Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / juventus / Serie A
Tutti parlano di vivai, ma la politica toglie al calcio 14 milioni da investire nei settori giovaniliTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 18:20Serie A
di Ivan Cardia

Tutti parlano di vivai, ma la politica toglie al calcio 14 milioni da investire nei settori giovanili

La FIGC ha approvato oggi il bilancio consuntivo 2025: utili per 145 mila euro, dopo il pagamento di 13,8 milioni di imposte.
“I settori giovanili devono essere la base del sistema”. È una dichiarazione tra le tante, nel caso specifico l’ha pronunciata Andrea Abodi. Ma, scorrendo le cronache delle ultime settimane, potreste rileggerla in bocca - oltre che, in più occasioni, al ministro per lo Sport e per i Giovani - anche a tanti altri politici. Dopo la terza mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, il mantra è stato uno solo: bisogna investire sui giovani. Accompagnato dalla solita solfa sui ragazzi che non giocano più per strada, peraltro in piena contraddizione logica con l’idea che la mancanza di strutture all’avanguardia sia uno dei problemi. Ma tant’è. Alle parole, però, non sempre seguono i fatti. Oggi la Federcalcio ha approvato il bilancio consuntivo del 2025: come tutti gli anni dispari - senza le grandi competizioni, detto che poi sarebbe anche il caso di qualificarsi… -, abbastanza scarico. Ma comunque chiuso in utile, e non è poco. Anzi, in utile di poco: 145.000 euro dopo il pagamento delle imposte. Sarebbero potuti essere quasi 14 milioni di euro, che però mancheranno al calcio, e la “colpa” è tutta della politica. Con il 2025, infatti, è scaduta la misura fiscale sperimentale prevista per il triennio 2022-2024 dall’articolo 1, comma 185, della legge 234/2021. Una normativa nata nel post pandemia, in base alla quale tutte le Federazioni Sportive - e quindi anche la Federcalcio - beneficiavano dell’esclusione di IRES e IRAP sugli utili commerciali, purché quegli stessi utili venissero reinvestiti su attività istituzionali non commerciali. La formulazione originaria faceva riferimento, tra le altre cose, a infrastrutture sportive, settori giovanili e pratica sportiva dei soggetti con disabilità. Un beneficio fiscale non confermato nel 2025, e che di fatto annulla l’utile della Federcalcio: sarebbe stato di 13,9 milioni di euro. Dopo 13,8 milioni di tasse che il calcio paga all’erario, anziché reinvestire sui propri settori giovanili, restano gli spiccioli.