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Livorno al mercato di gennaio per rinforzarsi a costo zeroTUTTOmercatoWEB
© foto di Alberto Fornasari
venerdì 3 gennaio 2014, 15:16Calcio
di Federico Saba
per Amaranta.it

Livorno al mercato di gennaio per rinforzarsi a costo zero

Livorno - Dopo i primi quattro mesi di campionato e la sfuriata del presidente Spinelli post Udinese, siamo arrivati al giorno di apertura del mercato invernale. Oggi si aprono ufficialmente tutte le trattative, con i direttori sportivi che hanno tempo fino alle undici di sera del 31 gennaio per rinforzare le proprie squadre. Il destino del Livorno, oltre che nella mani di Spinelli, sarà soprattutto in quelle di Perotti, Signorellil e Capozzucca che, senza soldi da spendere, dovranno essere bravi a cercare le giuste soluzioni per una squadra che ha bisogno di rialzarsi. Il presidente nello sfogo pre-natalizio è stato chiarissimo, affermando che lui non tirerà fuori un euro per questa sessione di mercato, che i dirigenti dovranno essere bravi a gestirsi i soldi degli stipendi dei giocatori che verranno ceduti. A quel punto potranno essere intraprese delle trattative. Questo è il succo.

Il problema è che queste parole sembravano poter essere un semplice sfogo per la sconfitta non digerita, ma Spinelli non sembra aver cambiato idea e queste sue affermazioni stanno facendo scemare quanto di buono è stato fatto fino a qui. Il pubblico, pian piano, sta riperdendo l’entusiasmo ritrovato solo la scorsa stagione ed, in questo momento di difficoltà, almeno i tifosi devono cercare di restare accanto alla squadra. I giocatori, così come Nicola, ce la stanno mettendo tutta, è vero, qualche prestazione è stata troppo brutta per essere vera, ma la sensazione è che questi ragazzi più di così non possano fare.

Il mercato sembra essere l’unica via di salvezza per cercare di mantenere la categoria al termine della stagione, anche se è vero che il Livorno, andando indietro nel tempo, non ha mai stravolto la squadra con acquisti buoni e mirati nelle trattative della sessione invernale.

Nell’era di Spinelli possiamo pensare a tanti mercati di riparazione e uno dei pochi in cui è stato preso un giocatore che ha contribuito all’obiettivo finale è stato quello dello scorso anno con il prestito di Duncan dall’Inter. Il giocatore è sicuramente stato di fondamentale importanza per il centrocampo di Nicola, portando forza in un reparto che, dopo il suo arrivo, si è completato del tutto.

Tornado alle precedenti stagioni con retrocessione, in Serie A , Spinelli non si è quasi mai strappato i capelli per rinforzare la squadra. Possiamo pensare alla stagione 2007-08 in cui il Livorno chiuse l’andata a 22 punti. Alla diciottesima giornata, in pieno mercato, la squadra vinse 1 a 2 in casa del Torino e in quella partita gli amaranto persero per infortunio due giocatori a centrocampo. La società poteva ancora intervenire sul mercato per cercare di sopperire a delle assenze momentanee che avrebbero pesato, ma ciò non accadde e il Livorno, con soli 7 punti conquistati nel girone di ritorno, retrocesse in Serie B.

Storia simile due anni dopo. La squadra riconquista la massima serie e dopo un avvio turbolento riesce ad arrivare al giro di boa con 21 punti. Il Livorno di Cosmi aveva assolutamente bisogno di un attaccante che potesse far fiatare Lucarelli e contribuire alla salvezza della squadra. Spinelli non investì ed arrivarono in prestito Bellucci, quasi a fine carriera, e Di Gennaro, giovane promessa del Milan. La fine che hanno fatto gli amaranto al termine della stagione la sappiamo benissimo.

In quattrordici anni di presidenza, quindi, Spinelli raramente è intervenuto con investimenti massicci a gennaio, anche se va detto che all’inizio qualche ottimo giocatore, come fu nel caso di Passoni nel secondo anno di B dopo tre decenni di C, a gennaio è arrivato, proprio per merito di Spinelli. Quell’anno il Livorno conquistò la Serie A, sotto la guida di Mazzarri, tornando nel massimo campionato dopo oltre mezzo secolo.

Tuttavia, anche se quest’anno non saranno probabilmente fatti grandi investimenti, basterà ritrovare un po’ di entusiasmo, magari facendo un risultato positivo domenica a Firenze. Il tempo c’è, i dirigenti hanno 28 giorni per cercare di non far tracollare la squadra e, soprattutto, per far si che una certa brutta storia non si ripeta ancora.