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Olbia-Livorno, le pagelle degli AmarantoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
domenica 25 settembre 2016, 23:45Calcio
di Gianluca Andreuccetti
per Amaranta.it

Olbia-Livorno, le pagelle degli Amaranto

Olbia – Tanto inaspettata quanto meritata è arrivata quest’oggi per il Livorno la seconda sconfitta esterna della stagione, che impedisce agli amaranto di tenere il passo dell’Alessandria e di accorciare le distanze che li separano dalla Cremonese. Vediamo qui di seguito voti e giudizi degli uomini scesi in campo agli ordini di Claudio Foscarini:

Mazzoni. Bene ma non benissimo perché, al di là delle sue parate (due interventi su Cossu sono stati fondamentali ed hanno tenuto a galla il Livorno fino alla fine), si ha la sensazione che l’Olbia abbia tardato tanto a trovare la via della rete, più per demerito dei propri attaccanti che per merito dell’ottimo portiere amaranto. Voto: 6,5.

Toninelli. Nei primi quattro minuti di partita commette, prima, un fallo di mano nel tentativo di addomesticare un pallone e, poi, un intervento falloso su Cossu che gli stava sgusciando via. Quando sembrava in grado di prendere le misure al match ed agli avversari, è costretto a lasciare il terreno di gioco per un infortunio. Voto: 6.

Rossini (20’ pt). La partita contro la Lucchese ha lasciato evidentemente delle scorie se, con Gonnelli fuori uso, l’ex centrale difensivo del Sassuolo risulta sopravanzato anche da Borghese nelle gerarchie di Foscarini. Reagisce alle difficoltà e, schierato al centro della difesa, fa valere le sue qualità. Voto: 6.

Borghese. Oggi ha avuto pane per i propri denti chi, al netto dell’infortunio da lui subito in aprile, aveva più volte reclamato la sua presenza in campo, in particolar modo dopo i gol messi a segno contro Como e Brescia: il giocatore ha sicuramente esperienza, prestanza fisica, senso della posizione ed un ottimo colpo di testa, ma va in apnea ogniqualvolta gli avversari mettono a terra il pallone e cominciano a farlo girare. Voto: 5.

Murilo (45’ st). Entra in campo quando la frittata è fatta e, anche potendo, non avrebbe avuto il tempo materiale per rimediare: l’errore di Foscarini non è tanto quello di aver aspettato il novantesimo per farlo scendere in campo e neanche quello di averlo preferito a Dell’Agnello, bensì di aver cambiato modulo per mancanza di fiducia nei suoi due attaccanti seduti in panchina. Senza voto.

Lambrughi. Fa fatica a governare un reparto che perde Gonnelli già durante la fase del riscaldamento e a cui mancano principalmente la conoscenza e l’intesa tra i suoi singoli componenti. Compie qualche buon intervento in chiusura e poco altro. Voto: 6.

Gasbarro. Il cambio di modulo a cui è costretto Foscarini dall’infortunio a Toninelli lo responsabilizza, trasformandolo in un esterno di centrocampo, e lui porta a casa una prestazione tutto sommato sufficiente. Voto: 6.

Luci. Il capitano amaranto è l’unico giocatore di movimento a mettere in tutto quel che fa quel pizzico di verve in più che potrebbe servire alla squadra per uscire dal torpore in cui è avvolta. Anche quando si tratta di indurre l’arbitro Meleleo a non fischiare un calcio di rigore per l’Olbia, che poteva starci. Voto: 6,5.  

Giandonato. Sfiora il gol calciando un angolo direttamente in porta, ma soffre maledettamente il maggior dinamismo di Cossu che, nella metà campo amaranto, fa letteralmente quello che vuole. Voto: 5,5.   

Marchi (27’ st). È l’elemento a cui Foscarini fa ricorso per provare a rinforzare gli argini in vista dell’assalto finale dell’Olbia, dando così respiro ad un Giandonato in difficoltà e già ammonito. Senza voto.

Ferchichi. Prestazione indecifrabile quella portata avanti dal centrocampista nativo di Montebelluna perché i compagni di squadra non lo cercano e lui non fa nulla per mettersi in evidenza: neanche in fase di interdizione, dove dovrebbe dare una mano a Giandonato nel frenare un incontenibile Cossu. Voto: 5.

Morelli. Convincente la sua prestazione, in particolar modo in fase offensiva, dal momento che si spinge in avanti con una certa continuità, inserendosi perfino in area di rigore avversaria: l’iniziale collocazione sulla fascia sinistra lo penalizza, ma l’infortunio di Toninelli costringe Foscarini a riportarlo sulla sua naturale zona di competenza. Peccato che, sull’azione del gol dell’Olbia, sia lui ad essere sovrastato da Miceli al momento di concludere a rete. Voto: 6.

Venitucci. All’inizio di questo mese, intervenendo in una conferenza stampa di metà settimana, aveva affermato candidamente di essere ancora lontano dalla migliore condizione ed è la pura verità: parte forte, svariando su tutto il fronte avanzato, e, forse unico tra i giocatori in maglia amaranto, impegna seriamente il portiere sardo Montaperto, ma cala vistosamente alla distanza. Voto: 5,5.

Maritato. Piergiuseppe da Cetraro, città che diede i natali a Franco Mondello, è un po’ l’icona del Livorno di questo inizio di stagione perché, come tanti suoi compagni di squadra, è giunto in amaranto nelle ultime fasi del calciomercato e non può essere al massimo della condizione. Oggi, tuttavia, queste disquisizioni le lasciamo da parte perché il Mister non avrebbe dovuto schierarlo da solo a combattere contro tutta la retroguardia dell’Olbia. Voto: 5,5.

All.: Foscarini. Senza stare a fare la conta degli elementi indisponibili tra infortunati e non in grado di scendere in campo dal primo minuto, a Mister Claudio Foscarini non è possibile non riconoscere un piccolo grande demerito: aver deciso di giocare con un solo attaccante di ruolo per scarsa fiducia nei confronti di Murilo e Dell’Agnello. Non è tanto grave decidere di giocare ad una sola punta (si vince e si perde anche con il 4-4-1-1 o con il 3-5-1-1), ma è grave decidere il cambio di modulo in funzione dell’assenza di Cellini perché, in questo modo, una squadra, che ha già poche certezze per via dei tanti infortuni e di un calciomercato condotto in maniera “paziente”, è destinata ad averne ancora meno e perché Murilo e Dell’Agnello, non impiegati neanche in assenza di Cellini e Vantaggiato, hanno già in partenza il pieno diritto di non sentirsi all’altezza della situazione: e, con il calciomercato chiuso e due titolari ai box, questa è una cosa che il Livorno non può permettersi. Voto: 5.