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Bordocampo. E' dura riempire il bicchiere...TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 1 dicembre 2014, 20:18Calcio
di Emilio Guardavilla
per Amaranta.it

Bordocampo. E' dura riempire il bicchiere...

Livorno - La nona partita casalinga, sedicesima di campionato, arriva dopo un settimana lunga e tormentata. Il sonoro passivo di Frosinone, oltre che sulle statistiche, ha gravato assai sui cuori e sulle menti della squadra e degli sportivi. Una serata non da dimenticare, sarebbe un errore madornale, ma da sostituire quanto prima con una prestazione rinfrancante che si converta, questa volta, in un ricordo piacevole. Sette giorni senza riposi, tutti revocati, per metabolizzare e reagire di conseguenza, sette giorni in cui dietro la rinnovata fiducia per lo staff e la squadra è facile indovinare un ultimatum ben definito. Siamo sempre lassù, è vero, ma questi alti e bassi, al Patron, non giovano di sicuro. Nel frattempo il Giudice sportivo ci ha omaggiato con tre giornate a Lambrughi ed una a Mosquera, ma recriminare con la classe arbitrale (siamo a credito, è vero) non è da uomini. Dopo Frosinone tutto e tutti in discussione, nessuno escluso. Ospitiamo dopo 42 anni in campionato il Perugia calcio, una squadra che definiamo matricola solo per spirito di conservazione; una neopromossa con credenziali sorprendenti e con un ruolino più che dignitoso. Cinque vittorie, sette pareggi e tre sconfitte. Sette punti raccolti lontano dal Curi, 15 gol all’attivo. Il mister Andrea Camplone, a Perugia via Lanciano dal 2012, ha imbastito un centrocampo folto e compatto con il palese intento di voler raccogliere punti anche a scapito del gioco. La Nord e la Sud, circa 500 presenze alquanto scalmanate, si sfottono e si offendono a vicenda, poi, con striscioni srotolati quasi all’unisono, manifestano solidarietà incondizionata al tifoso pisano colpito dalla disgrazia; gli applausi da ambo le parti soppiantano temporaneamente i reciproci "vaffa". In tribuna centrale ci si aspettano undici leoni che sbraneranno, con gli occhi venati di sangue pulsante, palloni e avversari. Da una squadra con il potenziale offensivo di questa portata si vuole un partitone di cui parlare per giorni. Ma la gara, lo si intuisce già dalle prime battute, non regalerà niente di tutto questo. Alla fine del primo tempo si parla delle valige più o meno pronte di un mister che piova o vento sbraita e si sbraccia senza sosta per impartire lezioni di calcio e di vita agli undici che di volta in volta sceglie per far gioire la città. La volontà e l’impegno sono innegabili, ma l’eccessiva brama di far bene a tutti i costi è cattiva consigliera e ne scaturisce una valanga di imprecisioni nell’impostazione, nella rifinitura e nella conclusione. Poche occasioni ma due nitide palle gol (Vantaggiato e Galbinov nella ripresa) vengono sprecate come da dilettanti allo sbaraglio e fanno imbestialire e bestemmiare paganti e abbonati di tutte le età. In quarta fila c’è Serse Cosmi, le illazioni si sprecano. Si parla di partitella da mercoledì, di poca voglia di vincere e tanta di pareggiare. Gli avvicendamenti e il passaggio al 4-4-2 non risolvono niente a livello di gioco e tantomeno a livello umorale. E’ una giornataccia, basta alzare gli occhi al cielo per capirlo. Il Perugia gigioneggia finché può, il signor Baracani di Firenze fischia il fischiabile e uno 0 a 0 grigio come tutto il contorno rimanda a tempi migliori e stoppa i voli pindarici con i quali ci eravamo riempiti di orgoglio. Una sceneggiata con molte comparse e senza protagonisti. Nessun Paul Newman, nessuna Stangata e nessun colpo di scena all’altezza della situazione. Nemmeno quel Galagol che tutti invochiamo dal primo tempo; nemmeno quel Vantaggiato che fa 300 in Serie B ci regala quel che tutti ci aspettiamo. I titoli di coda calano come è giusto che sia. In pochi sono riusciti a vedere il bicchiere mezzo pieno anziché no. Dopo la nefasta trasferta in Ciociaria un pareggio senza prendere gol non è da disprezzare, tanto più se conquistato con una signora squadra come quella che ci ha fatto gradita visita. La classifica parla chiaro ed è ancora in grado di ammutolire le impietose frecciate che solo una tifoseria esigente come la nostra è in grado di concepire. Ore 17.15 , Portino 9: “Venire allo stadio e non veder giocare è roba da matti”. Sarà dura riempire il bicchiere.