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Cambiano di nuovo mezze panchine in Serie A: il dato che spiega la nostra esonerofiliaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 14:09Serie A
di Dimitri Conti

Cambiano di nuovo mezze panchine in Serie A: il dato che spiega la nostra esonerofilia

Come praticamente ogni estate a questa parte negli ultimi anni, si sta scatenando il cosiddetto valzer degli allenatori in Serie A. Uno scenario al quale ci stiamo via via abituando sempre di più e che sta diventando di fatto anche una caratteristica intrinseca del nostro campionato. La Serie A è malata di 'esonerofilia', e ci sono anche alcuni dati che testimoniano bene tutto ciò, e danno molta più robustezza alla sola osservazione empirica. Un paio di settimane fa infatti il CIES ha fornito una delle sue consuete analisi macro-calcistiche, questa volta con l'obiettivo di capire quale tra i top 5 campionati conceda maggior tempo agli allenatori per dare la loro impronta sulle rispettive squadre. E la risposta dice che il primato assoluto vada alla Liga spagnola, con la Premier League - che, è sempre bene ricordarlo, altro non è se non il campionato più ricco e visto del mondo - subito dietro. Con la Serie A fanalino di coda e staccatissima, in cui gli allenatori rimangono in media 10,9 mesi in carica. Per capire il distacco, in Liga un tecnico dura tre volte tanto (29,1), e la più vicina ai nostri standard è la Ligue 1, che comunque si eleva a 17,1. C'è una statistica che parla chiaro e denuncia l'esonerofilia che regna un po' in tutta la Serie A, mentre prima era giusto prerogativa di qualche vulcanico presidente. Oltre tre quarti delle società ha cambiato tecnico nell'ultimo anno e nessuno in Serie A può vantare una permanenza superiore ai 2 anni. Italiano e Grosso, lasciando Bologna e Sassuolo, confermano la regola mentre dovrebbe romperla con il ruolo di eccezione Fabregas, pronto al terzo anno da allenatore 'vero e proprio' del Como, dopo un inizio in cui era affiancato da chi era dotato del patentino. Rimane però una sensazione forte, suffragata dai dati: la Serie A non è il posto ideale per quegli allenatori che puntano a costruire e a un lungo percorso.