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Livorno-Bari, le pagelle degli Amaranto
sabato 9 aprile 2016, 23:40Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Livorno-Bari, le pagelle degli Amaranto

Livorno – “Quando la squadra va in avanti, deve essere brava ad attaccare la porta con giudizio, senza sfaldarsi e consegnarsi all’avversario”: questo è pressappoco quanto aveva detto Franco Colomba alla vigilia della trasferta di Vicenza, dopo il naufragio interno contro la Pro Vercelli, e questo è quanto il Livorno non ha fatto, andando incontro ad una nuova sconfitta casalinga. Questa rimane l’unica pecca di una squadra, che avrebbe ampiamente meritato di sconfiggere il Bari e che, invece, si ritrova alle prese con un ulteriore capitombolo tra le mura amiche. Qui di seguito le pagelle di oggi:    

Pinsoglio. Un portiere è bravo, non soltanto quando riesce a parare nove delle dieci conclusioni a cui è sottoposto nell’arco di una partita, ma anche quando si fa valere neutralizzando l’unico tiro che arriva dalle sue parti durante i novanta minuti. Nessuno dei due casi vale per Pinsoglio con riferimento al match di oggi, ma la sensazione è che l’ex portiere del Modena avrebbe potuto fare molto di più sul colpo di testa che decide la partita, sia in termini di posizionamento sia in termini di tempismo. Voto: 5,5.

Antonini. Preoccupa la sua mancata crescita in termini di rendimento, giustificabile soltanto in parte con il fatto di aver militato spesso in grandi squadre, abituate a imporre il proprio gioco e non a rincorrere gli avversari. La sua prova, tuttavia, non è assolutamente da disprezzare se non fosse per il contropiede che regala al Bari intorno al quarto d’ora della ripresa, sbagliando un appoggio in fase d’impostazione. Voto: 5,5.

Ceccherini. Se sale Antonini resta Lambrughi, se sale Lambrughi resta Antonini, se sale Emerson restano Antonini e Lambrughi: questo è il meccanismo difensivo predisposto da Colomba per disegnare una difesa a tre, pur schierando quattro difensori di ruolo. Unico deputato esclusivamente alla fase difensiva è Ceccherini, che si fa notare per attenzione e tempismo. Voto: 6.

Emerson. Colomba ritorna sulle scelte di Vicenza e, pur mandando in campo quattro difensori di ruolo, disegna uno schema difensivo che consenta al centrale brasiliano di essere sovrano all’interno del proprio habitat naturale: la difesa a tre. Il centrale lo ricambia con una prestazione delle sue, fatta di senso della posizione e tanta qualità, in fase d’impostazione e in proiezione offensiva. Baracani grazia il già ammonito Romizi per un fallo che il centrocampista barese commette su di lui. Voto: 6,5.

Lambrughi. Merita la palma del migliore tra i ragazzi scesi in campo in maglia amaranto: percorre la sua fascia di pertinenza avanti e indietro con ottimi risultati, sia in fase offensiva sia in fase difensiva. Nei primi minuti di gioco, una sua percussione alle soglie dell’area di rigore del Bari dà la misura dello spirito con cui il Livorno aveva interpretato la gara di oggi. Sul risultato di 0 a 0, Baracani dà la sensazione di risparmiargli la beffa dell’espulsione, soltanto perché in precedenza aveva graziato Romizi. Suo il traversone per Cazzola, da cui nasce il gol del pareggio. Voto: 7.

Schiavone. Macchia una delle sue migliori prestazioni in maglia amaranto, lasciandosi prendere in controtempo sul colpo di testa di Maniero che serve Lazzari a pochi passi dalla linea di porta. Prima di quel mancato intervento, si era fatto notare per la convinzione con cui era andato più volte al tiro dalla distanza, impegnando ripetutamente Micai, e per la personalità con cui si era fatto valere in fase di costruzione del gioco, non nascondendosi anche quando si trattava di gestire palloni roventi. Voto: 5,5.

Luci. Bentornato, Capitano. L’intraprendenza di Emerson in fase offensiva lo costringe a dedicarsi quasi esclusivamente a funzioni di retroguardia. E’ sempre molto pulito negli interventi: ma, al pari dei suoi compagni di reparto, non riesce a porre un argine al miglior fraseggio del centrocampo del Bari, che si materializza quando Camplone decide di far entrare in campo Donati e Lazzari e di alzare il baricentro della propria squadra. Voto: 6.

Biagianti. Se c’è da rincorrere l’avversario, lui c’è sempre; se c’è da sostenere il compagno di squadra in difficoltà, lui c’è sempre. Gli manca soltanto quel pizzico di qualità in più, che potrebbe consentirgli di essere ugualmente efficace in entrambe le fasi di gioco. Voto: 6,5.

Cazzola (16’ st). Quando il pallone calciato da Cazzola piega le mani di Micai e termina alle spalle del portiere barese, si fa fatica a credere ai propri occhi: il centrocampista veronese rompe così un digiuno di gol lungo 664 minuti di gioco. E tanto basta. Voto: 7. 

Aramu. L’esterno di proprietà del Torino sfodera un’altra prova molto buona, che va a fare il paio con quella fornita in occasione della trasferta di Vicenza. Schierato da Colomba nella posizione di esterno alto a destra, il giocatore interpreta il suo ruolo in versione “tuttocampista”: svariando su tutto il fronte dell’attacco e dialogando molto sia con i suoi compagni di reparto sia con i centrocampisti. Sua la prima vera occasione da gol della partita, un colpo di testa su cross di Fedato che sfiora il palo alla sinistra di Micai. Cala vistosamente alla distanza e, quando Colomba chiama il cambio, impiega un tempo lunghissimo per uscire dal rettangolo di gioco. Forse andava sostituito prima. Voto: 6,5.

Valoti (31’ st). Sostituisce l’esausto compagno di squadra, cercando di dare fosforo ad un centrocampo in difficoltà e di assumere la cabina di regia della fase offensiva, ma non ha modo di mettersi in mostra. Senza voto.  

Vantaggiato. Due esterni di ruolo ai suoi fianchi gli consentono di bruciare meno energie e di essere più lucido sotto porta: è encomiabile per la convinzione e l’applicazione con cui si batte, senza pensare agli avversari e al direttore di gara come troppo spesso ha fatto. Nei minuti di recupero, Micai gli nega la gioia del gol, che avrebbe meritato. Voto: 6,5.

Fedato. Finchè non riuscirà a tornare al gol, gli rimarrà appiccicata addosso la nomea di essere più bello che utile. Oggi è sceso in campo, condividendo con Aramu il compito di portare acqua al mulino di Vantaggiato: lo ha fatto con il giusto atteggiamento, rendendosi spesso pericoloso e meritando i complimenti dell’allenatore al momento di uscire dal campo. Voto: 6.

Baez (23’ st). Comprensibile la scelta di mandarlo in campo per dare fiato a Fedato, ma la sensazione è che sia necessario schierarlo dal primo minuto per vedergli fare qualcosa di utile. Voto: 5.

Colomba. L’allenatore degli amaranto mette in campo la migliore formazione possibile, al netto delle assenze di oggi (Comi e Jelenic sarebbero stati molto utili), e viene ampiamente ripagato dalla squadra che fornisce una prova di grande carattere, pur continuando a fare fatica a trovare la via della rete. La partita cambia quando, a seguito dell’ingresso in campo di Donati e Lazzari, il Bari alza il baricentro della squadra e fa suo il pallino del gioco. Non siamo in grado di dire se l’allenatore nativo di Grosseto avrebbe davvero potuto fare qualcosa per contrastare la mossa di Camplone, ma propendiamo per il no. Squadra e società gli stiano vicino perché è l’unico che può aiutarle a tirarsi fuori da questa situazione e lo sta dimostrando. Voto: 6,5.