Cosmi: "Intensità ed entusiasmo per fare bene a Livorno".
Erice (Tp) - Concentrato e determinato come solo lui sa essere prima di una partita importante come Livorno – Trapani, Serse Cosmi vive il suo primo ritorno da ex allo Stadio “Armando Picchi” con la consapevolezza di chi deve prima di tutto ritrovare la propria squadra e poi pensare all’avversario: “Purtroppo, in questo momento, nel nostro spogliatoio non c’è grande euforia, non c’è grande entusiasmo: forse manca anche un pizzico di serenità. Dalla Juventus in giù, questo è ciò che avviene quando vengono a mancare i risultati per cui non dobbiamo essere preoccupati: dobbiamo essere consapevoli della difficoltà del momento che stiamo vivendo e provare ad uscirne fuori. In settimana, alla squalifica di Scozzarella e alle lungodegenze di Terlizzi, Sodinha e Barillà, si è andato ad aggiungere il grave infortunio subito da Simone Basso (un ex, ndr) nel corso della partita contro il Vicenza: Simone è un simbolo per la nostra squadra e per la nostra tifoseria, sarà operato all’inizio della prossima settimana, ma non potrò averlo a disposizione prima del 2016. Sparacello non parte con la squadra perché è affetto da un virus influenzale e Montalto, seppur abbia riportato una grave contusione al piede, ha 20 possibilità su 100 di giocare: valuterò le sue condizioni nelle ore che ci separano dalla partita. A scendere in campo sarà la miglior squadra possibile: non ho il problema di avere 11 giocatori da mandare in campo, ma è importante che tutti siano consapevoli della delicatezza del momento che stiamo attraversando”.
“Mi chiedete se il Trapani sia quello imbattuto delle prime sette partite (3 vittorie e 4 pareggi, ndr) o quello delle ultime tre partite (3 sconfitte in 3 gare, di cui due casalinghe, ndr): io sono convinto che il “vero” Trapani sia quello delle prime sette partite, anche se io stesso e la squadra siamo meravigliati delle difficoltà che abbiamo incontrato, seppur con avversari di spessore, quando mi sono trovato a dover ruotare alcuni uomini per infortuni, squalifiche o affaticamenti muscolari. Abbiamo sicuramente commesso degli errori nel corso delle ultime tre partite: ad esempio, l’andamento della gara contro il Vicenza, con due gol subiti nell’arco di quattro minuti, è tale da farmi escludere che noi non abbiamo messo anche del nostro in quella sconfitta”.
C’è spazio anche per analizzare nello specifico la formazione che andrà in campo domani contro il Livorno di mister Panucci, senza tuttavia mai parlare degli amaranto di oggi: “Se non dovessi recuperare in extremis Montalto, avrei a disposizione in attacco il solo Citro: non escludo a priori un cambio di modulo, però credo che la prima valutazione da fare sarebbe quella di verificare se è possibile affiancare a Citro uno tra De Vita e Coronado, per non snaturare l’intero impianto di squadra”.
Nei pensieri del mister perugino c’è, inoltre, tempo e spazio per ricordare quello che fu il “suo” Livorno nella stagione 2009/2010: “Arrivai a Livorno con la squadra ancorata all’ultimo posto in classifica, reduce da tre pareggi nell’arco delle prime nove partite (2 nelle prime 8, ndr), e ottenemmo subito vittorie importanti contro squadre di rango (Roma, Genoa, Sampdoria, Parma, etc.), che ci consentirono di scalare la classifica e di chiudere il girone d’andata al quintultimo posto. Quella era una squadra destinata a soffrire che ebbe, oltretutto, la sventura di trovarsi a lottare per salvarsi con squadre del calibro di Bologna, Lazio e Udinese. Il mercato di gennaio mi portò via Candreva e, nel complesso, andò diversamente da come io mi aspettavo che andasse: io detti le dimissioni e commisi l’errore – uno dei tanti nel corso della mia carriera – di ritirarle e di non confermarle”.
Di nuovo sulla prova che il mister si aspetta dai suoi ragazzi: “Nel corso della mia carriera, di questi momenti ne avrò passati non meno di 100: ciò che più conta è non lasciarsi avvolgere dal pessimismo che ti può accompagnare. Dal canto mio, ho due parole d’ordine, per la gara di domani contro il Livorno e per il prosieguo del campionato: intensità ed entusiasmo. C’è bisogno di intensità lungo tutto l’arco della partita: rimprovero ai miei ragazzi di aver subito in più di un’occasione un primo e un secondo gol nell’arco di una manciata di minuti. L’entusiasmo, invece, ci darebbe quella leggerezza, quella forza e quell’incoscienza di cui abbiamo bisogno oggi per uscire da questa situazione di difficoltà”.
Sollecitata da un cronista locale, l’ultima battuta è per il quarto uomo Leonardo Baracani: “Il Sig. Baracani è un arbitro esperto e una persona che stimo: anche se è noto per la sua severità a bordo campo, sono sicuro che prenderà le decisioni più opportune nel corso della gara. La sua designazione non è l’ultima, ma l’ultimissima tra le cose a cui dovrò pensare prima, durante e dopo la partita di domani”.


