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Beccacece, allievo di Sampaoli che somiglia a Caniggia. Ora anche eroe dell'EcuadorTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 10:15Mondiali 2026
di Raimondo De Magistris

Beccacece, allievo di Sampaoli che somiglia a Caniggia. Ora anche eroe dell'Ecuador

Sebastián Andrés Beccacece è allenatore classe '80 nato a Rosario, in Argentina. Fa l'allenatore da sempre, ha appeso gli scarpini al chiodo poco più che ventenne per seguire Jorge Sampaoli in giro per l'Argentina e poi mettersi in proprio. Ma da ieri sera Beccacece, commissario tecnico con look chiaramente ispirato a Claudio Caniggia, non verrà mai più dimenticato da tutto il popolo calcistico dell'Ecuador. Ha battuto la Germania e ha portato la Tricolor per la seconda volta nella sua storia oltre la fase a gironi. Nel 2006 grazie al secondo posto proprio alle spalle dei tedeschi, stavolta invece con un terzo posto che già vuol dire matematico ripescaggio. Dopo il gol della vittoria firmato Gonzalo Plata Beccacece s'è letteralmente fiondato in tribuna per abbracciare la sua famiglia. L'ha rifatto anche al triplice fischio, un salto verso gli spalti per raccogliere l'affetto dei suoi cari e confondersi tra i tifosi in festa. Poi in conferenza stampa un discorso ricco di passione e un appello all'unione per quel che aspetta ora l'Ecuador: "Soffriamo perché questa è la vita: saper soffrire, avere compostezza, avere fede, avere fiducia. La squadra ha dimostrato grande calma e prudenza. Ora esorto tutto l'Ecuador a essere unito. Come sognava Simón Bolívar. Come quell'unità quando unì le forze con San Martín". Il riferimento è a circa due secoli fa, a quando l'Ecuador ottenne l'indipendenza dalla Spagna confluendo per qualche anno nella 'Grande Colombia'. Riferimenti alti per un allenatore che per anni ha lavorato al servizio di un grande maestro del calcio sudamericano come Jorge Sampaoli. L'ha fatto anche con la nazionale argentina prima di iniziare una carriera da primo allenatore che l'ha portato a sfiorare il titolo due volte del Defensa y Justicia. Ad allenare anche in Europa, con l'Elche, prima di iniziare quasi due anni fa l'avventura alla guida di un Ecuador che da stanotte ha un nuovo eroe nazionale. "Questi ragazzi vengono da contesti molto umili e oggi si trovano in posizioni privilegiate che si sono guadagnati". E poi un ringraziamento ai tifosi a e tutto il popolo alle spalle di questa nazionale: "E' un record quello di tre stadi pieni di ecuadoriani. Ho viaggiato in tutto l'Ecuador, vivo a Quito da due anni e ho vissuto anche a Guayaquil. Ho sempre incontrato persone gentili e laboriose. Durante questi viaggi, ho imparato a conoscere la cultura e l'importanza del lavoro per l'intero paese". Per l'Ecuador quella contro la Germania è probabilmente la vittoria più importante mai ottenuta in una fase finale della Coppa del Mondo. Alla quinta partecipazione, l'Ecuador fin qui aveva ottenuto quattro successi nelle quattro precedenti edizioni ma mai aveva battuto una nazionale quattro volte campione: "Oggi abbiamo ottenuto la vittoria più bella nella storia dei Mondiali", ha detto Beccacece che poi s'è lasciato andare a un sogno ad alta voce: "L'Ecuador non è mai arrivato ai quarti di finale. Sarebbe meraviglioso". Non sarà semplice, sarà complicato anche arrivare agli ottavi visto che adesso per Caicedo e compagni ci sarà di fronte una prima classificata. Ma se l'Ecuador giocherà come ieri sera...