Juve, senti Vlahovic: "Tre anni di bugie sul mio rinnovo. Mai trattative concrete"
I sassolini volano dalle scarpe di Dusan Vlahovic. Intervistato da Mozzart Sport, l’ex centravanti della Juventus, oggi al Besiktas, ha detto la sua verità sull’addio ai bianconeri di Piemonte: “Arrivavo da un anno difficile. Ho iniziato dalla panchina perché stavo entrando nell'ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l'unico motivo”. L’arrivo di altri due attaccanti, Openda e David, aveva aumentato la concorrenza, ma Vlahovic racconta di aver accettato quella situazione, pur avvertendo una forte pressione da parte del pubblico, dei media e dei tifosi. Il punto sul quale insiste maggiormente è però il mancato rinnovo: “In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione”. L’ultimo confronto, spiega, si era concluso senza un accordo, mentre all’esterno circolavano ricostruzioni sulle condizioni che avrebbe preteso per prolungare. “C'era molta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo”.
Vlahovic non parla di una cospirazione e considera normale che certe dinamiche possano coinvolgere un giocatore arrivato all’ultimo anno di contratto. Ciò che contesta è soprattutto la narrazione costruita attorno alla vicenda: “Per tre anni si è scritto che mi rifiutavo di prolungare, che non volevo parlare con la società del rinnovo del contratto. L'unica verità è che non ho avuto alcuna conversazione specifica con la società a riguardo”. Qualche accenno informale c’era stato, ammette, ma nulla di realmente strutturato: “Non ci sono state discussioni concrete, non ci siamo seduti a parlarne”. Una situazione che, secondo il serbo, può aver condizionato anche la percezione dei tifosi. Vlahovic rivendica inoltre il proprio atteggiamento nei confronti della Juventus, ricordando anche l’infortunio subito a sei mesi dalla scadenza del contratto come dimostrazione di quanto abbia continuato a dare tutto indipendentemente dalla propria situazione. E ammette quanto sia stato pesante vivere certi momenti: “Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un'amichevole contro la squadra Under 23”.
Da qui, spiega, la scelta di aprire un nuovo capitolo una volta arrivato alla naturale scadenza del contratto. Il bilancio delle stagioni vissute a Torino resta per lui positivo: “Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici al club, in termini di rapporto, dimensioni della società, tifosi e tutto ciò che comporta uno dei club più grandi del mondo. È stato un grande onore e un grande piacere per me aver avuto l'opportunità di farne parte, indossare la maglia della Juventus, giocare, rappresentare il club e segnare gol”. Vlahovic ringrazia società, tifosi e compagni, pur conservando un rimpianto: “È un enorme peccato non aver avuto l'opportunità di lottare per qualcosa di più, di avere più occasioni per vincere trofei, ma sono sicuro che un club come la Juventus tornerà su quella strada il prima possibile”.
Un passaggio è dedicato anche a Luciano Spalletti: "Lo ringrazio in questa occasione per tutto quello che ha fatto per me l'anno scorso, sia quando ero infortunato che quando ero in salute, e per la sua voglia di farmi restare alla Juventus”. E un ritorno a Torino, in futuro, non viene escluso. “Nel calcio non si sa mai cosa può succedere”. Vlahovic riconosce di aver commesso in passato alcuni errori dovuti alla giovinezza e all’inesperienza e, proprio per questo, non vuole chiudere alcuna porta. “Perciò non escludo nessuna opzione. Quel club mi ha dato tanto e ho cercato di ripagarlo nel miglior modo possibile in ogni momento”.
Poi il Besiktas. A convincerlo è stata soprattutto la determinazione mostrata dal club turco, che lo aveva seguito per tutta l’estate. “Nella vita si deve andare dove ti vogliono di più”. Presidente e direttore sportivo si sono mossi personalmente per incontrarlo a Belgrado, ma nella scelta ha pesato soprattutto un volto già conosciuto: “Poi, ovviamente l'allenatore (Vincenzo Italiano, ndr) che conosco molto bene e con cui ho lavorato alla Fiorentina. Questa è forse la cosa più importante”. Le alternative, comunque, non mancavano. “Ho avuto molti colloqui con diverse squadre”. Da svincolato, Vlahovic era inevitabilmente diventato un’opportunità per diversi club, ma racconta di aver valutato ogni possibilità prima di scegliere la società di Istanbul, senza altri dubbi: “Credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera in questo momento. Il tempo lo dirà, ma io ne sono convinto”.
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