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Collina: "Infantino non influenza gli arbitri. Argentina-Egitto, quello è fallo"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 09:37Mondiali 2026
di Ivan Cardia

Collina: "Infantino non influenza gli arbitri. Argentina-Egitto, quello è fallo"

“Non siamo influenzati da nessuno, nemmeno da Infantino”. Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri della FIFA e responsabile degli arbitri, ha parlato al sito ufficiale della FIFA, partendo da una valutazione complessiva dei Mondiali: “Partiamo dal fatto che abbiamo già giocato il 50% di partite in più rispetto al 2022, e ci sono ancora otto grandissime gare da disputare. Nel complesso siamo soddisfatti. Tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto. Quando succede, gli ufficiali di gara sono pronti a lavorare ancora più duramente per assicurarsi di essere pienamente preparati per la partita successiva. Naturalmente, il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport. Nessuno può mettere in dubbio l’integrità degli ufficiali di gara della Coppa del Mondo. Quando questo accade, può provocare reazioni che portano a minacce nei loro confronti e verso le loro famiglie. Questo non è giusto. Allo stesso modo, nessuno può sostenere che il settore arbitrale della FIFA possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dal presidente della FIFA. Ha sempre mostrato pieno sostegno al FIFA Team One, affidandosi al nostro lavoro in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni in buona fede e, proprio come giocatori e allenatori, cercano sempre di fare del loro meglio”. Ci sono aree specifiche sulle quali vi state concentrando? “Di solito, durante una competizione, preferiamo non concentrarci su episodi specifici. Tuttavia, dopo aver recentemente chiarito cosa devono valutare gli ufficiali di gara quando gli attaccanti cercano di impedire al portiere avversario di muoversi e di difendere la porta, volevamo chiarire anche un altro tema che ha generato dibattito. Dopo ogni gol segnato, il VAR controlla la fase di possesso offensivo, la cosiddetta APP. Se viene individuato un fallo nella costruzione dell’azione e si ritiene che abbia avuto un impatto sul gol, il VAR raccomanderà una revisione al monitor. Non esiste un limite definito né per quanto riguarda la distanza dalla porta, né per il tempo trascorso tra l’episodio e il gol. Un esempio è arrivato nella partita Argentina-Egitto, in cui il numero 19 dell’Egitto, Marwan Attia, pesta chiaramente il piede al numero 6 dell’Argentina, Lisandro Martínez. Riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia evidente, se l’arbitro non lo ha visto sul terreno di gioco, il VAR può intervenire. Allo stesso modo, se non viene individuato alcun fallo nella costruzione di un gol, il VAR lo comunicherà di conseguenza all’arbitro. Pestare il piede a un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi provoca un normale contatto di gioco non commette fallo. Anche in questo caso, un esempio è arrivato alla fine della stessa partita. L’arbitro e il VAR hanno ritenuto normale contatto di gioco quello tra il numero 10 dell’Egitto, Mohamed Salah, e il numero 10 dell’Argentina, Julián Alvarez. Naturalmente, in alcune decisioni ci sarà sempre un elemento di soggettività, ma siamo soddisfatti di come questo principio sia stato applicato durante tutto il torneo”.