Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / lazio / Editoriale
Una gestione da dilettanti per il club italiano più titolato in Europa. Milan, così non va e le scuse sono finite. Se Cardinale non ha il tempo di stare dietro alla società si faccia da parte. Ibrahimovic non è il dirigente giustoTUTTOmercatoWEB
ieri alle 23:00Editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Una gestione da dilettanti per il club italiano più titolato in Europa. Milan, così non va e le scuse sono finite. Se Cardinale non ha il tempo di stare dietro alla società si faccia da parte. Ibrahimovic non è il dirigente giusto

Più che di una società di calcio sembra di parlare di un club alle prime armi, di un club di dilettanti, allo sbaraglio, o quasi. Il Milan sta vivendo un inizio di estate fatto di caos, di no presi in faccia, di poca chiarezza, di caselle dell'organigramma da riempire e di una decisione presa forse con troppa foga, quella di far saltare quattro teste, tutte insieme, tutte con lo stesso comunicato, il giorno dopo l'ultima giornata di campionato, quella che ha sancito la mancata qualificazione alla prossima Champions League. Quattro esoneri, nessun sostituto: paragone impietoso con la strategia della Juventus Andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro fino allo scorso 25 maggio. A poche ore dalla sconfitta di San Siro contro il Cagliari il Milan pubblicò un comunicato con scritto: "È ora tempo di cambiamento e di una profonda riorganizzazione dell'area sportiva del Club. Con effetto immediato, si conclude il percorso in AC Milan dell'Amministratore Delegato Giorgio Furlani, del Direttore Sportivo Igli Tare, dell'Head Coach Massimiliano Allegri e del Direttore Tecnico Geoffrey Moncada. Ulteriori annunci relativi alle nuove nomine verranno comunicati non appena definiti, con l'obiettivo di avere una struttura pronta in vista della prossima stagione". Ecco, se è vero che la "prossima stagione" citata inizierà ufficialmente il prossimo 1° luglio, è altrettanto vero che il Milan è in ritardo, in clamoroso ritardo, e i no di poche ore fa relativi a Krosche e Hardung, dopo quello di Rangnick, non hanno fatto altro che ribadire ancora meglio quanto caos ci sia in casa rossonera. Mandare via tutta la dirigenza senza avere nessuno per le mani come sostituto è stato un errore clamoroso e andando a fare un mini paragone con quello che è successo alla Juventus si nota come le strategie siano state completamente diverse. La Juve aveva deciso di mandare via Damien Comolli prima del derby, prima dell'ultima giornata, ma prima di notificare il tutto ha aspettato di avere in mano il sì del Sassuolo e di Giovanni Carnevali. Solo a quel punto hanno comunicato a Comolli (che poi si è dimesso) la decisione di non andare avanti insieme. In questo modo la Juventus ha dato continuità al mercato, non ha lasciato nessuna poltrona vuota, neanche per un giorno. Cardinale dica ai tifosi che cosa vuole fare A questo punto viene anche difficile fare previsioni sulle tempistiche entro le quali il Milan riuscirà a completare la dirigenza, che in questo momento non ha praticamente nessuno, visto che Ibrahimovic è in America per commentare il Mondiale e Gerry Cardinale, il patron, non si fa vedere a Milano da tempo. Chi accoglierà Amorim, che ieri ha firmato il so contratto con il Milan? Impossibile saperlo, ma c'è invece un'altra cosa che i tifosi rossoneri hanno il diritto di sapere. Quali sono le intenzioni di Cardinale? Se non può seguire da vicino il club allora che si faccia da parte, perché la storia del Milan non può essere calpestata in questo modo. Ibrahimovic non è l'uomo giusto per guidare la dirigenza, questo ormai è chiaro. Serve altro, servono certezze. Perché questa gestione da dilettanti non è degna della storia del Milan.