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tmw / livorno / Editoriale
Anche i giovani fanno la storia
venerdì 7 febbraio 2014, 23:16Editoriale
di Nicola Marra
per Amaranta.it

Anche i giovani fanno la storia

Livorno – Livorno batte Benfica tre a uno. No, non è Fantacalcio, è quanto accaduto oggi al campo del Picchi in località Banditella. Una gara difficilissima, specie per i presupposti iniziali su cui si basava. Il Livorno, nonostante avesse battuto la Roma con una grande prestazione, non poteva che vincere se voleva passare il turno, ed i portoghesi non erano certo la compagine più adatta per una “scampagnata” in stile Verona–Nework. L’importanza di questo match era arrivata in tutta la città, per questo un gruppo numeroso di tifosi si era presentato al campo incitando fino alla fine ai ragazzi, aiutandoli a crederci, a non mollare, dando sicuramente quel poco in più che è stato fondamentale per vincere. Fortunatamente si è evitata la pioggia, ma il forte vento ha condizionato non poco il match, specie nel primo tempo in cui le squadre faticavano a creare gioco. Andati al riposo sullo zero a zero, in tribuna ci si incominciava ad interessare sull’andamento delle altre gare. Quella che riguardava più da vicino il Livorno era senza dubbio Rappresentativa Serie D–Nordjsaelland, dove una vittoria degli italiani della Serie D potreva significare l’eliminazione al di là del risultato della gara. Ma i danesi, determinati a rifarsi dal deludente pareggio contro il Club Guaranì, conducono due a zero, perciò nasce quella speranza, quella fiducia nella squadra che ti porta a sognare, ti porta a credere che da là a quarantacinque minuti sarai a festeggiare qualcosa di storico. Siamo partiti da così lontano, e una volta arrivati così vicino, era impossibile non sperarci. L’inizio è promettente, il Livorno spinge, ma non è concreto. Ci prova Bartolini con un paio di tiri che però terminano fuori. Poi il Benfica sale, ma non spaventa troppo. Fino a che Diana viene espulso, lasciando il Livorno in dieci. L’inferiorità numerica mette i primi brividi. Si passa alla difesa a quattro, Stampa e Ricci terzini, Stoppini con Gasbarro centrali di difesa. Gli amaranto provano ancora a spingere, dopotutto basta solo un gol, così poco, eppure così tanto, col tempo che passa inesorabile. Però, arriva la doccia fredda. Se contro la Roma c’era stata la paura della rimonta, oggi avviene il contrario. Su una ripartenza Mirosavic incrocia e batte Cipriani mettendo all’angolino basso. I ragazzi guardano i portoghesi esultare, scuotendo la testa. Servono due gol, adesso. Zanetti toglie Cannataro, inserisce Borselli, che da bordo campo grida: “Forza ragazzi, crediamoci!” battendo le mani, per incitare i compagni, per far ricordare loro che ancora nulla è perduto. Quelle parole risuonano nella testa di tutta la squadra, che spinta dal pubblico trova la forza di pareggiare con Gasbarro di testa. A quel punto, non può non succedere. La storia è a due passi, basta nuovamente solo un gol. Ma adesso c’è la consapevolezza di poter far male ai portoghesi. E quella consapevolezza si trasforma in realtà. Ancora da un traversone stacca Biasci. Traversa. I tifosi tremano, ma sulla ribattuta Stoppini è bravissimo ad insaccare. L’urlo del capitano, della squadra, della tribuna. Tutti ad abbracciare il difensore classe 1996, al primo gol in questo torneo. Negli ultimi minuti il Benfica non trova la forza di reagire, nonostante la superiorità numerica. Come una favola che vuole dare il suo ultimo squillo prima del lieto fine, Cianci la chiude definitivamente, esultando braccia al cielo per ricordare la nonna scomparsa. Il finale sa poco di calcio, con dei battibecchi nella zona della panchina del Livorno che portano all’espulsione di Mariani. A bordo campo la tensione è palpabile, il risultato della Rappresentativa ormai è sulla bocca di tutti. Manca solo il triplice fischio a sancire la vittoria. E quando arriva, non si può che esultare. Il futuro non conta, questi ragazzi fanno anche loro, a loro modo, la storia del Livorno. Un gruppo partito dall’unione di due squadre che lo scorso anno erano arrivate ultime e penultime. Partita con la consapevolezza di dover soffrire, e che giorno dopo giorno ha dimostrato che l’avversario conta relativamente, quando sei tu a imporre il gioco, a dettare i ritmi, diventando consapevole delle tue potenzialità. Il settore giovanile non è mai stato il forte del Livorno, ma questi ragazzi hanno reso fiera un’intera città. Merito di un bravissimo tecnico, Zanetti, di uno staff preparato e di questi ragazzi che hanno fatto del gruppo la loro forza. Un grande in bocca al lupo da tutta la Livorno sportiva, perché il cammino dei giovani amaranto, adesso, sia lungo e prospero.