Venezia, il ds Antonelli: "Il mio rapporto con la società è forte, Stroppa confermato assieme"
Giorni caldi in casa Venezia: il club ha scelto di confermare la fiducia al tecnico Stroppa dopo le prime cinque giornate con altrettante sconfitte. Il direttore sportivo e General Manager, Filippo Antonelli, parlerà a breve in conferenza stampa per fare il punto della situazione sia per quanto riguarda la scelta sul tecnico che per l'inizio complesso di questa annata.
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Ore 12.50 inizia la conferenza stampa
Prende parola Antonelli: "Bisogna parlare di questo momento che stiamo vivendo, è proprio in questo momento di difficoltà che voglio parlare con grande senso di responsabilità, dando una direzione come ho sempre fatto. Ho sempre fatto così da quando siamo partiti dai piani bassi della Serie B. La classifica dice zero punti, dato oggettivo, non è la partenza che volevamo. Ci aspettavamo delle difficoltà, ma siamo andati oltre alle aspettative a livello di risultati. Nessuno è soddisfatto: non lo è la presidente, non lo sono io, non lo è il mister, non lo siete voi e i tifosi. Dobbiamo iniziare a trasformare il nostro lavoro in risultato. Proprio nei momenti di difficoltà bisogna dimostrare solidità in un club".
In questi giorni non ci sono state decisioni istintive, ma ragionamenti e confronti che ci hanno portato alla conferma di Giovanni Stroppa. Per il ruolo che ricopro, la responsabilità che sento nei confronti del club e il rispetto che abbiamo nei confronti dei tifosi, dopo 5 sconfitte sarebbe stato sbagliato non fermarsi ad analizzare gli scenari e capire la decisione migliore da prendere. In questi giorni c'è stato un confronto continuo con la proprietà. Non abbiamo provato a trovare un colpevole, ma abbiamo pensato cosa si potesse fare meglio. Tutti insieme abbiamo analizzato cosa potessimo fare meglio, qualcosa di buono lo abbiamo iniziato a vedere contro la Lazio.
Ci sono stati miglioramenti incoraggianti. Per questo abbiamo preferito prenderci il tempo necessario, informando anche Stroppa che c'erano ragionamenti in corso, in massima trasparenza con lui, prima di arrivare alla decisione ufficiale. Non dovevamo dare una risposta veloce all'esterno, ma la risposta più giusta per il Venezia. Stroppa comunque non è stato messo da parte: ha allenato regolarmente lunedì e martedì. Anche dalla squadra sono arrivati segnali incoraggianti, come con le parole del capitano e dei giocatori più esperti che hanno fatto capire che sono con l'allenatore e credono nel progetto e nel valore della rosa. Ora però le parole devono lasciare spazio ai fatti. La fiducia deve essere trasformata in senso di responsabilità.
Nelle prime 4 partite ci sono state due buone prestazioni e sinceramente passi indietro contro Frosinone e Fiorentina. Con la Lazio ha mostrato qualcosa di diverso, c'è stata una solidità difensiva migliore e abbiamo messo in difficoltà una squadra forte come la Lazio. Questo non basta e non ci deve bastare. Una prestazione migliore non giustifica i non risultati, non cerchiamo buone prestazioni ma punti fondamentali per gli obiettivi. La partita con la Lazio mi aspetto sia una base di partenza.
Voglio fare un passaggio sulla proprietà, la dirigenza e l'unità di pensiero. In questi giorni ho letto e ascoltato interpretazioni secondo le quali c sarebbero dubbi della proprietà sul mio lavoro e con divisioni all'interno del club: lo dico con grande serenità, non è così. Il rapporto con la proprietà è forte, c'è fiducia, costante contatto, è quotidiano, c'è unità di pensiero sulla direzione da seguire. In questi giorni abbiamo analizzato gli scenari, fatto valutazioni, per poi decidere assieme. Il confronto non significa essere divisi: è assunzione di responsabilità nelle decisioni. La conferma di Stroppa è stata presa in piena condivisione con la società. L'unico criterio per tutti è il bene del Venezia FC.
Passo a parlare del mercato. Abbiamo fatto un mercato importante e ambizioso con un obiettivo preciso: rafforzare la rosa e renderla competitiva per i nostri obiettivi, cercando con un mix di giovani e altri con profilo internazionale, come sempre abbiamo patrimonializzato cercando anche futuro valore per il Venezia. Tutto questo è stato possibile grazie agli investimenti di una proprietà forte e ambiziosa che ha messo in condizione il Venezia di competere per l'obiettivo che ha. Ma aver fatto un mercato ambizioso non significa che ora dobbiamo vincere e dominare tutte le partite. La Serie A ci sta insegnando che poi serve grandissimo rispetto per le altre squadre. Non ci dobbiamo nemmeno dimenticare del nostro percorso. Non è mia abitudine rifugiarmi nel passato, ma dobbiamo sapere chi siamo stati. Negli ultimi anni, sotto la mia dirigenza il Venezia ha conquistato due promozioni e purtroppo una retrocessione combattuta. Abbiamo avuto momenti difficili e altri straordinari, c'è un valore che ci ha sempre contraddistinto: la volontà di costruire un club solido ed equilibrato anche dal punto di vista economico e una cultura calcistica. La cultura calcistica, la professionalità e una società strutturata per stare ad alti livelli sono i tre pilastri che oggi compongono il Venezia. Abbiamo cercato di crescere senza perdere contatto con la realtà. Lavorando con cultura di impegno, competenza, consapevolezza che nel calcio nulla è regalato. Equilibrio non significa mancanza di ambizione, ma costruire il futuro su basi solide. Ho sempre detto che la Serie A non è una semplice categoria, ma uno stile di vita, significa ricerca quotidiana di eccellenza, alzare costantemente il livello del lavoro, delle strutture, delle persone ed essere ambiziosi senza perdere il contatto con la realtà. Cinque partite non possono cancellare il lavoro, gli investimenti ed il progetto costruito. Bisogna ricordarsi che in Serie A niente è regalato, bisogna conquistarsi ogni punto, con il nostro dna, che è battagliero, con passione ed equilibrio. Questo voglio vedere dai calciatori, dai dirigenti, dal mister e dal suo staff.
L'"Unione" bisogna vederla nei momenti di difficoltà. Esclusi i nostri fantastici tifosi devo essere sincero: ho fatto fatica a percepire questo senso di unione da parte di una parte della stampa. Dai tifosi invece ho ricevuto tantissimo, mi hanno fatto sentire il loro calore. C'è una immagine: fino a pochi giorni fa eravamo tutti sulla stessa barca. Alla prima mareggiata ho avuto la sensazione che qualcuno guardasse già alle scialuppe. Il Venezia è solido, ha una proprietà forte, una dirigenza unita, sa dove vuole andare. La critica fa parte del calcio, è legittima, ma un conto è analizzare e criticare parlando di cose oggettive, un altro è far credere che ci sono divisioni all'interno della società. Questo non fa male a me, ma al Venezia. Anche quando abbiamo perso la serie A ho sempre detto: abbiamo perso la categoria ma non la rotta. Avere una turbolenza o una mareggiata non significa aver pero la direzione: so esattamente dove vogliamo andare, cosa abbiamo costruito, dove vogliamo andare. So esattamente cosa abbiamo costruito, credo nella squadra, nel progetto, nell'allenatore, nel suo staff, nella dirigenza, nel percorso che deve fare il Venezia. Da oggi la responsabilità non sarà raccontare cosa abbiamo fatto, ma dimostrare quello che dobbiamo fare. La responsabilità non deve essere paura, ma coraggio di decidere, lucidità, lavorando per quella che è la direzione: mantenere la categoria".
Iniziano le domande dei giornalisti.
Quali sono le motivazioni che hanno portato la mareggiata di cui parla e quali le indicazioni per Stroppa in vista delle prossime partite?
"All'inizio ho detto che ci aspettavamo difficoltà, che però sono state superiori alle aspettative in termini di risultati per gli zero punti in cinque partite. Detto questo penso che Stroppa debba ripartire dalla sfida con la Lazio, che ha mostrato più solidità. Mi aspetto da lui, dallo staff e dai giocatori che si vada avanti con la sua identità, ma con una solidità difensiva migliore che si è vista in parte con la Lazio".
Si è parlato di riflessione: si parlava anche di cambio di guida tecnica? Stroppa come ha reagito?
"Riflessioni comportano anche il sondare altre possibilità, ma ci siamo concentrati su quello che potevamo fare meglio. Giovanni è stato amareggiato ma non tanto per questa riflessione, quanto per i risultati. Posso dire che l'ho visto amareggiato, ma sempre alla guida".
Sul mercato fatto e quanto ha inciso la sfortuna?
"Sono contento del mercato, per dire soddisfatto devo aspettare la fine dell'anno, ma sono contento di quello che abbiamo fatto e dei ragazzi che sono arrivati. Gli infortuni fanno parte di un percorso di una squadra di calcio. Non siamo gli unici ad aver avuto infortuni. Anche due anni fa ne abbiamo avuti nel periodo di dicembre, speriamo che questa pausa possiamo recuperarne il più possibile".
Si è parlato di fiducia a tempo per Stroppa, come si pone su questo concetto?
"Da parte nostra si è parlato della partita con la Lazio dove ci sono stati dei miglioramenti e questo è stato quello che vogliamo vedere nella prossima partita, al di là del fatto che vogliamo fare punti, i miglioramenti devono continuare ad esserci. Vogliamo vedere dei miglioramenti che vuole vedere anche il mister. Le valutazioni verranno fatte in base ai miglioramenti della squadra".
Sul siparietto Yeboah-Adams sul rigore?
"Voglio chiarire questa cosa: prima ho parlato di cultura calcistica. Torno sulle parole di Juan Jesus a fine partita: ha solo detto quello che vedo ogni giorni qui in allenamento. Uno di quella caratura arriva qua e si rende conto che c'è un gruppo valido che lavora. Su Stroppa non abbiamo dovuto valutare se il gruppo seguisse o meno l'allenatore, perché lo vediamo tutti i giorni e anche Juan Jesus lo vede tutti i giorni. Sul rigore: secondo me non c'è stato un vero e proprio siparietto. Adams ha detto: "Lo tiro io", successe anche l'anno scorso con Busio, non ho visto nemmeno Yeboah fare siparietti particolari, stava anche per tirare Adams poi è intervenuto il mister. La cosa bella che ho visto è che quando Yeboah ha sbagliato, Adams è andato da lui e non so in quanti se ne siano accorti. Se Yeboah avesse fatto gol non saremmo stati qua a parlarne".
Le gerarchie non devono essere decise prima della partita?
"Sì, questo è compito dell'allenatore".
Sul fatto che si parli di giocatori arrivati fuori condizione come detto dal mister?
"Su questo argomento penso che il mister si riferisse alla linea difensiva piuttosto che ad altri reparti. Per altri reparti ci sono state più scelte tecniche che dovute agli infortuni. Dietro Sverko si è operato, Franjic si è fermato, c'è stata la cessione di Svoboda, è stato un po' un rincorrere. L'unico che è arrivato è stato Bella-Kotchap che purtroppo ha avuto un infortunio. Penso che le parole del mister si riferissero soprattutto alla difesa".
La sensazione è che giocatori che stanno andando meglio sono quelli che c'erano già in rosa. Che ne pensa?
"Sicuramente c'è una conoscenza che agevola i giocatori della scorsa stagione rispetto alle indicazioni del mister. Ma dell'ultima partita chi c'era rispetto all'ultima stagione? Erano in 5. Con il Frosinone erano quasi tutti quelli della passata stagione invece, è difficile fare questa valutazione. Chiaramente ci stiamo evolvendo, stiamo crescendo. Dobbiamo comunque lavorare, chiaro che con zero punti dobbiamo fare di più. Non credo poi sia giusto dire che uno fa bene e uno faccia male, mi aspetto miglioramenti dai nuovi e da chi c'era già".
Facendo la squadra avete sicuramente pensato che giocatori come Halhal avessero bisogno di tempo, anche se valgono molto in prospettiva. Quanto tempo vi siete dati per capire questo aspetto e chi pensate di recuperare per la prossima gara?
"Mi auguro di recuperare più possibile giocatori dagli infortuni per avere la rosa completa a disposizione quanto prima per avere le valutazione. Sull'inserimento di giocatori da campionati esteri: Halhal era stato anche al Mondiale ed è arrivato senza allenarsi perché ha avuto un periodo di stop. Ha avuto 10 giorni di stop dopo il Mondiale ed ha subito ha giocato, il suo inserimento è stato condizionato dall'infortunio di qualcun altro. Ci vuole un adattamento che spero sia il più breve possibile. Sono ragazzi che si stanno impegnando per ridurre il gap, l'inserimento di Juan Jesus aiuta questo processo di crescita".
Chi può recuperare per l'Atalanta?
"Spero un po' tutti tranne Busio. Adorante? No, ci vuole tempo però sta andando bene".
La sfida contro l'Atalanta può diventare già cruciale per fare nuove valutazioni?
"Mi fermerei ad arrivare all'Atalanta al massimo delle nostre potenzialità facendo una prestazione che porti punti. Non mi sento di dirti di voler andare oltre nei mei pensieri. La sosta a volte non è stata un punto di vantaggio, stavolta è una possibilità per recuperare alcuni giocatori".
I dati Opta dicono che c'è il 70% di possibilità di retrocedere. Qual è il messaggio che vuole mandare?
"Su Opta così come altri provider di statistiche: loro analizzano il trend e vedono le partite, quindi secondo me non è questa una valutazione giusta da fare. Noi abbiamo una società solida, con ambizione, conosciamo la direzione. Tutto quello che facciamo lo facciamo con equilibrio. Oggi noi dobbiamo mostrare unione e con questo arrivare al risultato. Non c'è altra strada che quella del lavoro. Comprensibile quello che dici, ma devo guardare al futuro in maniera positiva e diversa".
Il Frosinone ha cambiato poco e sta facendo meglio. Cosa vi ha portato a scegliere un cambiamento tale?
"Ci ha portato quello che abbiamo vissuto due anni fa, con il mercato di gennaio che ci aveva portato a cambiare tanto ed abbiamo avuto delle difficoltà".
Nelle ultime ore di mercato si è parlato di Norton-Cuffy: per lui c'era un extra-budget o era in programma?
"Sono quelle opportunità che arrivano a fine mercato. Abbiamo fatto una valutazione attenta, non c'era solo il suo acquisto in ballo, ma anche il fatto che il Genoa avrebbe dovuto prendere due giocatori. Ma noi non ci siamo sentiti di farlo perché non c'era neanche la piena convinzione del giocatore che voleva andare in Premier League".
Novità sulla data per firmare la convenzione per avere la gestione 40ennale dello stadio?
"So che c'è continuo parlare anche di questa cosa con Andrea Rogg e gli altri dirigenti. Appena avremo novità certe le comunicheremo, io non le ho".
Ore 12.31 finisce la conferenza stampa
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