Lazio, Fabiani: "La squadra ha bisogno di voi tifosi. È il momento di scegliere col cuore"
Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani presenta i nuovi acquisti quest'oggi in conferenza stampa nel centro sportivo di Formello
12.45 - La Lazio presenta i nuovi acquisti Davide Frattesi, Josip Sutalo, Andrea Pinamonti e Albert Gudmunsson arrivati nelle ultime due settimane del mercato estivo. Tra pochi minuti il direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani parlerà in conferenza stampa nel centro sportivo di Formello. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.
14.13 - È iniziata la conferenza stampa di Angelo Fabiani.
Che voto dà a questo mercato difficile?
"Quest'anno abbiamo fatto molti movimenti, 12-13 uscite e 17 entrate tra primavera e prima squadra. Questo lo si può fare grazie ai collaboratori che lavorano e che hanno un ruolo fondamentale, il nostro segretario generale con questi transfer internazionale ha avuto un ruolo fondamentale. Portare in porto determinate operazioni non è mai facile, qualche idea nasce ma poi ci vuole pazienza e rischiare per portarle a casa. Non devo dare un voto, il campo sarà il giudice supremo e mi auguro che questi ragazzi possano togliere le soddisfazioni che meritano i tifosi e la società. Rivolgo un appello a tutti i tifosi: voglio dire loro che a prescindere dalle vostre ragioni, per le quali non entro nel merito, vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Questi ragazzi vivono per i tifosi e per gioire sotto la Curva, so quanto ci stanno male anche i tifosi a non venire allo stadio. Credo che nella vita fare un passo indietro può significare farne due in avanti, poi non voglio entrare nel merito perché è vero che non sono un uomo social ma vivo e sto vivendo questo momento. Si possono trovare tante formule di convivenza, non sono un tipo che chiede le cose per favore ma chiedo al popolo laziale di non stare vicino a Fabiani, al presidente o agli inservienti, state vicino a questi ragazzi. L'amore vince sempre e forse è giunto il momento di ragionare col cuore, ma lo dico per questi ragazzi. Questi giocatori arrivati hanno scelto la Lazio, qualcuno ha ironizzato mettendo in mezzo dei procuratori, ma quando dico che questi giocatori hanno scelto la Lazio dico la sacrosanta verità. Vediamo se riusciamo a ricompattare l'ambiente".
Il mercato è chiuso o si guarda a qualche svincolato? Qual è la situazione con Pellegrini?
"C'è ancora il mercato degli svincolati, ho preferito lasciare degli slot liberi per monitorare anche il mercato degli svincolati. La norma ci consente di re-inserire in qualsiasi momento in lista anche i ragazzi che non sono rientrati ad oggi, però devo anche aggiungere con estrema onestà che ci sono dei calciatori bravissimi, dei ragazzi straordinari che non rientrano nel progetto futuro. Questo a scanso di equivoci per essere corretti e lineari, gli agenti sapevano con largo anticipo quello che era l'orientamento della società".
Nel rapporto con gli allenatori le discrepanze possono screditare gli allenatori? Ha centrato degli obiettivi tecnici in questi 2-3 anni?
"Con Gattuso c'è un rapporto lineare e di grande correttezza e stima reciproca. Su Romagnoli stiamo parlando del sesso degli angeli, per due mesi non io, non la Lazio, vi hanno prospettato un film con un finale che non esiste. Volevano fare un'operazione gratis? Ieri si è fatta l'operazione inizialmente concordata con la società. Gattuso sapeva perfettamente che Romagnoli voleva andar via e lo stesso Gattuso ha detto di volere giocatore che vogliono la Lazio. Gattuso giustamente ha posto il veto su Cancellieri e noi abbiamo rinunciato a mandarlo al Genoa, al Parma o alla Fiorentina. Con Rino c'è la massima linearità. Gattuso ha chiamato questi giocatori e per me è motivo di grande orgoglio perché Gattuso lo ha preso questa società, io sono orgoglioso che un giocatore venga alla Lazio per Gattuso. Abbiamo avuto dei colloqui con Gattuso, gli abbiamo affidato le chiavi e lui è il nostro condottiero. Capisco la domanda sulle dimissioni, ma poi bisogna essere onesti intellettualmente. Nella vita tutto passa e tutto scorre, passano i presidenti, passano i direttori, passano gli allenatori e i giocatori. I giocatori che hanno fatto la storia della Lazio sono venuti meno e ho dovuto gestire una situazione difficile con passione, dedizione e senso di appartenenza. Non mi interessano i voti, ma mi dispiace non aver passato un giorno di ferie o di vacanze con i miei figli. Sono stato chiuso qui a lavorare per la Lazio, mi dispiace che qualche volta non posso rispondere alle vostre domande. Per portare a casa il risultato devi avere una condotta e la dimostrazione è Gudmunsson, un mese prima ci volevano cinque milioni e un mese dopo l'ho preso per quelle che erano le mie idee. Posso anche dare le mie dimissioni o qualcuno parla di rinnovo di contratto, io non sono qui per soldi ma per passione. Ho preso questo impegno che finisce a fine stagione, poi tireremo le somme e sarà la società a valutare questo lavoro. Io credo di aver fatto tutto quello che potevo fare, non mi sono mai beato di operazioni straordinarie in uscita. Comprare è facile, vendere è difficile. Al Milan ho detto no a 25 milioni, ho rischiato per cinque milioni ma poi ne abbiamo presi 30".
La proprietà come priorità le dà un aspetto economico o c'è un'ambizione di tornare a quello che era lo status della Lazio fino a 3-4 anni fa?
"Il rapporto è molto semplice, Lotito può essere simpatico o antipatico e oggi c'è questa campagna così violenta. In 14 anni che lavoro per le sue proprietà non mi ha mai imposto nulla. Eventuali fallimenti sono da attribuire al signor Fabiani Mariano Angelo. La Lazio farà come ha fatto sempre, ogni anno sento dire di sconquassi economici, non si fa il mercato, siamo sul baratro, eppure abbiamo sempre soddisfatto gli impegni economici almeno da quando ci sono io. Poi ci sono pagamenti pluriennali, ma questo rientra nella norma di tutte le società. Come faremo? Come abbiamo sempre fatto. Abbiamo preso degli impegni e ritengo che verranno sempre rispettati. Qualcuno mi ha preso in giro per la parola technality, ma la uso perché ci sono molte formule che possono aiutare. Quest'anno abbiamo applicato il concetto per far sì che determinate operazioni si potessero fare. Pagare cinque milioni o tre milioni di prestito è un impegno e lo devi pagare, non è che facciamo un assegno a vuoto. Vedrete che gli impegni assunti dalla società saranno poi rispettati tutti".
Nel calcio del 2026 le idee possono bastare per rendere una squadra competitiva?
"C'è da dire che questo è un calcio malato e dopato da dinamiche che non sto qui a dire perché non voglio essere offensivo nei confronti di nessuno. Il calcio si fa in due modi, o con le idee o sperperando soldi a destra e manca. Non mi sembra che società che hanno investito il doppio hanno avuto risultati migliori, se la finale di Coppa Italia fosse finita diversamente staremo parlando di altro. Siamo entrati in campo senza mordente e già battuti, se vinci quel trofeo ti cambia la vita eppure è stata fatta una squadra con le idee. Cambiano i tempi e le dinamiche, cambiano le proprietà e i fondi. Se non si arriva a un equilibrio di spesa ci sarà sempre questo divario. Vedo che anche alcune norme penalizzano le società, bisognerebbe anche rivedere queste norme ma non posso farlo io. Ci sono alcuni vincoli e a voi non interessano, però dovevamo portare a casa dei risultati e abbiamo fatto quello che era nelle intenzioni della società con l'avallo dell'allenatore. È cambiato che da parte vostra c'è un atteggiamento di incertezza e vi capisco perché sono norme che non si capiscono, sono obsolete. Un'azienda che fattura 150 milioni di euro e ci si inventa questo indice ma che senso ha, è un problema della proprietà. Se fallisci ne pagherai le conseguenze, tu metti dei vincoli stupidi che mi blocchi. Una società che fattura 150 milioni muove un esercito, giornalisti, giocatori, addetti ai lavori. È giunto il momento di rivedere alcune piccole norme che possano avvicinare determinate distanze, oggi le distanze con i fondi che passano da un fondo all'altro è difficile stargli dietro. Oggi bisogna lavorare con le idee e con la fantasia, non è vero che pago 50 milioni un giocatore e rende per 50 milioni. Noi abbiamo comprato un elemento come Castellanos a 14 milioni, è stata un'intuizione e anche se non ha fatto benissimo lo abbiamo ceduto a 30 milioni. I collaboratori vedono qualcosa di importante per poter fare l'operazione senza svalutare l'aspetto tecnico. Quest'anno è rientrato Mandas dopo averlo dato via per 5 milioni di prestito, abbiamo scelto di tenerlo rifiutando 20 milioni. Provedel era a fine mandato e fine contratto, lo abbiamo accontentato. Abbiamo poi preso elementi giovani come Taylor e Rovella che dovranno rappresentare presente e futuro della Lazio".
Ha senso dopo 3 anni continuare a fare una battaglia ideologica sulle norme per la Lazio? Romagnoli ha detto che voleva chiudere la carriera alla Lazio, cosa è venuto meno?
"Romagnoli sa il rispetto che nutro per lui, se ha detto un qualcosa del genere mi dispiace. Si fa presto a parlare, non vado dietro ai se e ai ma, Romagnoli ha salutato due volte la Lazio senza mai sottoscrivere un contratto. Potevo metterlo fuori dalla Lazio ma l'ho riportato dentro, questo significa rispettare le persone. Romagnoli è un ragazzo intelligente. A sfasciare un giocattolo ci vuole tanto, ad aggiustarlo ci vuole molto di più. Se tutti voi mettete delle buone parole forse si crea un rapporto positivo, se tutte le sere vai a casa e papà ti picchia senza un motivo hai ragione per non tornare più a casa".
È deluso dal rendimento di Ratkov? Ci può spiegare la scelta di tenere fuori Patric?
"Sono posizioni tutte momentanee per la situazione delle liste. Ratkov ti direi una bugia se ti dicessi che sono contento. C'erano diverse squadre su di lui, poi abbiamo accettato l'offerta del Levante. Vanno rispettate le scelte. Per Ratkov abbiamo ricevuto un milione per il prestito, ci sarà un milione di bonus al raggiungimento dei 12 gol e a 15 gol più 20 presenze scatta l'obbligo di riscatto a 14 milioni".
Qual è l'obiettivo per questa stagione? A gennaio avete preso solo under 23, quest'estate l'acquisto più giovane ha 26 anni. Qual è il progetto?
"In estate tutti vincono il campionato e ci sono tutti i buoni propositi, il campo poi è il giudice supremo e io non ho la palla di vetro. Sull’età dei calciatori, va creato il giusto mix. Nessuno parla di Floriani, nato e cresciuto nel settore della Lazio e che Gattuso ha fatto esordire”.
14.46 - È terminata la conferenza stampa di Angelo Fabiani.
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