Livorno-Juventus, le pagelle degli Amaranto
Livorno - Il cuore paga. Nonostante la sconfitta, vista la buona gara offerta dal Livorno contro la Juventus, i voti non possono che essere tutti o quasi sufficienti, visto l'ordine e l'organizzazione tattica tenuta in campo dagli amaranto contro i bianconeri.
Bardi. Il giovane estremo difensore amaranto si mette in luce nel primo tempo sfoderando due buoni interventi sui tiri di Pogba e Asamoah, interventi che conservano il risultato iniziale e danno benzina all'entusiasmo. Le reti che subisce nella ripresa non costituiscono reato. In entrambi i casi Llorente e Tevez agiscono in quasi completa libertà e concludono da breve distanza. Voto: 6,5.
Coda. Tramite lui, si può fare un discorso che vale per l'intero reparto arretrato. Grande attenzione ed applicazione per tutta la partita, attenuata solo in due occasioni che consentono le giocate fatali di Llorente e Tevez. Nello specifico, il massese non era interessato alle azioni. Voto: 6.
Rinaudo. Schierato a coprire i cieli, se la cava alla grande anche sulle palle rasoterra spazzolando l'area e chiudendo gli spazi. Morbido su Llorente in occasione della sua rete e poco fastidioso sullo stesso basco su quella di Tevez. Vedi Coda. Voto: 6.
Ceccherini. Cresce bene. Non trema nemmeno davanti ai campioni d'Italia, facendosi valere. Voto: 6.
Gemiti (42' st). Sostituisce il compagno uscito per infortunio. Senza voto.
Schiattarella. Parte molto bene, puntando Asamoah e costringendolo ad arretrare per arginarne l'impeto. L'esperienza del ghanese alla lunga prevale, e la situazione si rovescia, costringendo Pasquale a fare solo contenimento. Nella ripresa si accentra un po', ma non trova sbocchi. Voto: 6.
Greco. Un po' evanescente, e per fronteggiare un centrocampo del genere di quello bianconero ci vuole un po' più di consistenza. Forse non è riuscito a trovare subito una buona posizione e il suo contributo non risulta alla fine importante, come invece ci ha abituato. Voto: 5,5.
Luci. Lo stadio intero lo abbraccia, e lui ci ripaga con una prestazione di grande spessore tecnico, tattico ed agonistico. Non cerca gli spazi per inserirsi in avanti, come in altre occasioni è solito fare, ma fa diga e getta sabbia nei preziosi ingranaggi degli avversari. Voto: 6,5.
Emerson. Sincero e cristallino come sempre, ammette l'errore di gestione del bel contropiede da lui animato. Avrebbe dovuto servire meglio uno dei suoi lati, o in mancanza cercare lo spazio per piazzare la botta, invece esita e si libera del pallone inutilmente. A chi non accampa scuse sufficienza assicurata, anche se avrei voluto vederlo più presente sulla palla in occasione delle due reti avversarie. Il buon lavoro di filtro fatto per tutta la gara, e la ricerca di un paio di conclusioni interessanti, lo assolvono. Voto: 6.
Mbaye. A un primo tempo molto buono, dedicato al contenimento ma solo perché dalla sua parte la Juve concentra l'offensiva, fa seguire una ripresa di sofferenza. Il problema è che Pogba si sveglia dal letargo e va ad incrociare proprio dalla sua parte, inventando cose buone e mettendo in difficoltà il giovane interista. Deve crescere, ma la stoffa è buona. La media tra le due frazioni lo premia. Voto: 6.
Piccini (35' st): un po' poco per giudicarne la prestazione. Senza voto.
Siligardi. Utilissimo in chiave tattica per tutta la partita, in quanto da primo disturbatore dell'azione juventina ottiene anche qualche buon risultato. Non riesce purtroppo a fare molto in fase offensiva, il suo movimento continuo frutta solo un tiro alto pochi istanti prima del triplice fischio. Si richiede un po' più di iniziativa. Voto: 5,5.
Emeghara. Buono anche lui, come Siligardi, per infastidire il primo portatore di palla. Nelle occasioni in cui gli si richiede di fare la punta, però, manca all'appuntamento. Spreca diversi buoni palloni in contropiede bestemmiando i passaggi, e non riesce a indirizzare bene un diagonale da breve distanza, servito al bacio da Siligardi. A lui, invece, si richiede maggiore concretezza. Voto 5,5.
Borja (28' st). Niente più che qualche contrasto sulla tre quarti per lui, lo vogliamo rivedere con un minutaggio significativo. Poi, se si mette una punta alta e non si crossa. Senza voto.
Nicola. Lui sa vedere sempre il lato positivo. Quello di oggi, indubbiamente, è stato nella capacità di creare diverse ripartenze veloci e concrete, e questo in altre gare con le grandi (o presunte tali) squadre non era mai successo. Spinelli gli ha ricordato che, oltre a crearli, i contropiedi vanno anche ben gestiti e finalizzati, ma intanto un altro passetto avanti c'è stato. La squadra ha retto il confronto per più di un'ora, ha incassato il colpo cercando di ripartire subito, non ha chiuso il bandone nemmeno dopo il raddoppio. Tutta esperienza. Ora cominciamo a fare i punti che servono, cominciando da Verona. Voto: 6.


