Esclusiva. Tifo di città e tifo di provincia
Rosignano Solvay – Cosa sarebbe lo sport senza i supporter? Certo, uno spettacolo da vedere alla tivù in famiglia, tra amici, tra colleghi… Ma parte di quel palcoscenico che è lo stadio per il calcio, o il palazzetto per il basket ed altre discipline, è composto dai tifosi, spesso chiamati semplicemente “spettatori”. Però, se andiamo ad approfondire, possiamo osservare come lo spettatore si scinda in due soggetti comuni per un solo carattere: colui che va allo stadio e semplicemente si siede e guarda la partita, magari in tribuna, e colui che va allo stadio per sfogarsi, oltre a tifare in maniera viscerale la propria squadra. Il primo è il tifoso spettatore, il secondo, che in genere si piazza nel settore più animato, ovvero la curva, è invece il supporter od ultras in caso di totale trasporto emotivo prima, durante e dopo la partita.
A Livorno, si sa, il calcio è molto seguito, data la posizione occupata dal club cittadino più importante, l’As Livorno 1915, da anni stabilmente in Serie A o in B. Non è un caso che nella sola città dei Quattro mori esistono una decina di club amaranto, cioè club di tifosi del Livorno, oltre ad alcuni club dedicati alle più famose squadre del Belpaese.
In giro per “lo stivale” si vocifera che i livornesi siano conosciuti come popolo atletico, di sport, amichevole e verace. E come smentire queste voci? Tutto vero! La storia sportiva di Livorno (calcio, basket, rugby, scherma e nuoto) è assai ampia e antica, quasi come le mura della Fortezza vecchia, uno dei simboli più conosciuti della città. I tifosi amaranto rispettano la loro livornesità anche allo stadio, sempre sensibili ai problemi che vanno e vengono nel mondo del calcio. Il Daspo subito da un compagno, la squalifica del campo, disapprovazione di nuove regole della Lega calcio, infortuni (o peggio) di giocatori amati (come purtroppo la scomparsa di Piermario Morosini). In città il tifo è molto sentito, ogni singolo cittadino ha un legame affettivo a Livorno e indirettamente anche al club che la rappresenta in tutta Italia e che recentemente anche in Europa.
In provincia il tifo lo si vive in altro modo. Non mancano ovviamente i club di tifosi, specie del Livorno, che organizzano "trasferte" in città per ogni evento. C’è chi tifa e sente la squadra “sua” quanto il portuale che scarica pesi impensabili, all’impiegato comunale, al barista in centro ed a quello in periferia, al guidatore di autobus di linea urbana; c’è chi simpatizza magari per vicinanza territoriale o magari perché un parente era un tifoso appassionato; e c’è chi non tifa proprio o che purtroppo tifa un’altra squadra; ci sono inoltre coloro a cui il calcio non interessa o non piace affatto!
E’ risaputo anche che a Livorno e in provincia c’è un’alta concentrazione di tifosi interisti per via della carriera intrapresa dal mitico Armando Picchi, ex difensore e capitano dei nerazzurri di Milano, e della amicizia in essere fra Livorno ed Inter. Spesso e volentieri i tifosi di provincia più accaniti sono coloro che sono nati in città e riesiedono altrove, o chi anche, nascendo in provincia, ha avuto i genitori o parenti stretti tifosi sfegatati degli amaranto.
I sentimenti e il comportamento del tifoso di provincia non sono differenti da quelli del livornese verace. Certo, magari i più non sono abbonati allo stadio, vista la maggiore distanza, ma sono onnipresenti al televisore o alla radio, e in qualche modo ci sono sempre…
I più appassionati addirittura si recano talvolta al centro Coni di Tirrenia per salutare i propri idoli a fine allenamento, per una firma su di un pallone che rimarrà tale fino alla fine dei tempi, come una sciarpa o una maglia inchiodata alla parete di camera, come vessillo di orgoglio, e guai a chi la tocca!
L’arrivo di alcuni giocatori in squadra, giocatori nati e cresciuti in provincia di Livorno, ha portato ultimamente più gente della provincia a seguire gli amaranto e quindi il team di Nicola. In particolare, parliamo di capitan Luci, nativo di Piombino. Anche nella zona meridionale della provincia si fanno avanti, negli ultimi tempi, gli affezionati piombinesi, i quali raramente incontrerete allo stadio, ma sono sempre lì con la squadra, tramite la tecnologia in loro possesso. Un altro esempio è quello di Bigazzi, che è di Cecina, adesso in prestito all’Olhanense in Portogallo. Per lui allo stadio di Livorno c’erano sempre i suoi amici in gradinata, muniti di un significativo: “Forza Bigazzi”.
In ogni caso, il Livorno fa scuola, almeno in zona. Basti pensare che i tifosi partecipanti al supporto morale di squadre della provincia militanti in categorie inferiori, come il Rosignano, il Castiglioncello, eccetera, intonano cori molto simili a quelli cantati dalla curva Nord per il Livorno.
Detto ciò, si può dire che se i tifosi di città frequentano maggiormente lo stadio e sono più numerosi, anche in provincia si possono trovare dei fedeli supporter amaranto. E in molti casi sono accesi, col cuore ultras, quanto se non di più di alcuni veraci livornesi, sicuramente di quelli che nel loro cuore fanno posto a più “maglie” e magari, oltre al Livorno, tifano Juventus, Inter, Milan, Fiorentina, e via dicendo!


