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Vent’anni da Berlino, Malagò: “Stimolo per il futuro”. Cento giorni da Zenica, caccia a dt e ct

Vent’anni da Berlino, Malagò: “Stimolo per il futuro”. Cento giorni da Zenica, caccia a dt e ct TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 10:46Serie A
Ricorrenze felici e tristi in questo 9 luglio 2026. Intanto la panchina azzurra è vuota, a oltre tre mesi dalla mancata qualificazione con la Bosnia.

Giovani, imberbi, campioni del mondo. Le immagini che più circolano sulle tv italiane nella giornata di oggi, 9 luglio 2026, sono quelle di vent’anni fa: il 9 luglio 2006 la Nazionale italiana diventava campione del mondo, battendo la Francia in finale ai tiri di rigore. Un trionfo a cui hanno fatto seguito delusioni in serie, tre Mondiali visti solo da spettatori, intervallati dal successo di Euro 2020.

A vent’anni dal trionfo di Berlino, la Figc lo celebra anche con le parole del nuovo presidente federale, Giovanni Malagò: “Questa celebrazione rappresenta uno stimolo per il futuro, perché dalle vittorie del passato la Nazionale deve trovare un nuovo slancio per poter rivivere al più presto quelle straordinarie emozioni. È nostro dovere lavorare ogni giorno affinché si torni a competere per questi successi. La maglia azzurra è orgoglio e appartenenza, un simbolo da onorare e il miglior volano possibile dei valori dello sport italiano nel mondo”.

Oggi, però, non ricorrono soltanto i vent’anni da una data felice. Sono anche cento giorni esatti dal tracollo di Zenica, l’ultimo flop, la mancata qualificazione nello spareggio con la Bosnia ed Erzegovina. E l’Italia è di fatto da cento giorni senza un commissario tecnico, mentre altre federazioni - Germania e Portogallo - hanno impiegato pochi giorni a scegliere il proprio futuro allenatore, subito dopo l’eliminazione da un Mondiale a cui, a differenza nostra, hanno partecipato.

Prima del ct, Malagò ha individuato un’altra necessità, il direttore tecnico. Prosegue il corteggiamento nei confronti di Paolo Maldini, che tutti ritengono la persona giusta per questo compito, ma che finora non ha mai aperto davvero. Pare che l’aria stia cambiando, che possa dire sì, ma allo stesso tempo è sempre più probabile che anche questa settimana - indicata da Malagò come quella decisiva - passi senza una risposta. Gli spiragli che si intravedono sono gli stessi di qualche giorno fa, e forse i dubbi dell’ex Milan riguardano l’autonomia decisionale che potrebbe avere in Figc.

Anche perché il commissario tecnico sembra quasi deciso, e questo è un paradosso. Tanti indizi portano ad Antonio Conte, che rispetto all’altro candidato Roberto Mancini riscuote il favore della Serie A, pronta a contribuire a livello economico al nuovo corso azzurro. Se così fosse, si capirebbe un po’ meno la necessità di un dt, specie di uno centrale come Maldini, che potrebbe legittimamente avere altre idee. E potrebbero anche tornare d’attualità i piani B o C (Albertini, Costacurta, Ranieri, Buffon i più quotati) menzionati anche da Malagò di recente. Una cosa è certa: a vent’anni dal Mondiale, a cento giorni da Zenica, la panchina italiana è tristemente vuota.

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