I Mondiali dopo la Coppa d'Africa: l'8% dei giocatori è nato in Francia. Ci sono anche tre "italiani"
Non sarà la Coppa d’Africa, ma poco ci manca. Anche in occasione dei Mondiali, la Francia si conferma per distacco la nazione più capace di produrre talento, e soprattutto di esportarlo in altri Paesi. Complici i trascorsi coloniali di Parigi, è proprio la Francia la nazione più “rappresentata” nelle altre nazionali partecipanti alla rassegna iridata.
Nello specifico, 99 dei 1.248 calciatori partecipanti ai Mondiali sono nati in Francia, il 7,9%. In gran parte, nella zona di Parigi. Numeri comunque inferiori a quelli della già citata Coppa d'Africa, a cui la Francia ovviamente non partecipava eppure ben 107 giocatori su 658 erano nati su suolo francese. Di questi 99 "francesi" Mondiali, solo 23 giocano agli ordini di Didier Deschamps, nella cui rosa vi sono appena tre elementi nati al di fuori del suolo francese: si tratta di Michael Olise, nato in Inghilterra; di Brice Samba, nato in Congo; di Marcus Thuram, “italiano” di Parma.
Tutti gli altri giocatori nati in Francia e convocati per i Mondiali giocano per altre nazionali: la colonia più folta è in Algeria, dove 13 giocatori su 26 sono nati in Francia. Seguono Haiti (12) e Congo (11). Ma c’è un francese - Aymeric Laporte - persino nella Spagna.
In totale, sono 289 i calciatori che parteciperanno ai Mondiali in rappresentanza di un Paese diverso da quello in cui sono nati. Dopo la Francia ci sono Olanda (41) e Germania (32). Ci sono anche tre “italiani”: oltre al già citato Thuram, si tratta di Alessandro Circati (convocato dall’Australia) e di Giuliano Simeone (Argentina).
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