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Nessun divieto di trasferta per i tifosi della Lazio in vista della sfida di campionato contro il Bologna al Dall'AraTUTTOmercatoWEB
© foto di Laerte Salvini
ieri alle 18:38Altre Notizie
di Redazione TMW

Nessun divieto di trasferta per i tifosi della Lazio in vista della sfida di campionato contro il Bologna al Dall'Ara

La Questura di Bologna ha spento sul nascere le polemiche, smentendo le prime indicazioni del club rossoblù che ipotizzavano una chiusura del settore ospiti per motivi di ordine pubblico. I sostenitori biancocelesti potranno dunque seguire regolarmente la squadra, prima della revoca del blocco, gli ultras capitolini avevano già risposto con la consueta ironia, minacciando un "tour culturale" di massa nel centro della città emiliana. Questo ennesimo cortocircuito burocratico riaccende i riflettori su una delle rivalità più radicate, seppur spesso silente, del panorama ultras italiano.

Ma da dove nasce l'astio tra bolognesi e laziali? L'asse Bologna-Roma: il peccato originale

Le radici dell'ostilità non affondano in questioni geografiche, bensì in una fitta rete di alleanze storiche, per decenni, la curva Andrea Costa del Bologna è stata legata da un solido e storico gemellaggio con i tifosi della Roma. Per la sponda biancoceleste della Capitale, l'equazione è diventata automatica: gli amici dei romanisti sono, per proprietà transitiva, nemici storici. Anche se il gemellaggio tra emiliani e giallorossi si è progressivamente indebolito negli ultimi anni, il risentimento della sponda laziale verso Bologna è rimasto intatto, tramandandosi di generazione in generazione.

Gli albori del movimento ultras e gli scontri degli anni '70 e '80

La rivalità si è consolidata sul campo a partire dagli anni '70, l'epoca d'oro della nascita dei primi gruppi organizzati in Italia (come i Forever Ultras a Bologna e gli Eagles Supporters a Roma). Le partite tra Bologna e Lazio sono state spesso caratterizzate da duri scontri fisici fuori e dentro gli stadi, con cariche e lanci di oggetti che hanno richiesto massicci interventi delle forze dell'ordine. Questi precedenti hanno spinto i due club e i rispettivi osservatori per le manifestazioni sportive a considerare la sfida come un match permanentemente ad alto rischio.La contrapposizione politica Un altro elemento che ha storicamente alimentato le tensioni è la marcata differenza della matrice ideologica che ha caratterizzato le frange più calde delle due curve. La curva del Bologna ha storicamente mantenuto una forte identità legata alle tradizioni politiche di sinistra della propria città. La curva della Lazio (in particolare a partire dagli anni '80 con l'ascesa degli Irriducibili) ha manifestato posizioni marcatamente orientate a destra.In un calcio come quello italiano della fine del secolo scorso, fortemente politicizzato, questa polarizzazione ha trasformato ogni Bologna-Lazio in uno scontro non solo sportivo, ma anche ideologico e sociale.

Il presente: tensione controllata e ironia

Oggi il panorama ultras è mutato e i vecchi scontro fisici sistematici hanno lasciato il posto a una diffidenza reciproca fatta di cori di scherno, striscioni pungenti e restrizioni preventive. La decisione della Questura di riaprire le porte ai laziali dimostra come, nonostante i decenni di rivalità, il dialogo istituzionale cerchi di preservare il diritto alla trasferta, a patto che la rivalità resti confinata sul piano dello sfottò e della pura passione sportiva.

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