Italia, Diana Bianchedi si è dimessa da Capo delegazione: "Decisione dopo parole di Abodi"
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Simone Bernabei
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autore Simone Bernabei
30.09.2026 20:45Serie A
Diana Bianchedi si è dimessa da Capo delegazione della Nazionale, poche settimane dopo la sua nomina. La decisione è stata comunicata dalla FIGC tramite una lettera dell'ex schermitrice che fa seguito alle parole del Ministro dello Sport Andrea Abodi:
"A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capodelegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano".
Il riferimento è alle parole che lo stesso Abodi aveva pronunciato nel pomeriggio. Questo l'estratto in questione:
Durante il commissariamento della FIPE, Petrucci ha detto che i due vicepresidenti del CONI, Bianchedi e Di Paola, votano sempre contro il presidente Buonfiglio. Vede una spaccatura più profonda?
“Io in linea di massima sono più che preoccupato dal pensiero unico che dalla diversità di opinioni. Se lo stile è quello giusto, fa parte di una dimensione democratica. Certo, fa riflettere che due figure così rappresentative, alle quali è stato assegnato fiduciariamente un ruolo di primo piano, non riescano a seguire questa fiducia. Sono scelte interne al CONI, ma normalmente questi rapporti non durano molto: il vicepresidente ha diritto e dovere di esporre un’opinione, ma se è sempre contraria deve fare una scelta”.
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