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Lazio | Il Corriere dello Sport: "Flaminio, questo stadio non si può fare". L'analisi
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Chiara Scatena
per Lalaziosiamonoi.it

Lazio | Il Corriere dello Sport: "Flaminio, questo stadio non si può fare". L'analisi

RASSEGNA STAMPA - Dalla bocciatura della Soprintendenza ai dubbi economici, passando per il ruolo dei tifosi e le alternative per uno stadio di proprietà. Di seguito il risultato di varie interlocuzioni di Franco Spicciariello con il Comune di Roma sul Flaminio, pubblicato sul Corriere dello Sport.

PERCHÉ IL PROGETTO È SOTTO ESAME - Perché la Soprintendenza ha espresso forti perplessità su due aspetti centrali del piano presentato dalla Lazio. Da una parte la storica pensilina progettata da Pier Luigi e Antonio Nervi, che dovrà essere preservata; dall'altra il secondo anello previsto dal progetto, considerato troppo invasivo rispetto alla struttura originaria dello stadio. Il club biancoceleste ha trenta giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni. Il tema principale riguarda i vincoli architettonici e storici che limitano profondamente gli interventi possibili. Lo stadio si trova in una posizione strategica, nel cuore di Roma e in un quartiere fortemente legato alla tifoseria laziale, ma proprio la tutela del complesso rende difficile realizzare un impianto moderno da oltre 50 mila posti.

SI PUÒ COSTRUIRE UNO STADIO DA 50MILA POSTI? - Sulla carta sì, ma con molte difficoltà. Per rispettare i vincoli il progetto prevede una struttura esterna in acciaio che consentirebbe di aumentare la capienza senza intervenire direttamente sull'opera di Nervi. Tuttavia questa soluzione comporterebbe una Curva Nord sviluppata su due livelli, una prospettiva che non convince gran parte del tifo organizzato.

LA SOLUZIONE IDEALE - Secondo molti osservatori, l'ideale sarebbe stato abbattere l'attuale impianto e realizzare uno stadio completamente nuovo, tecnologico e all'avanguardia. Una possibilità però praticamente impossibile in Italia, dove il valore storico dell'opera è considerato intoccabile.

COSA CONVIENE FARE - Separare le due esigenze. Da una parte costruire un nuovo stadio di proprietà moderno e funzionale in un'altra area della città. Dall'altra recuperare il Flaminio valorizzandolo come sede della Polisportiva Lazio, della Lazio Women, del museo e delle attività sportive biancocelesti.

AREE DISPONIBILI PER UN NUOVO STADIO - Le opzioni si stanno riducendo. Diverse soluzioni ipotizzate negli anni sono state accantonate per motivi urbanistici o logistici. Una delle poche aree che continua a essere considerata interessante è quella di Parco de' Medici, zona priva di vincoli storici e ben collegata. Tuttavia anche lì il tempo gioca un ruolo decisivo, perché gli spazi disponibili diminuiscono rapidamente.

PERCHÉ IL RECUPERO DEL FLAMINIO HA SENSO - Perché consentirebbe di restituire alla città un impianto abbandonato da quasi vent'anni e offrirebbe alla Polisportiva Lazio una vera casa. Inoltre potrebbe diventare una struttura utilizzabile anche da altre realtà sportive romane, contribuendo a colmare una storica carenza di impianti nella Capitale.

I COSTI - Molto meno rispetto al progetto dello stadio da 50 mila posti. Le stime parlano di circa 15 milioni per il recupero dello stadio e di circa 50 milioni per la riqualificazione complessiva dell'area. Una cifra nettamente inferiore ai circa 480 milioni necessari per il progetto presentato dalla Lazio.

IL NODO ECONOMICO - Il progetto di Lotito si basa in larga parte sul ricorso al debito. La società contribuirebbe con una quota limitata di capitale proprio, mentre il resto verrebbe coperto attraverso finanziamenti a lungo termine e altri strumenti finanziari. Per questo motivo molti osservatori ritengono necessario l'ingresso di un partner industriale o finanziario forte.

QUANTO PESA LA SITUAZIONE DELLA LAZIO - Molto. Negli ultimi anni il club ha dovuto affrontare difficoltà legate ai parametri economici e al mercato. Questo alimenta dubbi sulla capacità della società di sostenere autonomamente un investimento di quasi mezzo miliardo di euro.

IL RUOLO DEI TIFOSI - Fondamentale. Un impianto di proprietà si sostiene attraverso gli incassi generati dal pubblico. Senza una tifoseria coinvolta e partecipe, qualsiasi piano economico rischia di diventare molto più fragile. Oggi una parte significativa dei tifosi è fortemente critica nei confronti della proprietà e questo rappresenta un ulteriore ostacolo.

LA POLITICA PUÒ FARE LA DIFFERENZA? - Sì, ma solo in presenza di un ampio consenso. Un'opera di queste dimensioni richiede il sostegno delle istituzioni, della città e della tifoseria. Senza una convergenza di interessi, il percorso rischia di diventare molto più complicato.

LA CONCLUSIONE - Il futuro del Flaminio non dipende soltanto dai vincoli architettonici. Le questioni economiche, il rapporto tra società e tifosi e la volontà politica pesano almeno quanto gli aspetti tecnici. Per questo motivo il dibattito non riguarda soltanto uno stadio, ma il modello di sviluppo che la Lazio e Roma intendono scegliere per i prossimi decenni.