Quarto tempo. Game over
Reggio Emilia – Dallo stadio Mapei, il Livorno esce tra gli applausi di una tifoseria tanto attesa e finalmente ritrovata. Applausi sinceri e meritati, non solo per il doppio confronto con la Reggiana, ma per l’andamento dell’intero campionato. Un campionato non oltremodo duro di per sé, ma reso tale da una serie di vicissitudini avverse che ha tormentato la squadra per lunghi tratti della stagione. Di questo ne sono tutti consapevoli. Ma farsi sbattere in faccia anche la porta di servizio per rientrare nella serie cadetta lascia un grande amaro in bocca.
Mister Foscarini non ha niente da recriminare ai suoi ragazzi. Anzi, ne esalta le doti di grinta e di tenacia. Ne ha ben d’onde, il tentativo di Venitucci al 123esimo è il perfetto riassunto di un’annata combattuta fino in fondo. –“C’è tanto amaro in bocca, volevamo ribaltare il risultato e ci eravamo riusciti. Nella ripresa siamo calati e loro sono cresciuti”. Non sa se salutarci con un arrivederci o con un addio, ma è convinto che siano state gettate le basi per costruire qualcosa di importante.
Mazzoni lascia correre sull’analisi del campionato, i perché e i per come, e si sofferma sugli episodi che hanno determinato l’eliminazioni dai quarti. Ce ne sono stati tanti e tutti determinati. Le occasioni mancate di Valiani e di Venitucci, quelle che hanno scritto la parola fine. Un’altra parola poi, l’ultima, la più pesante e significativa al di là dei risultati, la vuole riservare alla squadra: –“Non posso che dire grazie ai ragazzi”.


