Zazzaroni: "La Lazio sta morendo. Lotito rifletta sulla manifestazione"
RASSEGNA STAMPA - "Inutile girarci intorno, la Lazio sta morendo. E sta morendo perché un contenitore, svuotato dal sentimento, non è altro che una scatola". Si apre così l'editoriale firmato da Ivan Zazzaroni per l'edizione odierna del Corriere dello Sport. A seguito della maximanifestazione che ha visto oltre 25mila laziali scendere in strada contro Claudio Lotito, il direttore del giornale ha riflettuto sulla frattura venutasi a creare tra il presidente del club e i tifosi.
"Non so se Claudio Lotito abbia compreso di che gravità e portata è la frattura che si è prodotta con la parte di città che tifa per la squadra che fu di Pulici, Chinaglia, Maestrelli e Beppe Signori", e ancora: "ma se non l'ha capito possono venirgli incontro le voci, le fotografie e le immagini della manifestazione di protesta del tifo biancoceleste".
Dopo aver visto immagini dell'evento andato in scena, Zazzaroni si è voluto concentrare sul concetto di appartenenza: "È una sorta di specchio. Ci si osserva e ci si riconosce in qualcosa che ci somiglia o che ci fa vibrare. Quando non ci si riconosce e niente più vibra e ci smuove, lo specchio si rompe e il rischio di ferirsi o attirare ulteriori guai diventa insostenibile". Il direttore ha poi proseguito: "L'appartenenza è alla base del successo popolare del calcio. Senza gente, un pallone non rotola. A Roma lo hanno capito prima di tutti, ma non è affatto detto che altri non si trovino a seguire o imitare presto l'esempio".
Zazzaroni ha concluso evidenziando la presenza di tifosi di ogni età, anche lontani dalla logica del tifo organizzato. La protesta ha unito tutti e la presenza del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca è un certo senso simbolica: "Il primo a riflettere dovrebbe essere lo stesso Lotito. Non è escluso che lo stia facendo. Ma l'orgoglio in certi casi è un pessimo consigliere".


