Arbitro e sfortuna, Livorno ko. La Reggiana passa e ringrazia (1-2)
Livorno – Due rigori negati, un gol annullato e un penalty dubbio concesso agli avversari. In molti hanno storto il naso per la designazione di un arbitro della sezione di Pisa per un match del Livorno: il campo ha detto che non avevano tutti i torti. Difficile fare una cronaca del match che non chiami in causa il signor Giua. Davvero troppi gli episodi dubbi che hanno indirizzato, a senso unico, la partita. Pronti, via e Venitucci viene trattenuto in area: tutto regolare. Passa una manciata di minuti e Valiani entra ingenuamente su Cesarini che crolla a terra. Stavolta per Giua il rigore c'è, Cesarini spiazza Mazzoni e porta in vantaggio gli ospiti. Il Livorno accusa il colpo ma si riorganizza in fretta e con Murilo, abile a deviare di petto alle spalle di Perilli, trova subito il gol del pareggio. Niente da fare, Giua annulla per un fuorigioco quantomeno rivedibile. Al 25' il patatrac: su un traversone abbastanza innocuo Gasbarro e Mazzoni non si intendono e Guidone spizza di testa il pallone quel tanto che basta per mettere fuori causa il portiere livornese. Mezzo tiro, due gol. Una mazzata. Il Livorno è generoso e si getta nuovamente in avanti ma ci pensa sempre il solito Giua a tagliargli le gambe: prima un contatto dubbio su Murilo non viene considerato da rigore poi, al 32' , l'episodio più eclatante con un clamoroso mani in area di Sabotic che non viene sanzionato e consente alla Reggiana di andare al riposo, immeritatamente, in vantaggio di due reti.
Nella ripresa Foscarini cambia gli esterni inserendo Galli e Franco al posto di Toninelli e Lambrughi. Ed è proprio il primo a cambiare l'inerzia del match. Al 6' infatti il difensore amaranto scodella un pallone delizioso per Maritato che di testa in tuffo non lascia a scampo né a Perilli né a Giua, è il gol che riaccende il Livorno e le sue speranze. La Reggiana cerca di addormentare il match ma è sempre Galli a “svegliarlo” nel finale con due splendide punizioni (specialità della casa): al 36' è la traversa a strozzare in gola l'urlo dell'Ardenza mentre al 40' è bravo a Perilli a sventare la minaccia. I 4' di recupero concessi non servono a niente, il Livorno esce sconfitto e furioso dal “Picchi”. A fine gara bocche cucite su ordine della società per evitare guai peggiori. Ma non è finita. La Reggiana vista oggi è squadra decisamente modesta e alla portata degli amaranto, arbitro permettendo. Al “Mapei Stadium” basta un gol per rimettere la qualificazione in discussione. Crederci non costa niente.


