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Malù Mpasinkatu fa le carte all'Italia multietnica: "Doumbia, Zoma e Inacio, sono tutti italianissimi"TUTTOmercatoWEB
© foto di Niccolò Santi
Oggi alle 13:25Serie A
di Andrea Losapio

Malù Mpasinkatu fa le carte all'Italia multietnica: "Doumbia, Zoma e Inacio, sono tutti italianissimi"

Malù Mpasinkatu presenta la nuova Italia, quella che stasera esordirà contro il Belgio, con di nuovo Roberto Mancini in panchina. "È una situazione nuova, bisogna resettare quello che c'è stato, anche verso il commissario tecnico Mancini per il suo ritorno. La metafora di aver perso la donna della sua vita rappresenta la voglia di tornare in Nazionale. Secondariamente, l'ultimo che ci ha fatto scendere in piazza è stato proprio il Mancio con l'Europeo vinto. È moderno, sa che può contare su tanti ragazzi italiani di nascita e di origine straniera. È giusto che ne faccia uso, senza guardare quel che c'è di becero".

Il melting pot

"L'Italia sta godendo di questa situazione, aiuta anche in altri sport. Il calcio italiano non è in uno dei momenti storici migliori, a livello di qualità non siamo eccelsi come Spagna, Francia o Inghilterra. È la verità, ma non per questo non possiamo ripartire con giovani di speranza, che si stanno mettendo in mostra, ai più non conosciuti. Se faccio gli esempi di Zoma e Doumbia magari molti sono scettici. C'è chi è in Zweite Bundesliga, in Norimberga, sta facendo benissimo. Ha tutte le big tedesche che gli sono sopra, dopo il discorso di Inacio, Mané e tanti altri... In Germania non si perde tempo, non si fanno discorsi, li prendono e li mettono in mostra. È giusto premiarlo. Doumbia è stato il migliore di Serie B e lo ha preso lo Sporting, pagandolo una cifra importante. Magari i non addetti ai lavori non li conoscono, ma Mancini sta costruendo una rete di scouting importante e li ha fatti seguire". "Ahanor è stato all'Atalanta e ha più fama. Kayode è stato uno dei migliori cinque esterni destro della Premier League, dati alla mano, nonostante giochi in una squadra media come il Brentford. Mancini ha convinto Romano a rinunciare alla Svizzera per l'Italia. Non è scontato: io lo vedo con il Congo, perché in molti scelgono la nostra nazionale ma magari hanno potenzialmente la possibilità di giocare con il Belgio. Questo fa capire che il mondo è globale, quando sei l'allenatore e devi convincere un giocatore... Non è facile. È un caso importante in Svizzera perché la Federazione non è stata vigile per prenderlo in tempo. Dobbiamo abituarci a ragazzi italianissimi e se c'è la possibilità di prenderli senza se e senza ma". "Mi ricordo le polemiche su Retegui, all'inizio. Bisogna togliersi dalla mentalità chiusa che ti toglie il mondo che viviamo attualmente, che è fatto di melting pot, di ragazzi originari di altri paesi ma cresciuti in Italia e che sono vogliosi di rappresentare la maglia azzurra. Doumbia era in ballo anche per la Costa d'Avorio. Mancini ha optato per questa soluzione, sta a significare che anche le nazionali top hanno la concorrenza di squadre africane. Sono paesi calcisticamente all'avanguardia e si è visto al Mondiale. Kouadio è una sorpresa, come Zaniolo o Pafundi, è partito molto bene e l'anno scorso ha vinto il Primavera con la Fiorentina. Mancini è abituato a lanciare i giovani, non si fa problemi su pedigree o carriera. È una motivazione per tutti i ragazzi che giocano nelle under". "Inacio lo conosco molto bene, ha un percorso che deve far ragionare. Lo abbiamo lasciato alla Germania, hanno visto il talento e non se lo sono lasciati sfuggire. Qui c'era di mezzo il Brasile, essendo figlio di Pià, vuol dire che a livello di nazionali top ci sono sempre delle rivalità per i giocatori in rampa di lancio. Lui era il simbolo del gruppo dei 2008. Non è vero che non ci sono i talenti a livello di under". "Io sono positivo, perché è tornato su una panchina che ama. Dobbiamo essere tutti uniti questa sera, c'è un progetto quadriennale. Vincere l'Europeo? Secondo me sì, perché anche altre nazionali dopo il Mondiale sono in costruzione, devono assestarsi. Ci può stare che la squadra possa fare qualcosa di importante, i giovani sono motivati e giocare per la nazionale è il sogno di ogni ragazzo. In questo momento storico indossare la maglia non dico sia più facile, ma rispetto a tanti anni fa c'è meno concorrenza, c'è più facilità di arrivarci. Deve far sì che questa cosa ti responsabilizzi. I ragazzi venderanno cara la pelle. Bisogna qualificarsi per l'Europeo e poi per il Mondiale in Marocco, Spagna e Portogallo, diventerebbe qualcosa di storico perché non ci qualifichiamo dal 2014". "La Francia individualmente è la squadra più forte d'Europa, poi ci sono Belgio di van Bommel e la Turchia di Montella. Loro devono risollevarsi dopo il Mondiale, poteva sembrare una delle possibile sorprese per far rivivere il 2002 di Sukur e Yilmaz, nel Mondiale nippocoreano. Siamo in un girone non dei più facili".

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