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Lotito su Malagò: "Kant parlava di fenomeno e noumeno, io ragiono con il substrato"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 11:30Serie A
di Alessio Del Lungo

Lotito su Malagò: "Kant parlava di fenomeno e noumeno, io ragiono con il substrato"

Claudio Lotito non ha problemi quando si tratta di rilasciare lunghe interviste su tematiche delicate. Il presidente della Lazio infatti si è espresso in modo chiaro a SportMediaset sulla decisione di Giovanni Malagò di proporsi come nuovo presidente della FIGC: "Non ho nulla contro la sua candidatura, ho solo posto un problema dal punto di vista di chi conosce questo mondo in modo più completo. Ho esperienza, sono entrato nel calcio nel 2004, prendendo una società che all'epoca fatturava 84 milioni di euro e ne perdeva 86,5 e aveva 500 milioni di debiti. Ho acquisito un club in Eccellenza come la Salernitana, l'ho fatta ripescare attraverso i regolamenti e un esborso di soldi in Serie D, sono andati in C2 e ho vinto la Supercoppa di Lega, sono andato in C1 e ho vinto il campionato e la Coppa Italia, poi sono andato in B e l'ho dovuta lasciare lì... L'hanno venduta, ritenendo che non ci fosse trasparenza, quando tutta la Lega di Serie A aveva votato per non farla vendere entro quell'anno, ma quello successivo. Fu valutata 80-100 milioni e l'hanno venduta a 10... Tutte le norme che sono alla base al funzionamento del sistema sono estremamente datate. Quando ho posto il problema della Legge dell'81 mi hanno corretto dicendo che non c'è più perché è stata cambiata. No, è stata corretta peraltro in modo monco perché sono riuscito a far aumentare in modo leggero il ruolo della Serie A, quando è la locomotiva di tutto il sistema". Altrove le cose funzionano, ma non così: "Negli altri paesi c'è una configurazione completamente diversa. Prima c'era un calcio romantico con patron che gestivano e finanziavano, oggi ci sono società quotate e fondi di investimento internazionali, che richiedono un ruolo diverso della Lega Serie A. Io avrei fatto prima le riforme e poi avrei scelto il presidente. Se questo è il tema, Malagò poteva fare il commissario, ma così è come se uno si compra il cavallo prima di comprare la stalla. Il cavallo che faccio, lo tengo per strada? Prima facciamo le riforme, poi affidiamo le chiavi a chi riteniamo giusto possa migliorare ancora tutto. Questo mondo vive più che l'aspetto concreto quello fenomenico". Infine cita un filosofo: "Kant faceva una differenza tra fenomeno e noumeno: il primo significa apparire, il secondo è il substrato e io sono abituato a parlare con il substrato. Dobbiamo dare risposte concrete ai problemi della gente, oggi c'è una forma di disaffezione, che nasce dalla mancanza, non solo di risultati, ma dal fatto di vedere paesi che hanno popolazioni residue e non dotati economicamente ed organizzativamente che ci umiliano... Il sistema così come è concepito è sbagliato, non è l'uomo solo al comanda che risolve il problema. Le leggi le fa il Parlamento, la FIGC fa le norme organizzative interne. Sarebbe stato più giusto che il Parlamento si fosse assunto la responsabilità di disegnare un nuovo assetto, una nuova organizzazione e poi, in totale autonomia, il calcio avrebbe dovuto designare chi avrebbe gestito questa nuova ripartenza".