziari?
"Basterebbe alzare l'asticella delle garanzie. Non è ammissibile affrontare un campionato di C con fideiussioni da 600-700 mila euro quando il monte ingaggi è di 4 milioni. La fideiussione dovrebbe coprire l'intero costo dei salari. In questo modo, chi non ha la forza economica necessaria verrebbe allo scoperto già il primo di luglio, evitando agonie a campionato in corso."

Passiamo al calcio giocato. Nel Girone B la sfida tra Arezzo e Ascoli è apertissima: due punti di distacco a quattro giornate dalla fine. Chi vede favorito per la promozione diretta?
"Nonostante i due punti di vantaggio, l'Arezzo rischia di pagare a livello psicologico la sconfitta interna nello scontro diretto. Perdere in casa una partita del genere è una mazzata: o riescono a reagire immediatamente già dalla prossima gara, o il rischio che l'Ascoli completi il sorpasso è molto alto."

Sempre nel Girone B c’è il Livorno, una piazza che lei conosce bene. Dopo una grande rimonta, la squadra sembra aver rallentato. Come vede la loro corsa salvezza?
"Il Livorno era partito malissimo, poi era riuscito a raddrizzare la stagione al punto che si pensava potesse ambire ai playoff. Le ultime prestazioni dicono però che la squadra non era ancora pronta per quel salto di qualità. Ora la priorità è blindare la salvezza il prima possibile: una piazza come Livorno merita come minimo di mantenere la categoria."

Un’ultima battuta sul Girone C. Oltre al Benevento, troviamo Catania e Salernitana. Quest'ultima, reduce da due retrocessioni, sta vivendo una fase societaria complessa. Si aspettava qualcosa di più dai granata?
"Quando in un campionato ci sono piazze come Salerno, Catania e Benevento, ti aspetti sempre che siano le grandi protagoniste. Purtroppo il campo spesso smentisce i pronostici. Le incertezze societarie non aiutano mai: per chi deve dirigere e per chi scende in campo ogni giorno, non avere una proprietà definita è un handicap pesantissimo che finisce per condizionare inevitabilmente i risultati."

© Riproduzione riservata
Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile