Il fascino indiscreto della Turchia: Yildiz non è ancora invitato al tavolo dei top player mondiali
Ancora una partita e finirà il Mondiale di Kenan Yildiz. Ne giocherà altri, probabilmente, il tempo è comunque dalla parte del talento di casa Juventus, che però non è riuscito in questo grande appuntamento a scacciare il costante mormorio che ne accompagna le gesta sul suolo nazionale: è o non è quel grande giocatore che in molti dicono essere ormai da quando era poco più che un ragazzetto? Il dibattito, in Italia, è aperto e ha sfumature differenti.
Yildiz non sarà un volto-copertina di questi Mondiali. Eppure ci ha provato in tutti i modi, visto che tra esordio con l’Australia e successiva sconfitta col Paraguay ha calciato dodici volte. Difettando però e non poco di precisione, dicono i dati. Come se fosse tra i protagonisti del Fascino discreto della Borghesia, il talento della nazionale turca non riesce a sedersi al tavolo con i più illustri commensali possibili.
La Turchia è eliminata, ma Yildiz ha ancora una partita per dimostrare di non essere un surplus su certi palcoscenici. In attesa di capire se e quanto potrà crescere ancora alla Juventus e diventare sempre più leader, cosa che non ha mai rifuggito: Yildiz o non Yildiz, chi crede che sia semplice sorreggere sulle proprie spalle il peso combinato delle aspettative di un club come la Juve e un paese come la Turchia, si sbaglia di grosso.
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