Spinelli: "Il calcio è mantenuto dagli industriali, non da Gravina"
LIVORNO - Il presidente del Livorno aldo spinelli ancora una volta è intervenuto a tutto tondo sull'emergenza coronavirus, sull'attuale situazione economica che sta attraversando il nostro paese, e non ultimo ha replicato alle recenti dichiarazioni del presidente della FIGC Gravina sulla ripresa dei campionati a maggio.
"Mi preme ringraziare tutto il mondo della logistica e dei trasporti, perché sta dando prova di grande compattezza e responsabilità. Tutta la merce che riceviamo non si è mai bloccata e questo è importante perché la catena logistica non si può spezzare.
Tante industrie sono a produzione zero e tanti lavoratori in cassa integrazione - ha dichiarato il patron del Livorno calcio - ma tutti abbiamo sentito un calo che si aggira almeno intorno al 35-40%, specialmente sul mese di aprile. Ci aspettavamo dal governo dei provvedimenti per quelli che veramente hanno bisogno, le piccole e medie imprese che non hanno ancora visto un euro. Qui siamo in un'emergenza in cui il governo continua a emanare decreti ma nelle tasche degli italiani non è arrivato un solo euro".
E poi in merito alla questione della ripresa dei campionati: “Il bollettino medico ogni sera parla chiaro; il dato sui morti accertati è purtroppo eloquente e la situazione in Italia è chiara. Il calcio è mantenuto dagli industriali, non è mantenuto dal Sig.Gravina o dal Ministro Spadafora. Molti industriali o sono fermi o lavorano al 40% della possibilità. Come è possibile, ora, pensare di entrare in uno spogliatoio e mantenere le norme di distanza che stiamo rispettando? Come possiamo pensare di poter applicare in campo distanze inferiori ad un metro. Lo stesso discorso va applicato anche agli spostamenti per ogni partita. Per riprendere il campionato servirebbero anzitutto dei controlli a tappeto su tutti i calciatori, ma solo e soltanto quando i medici diranno che ci sono le condizioni per tornare a giocare.
Se vogliamo finire il campionato facciamo finire questo a Natale, o comunque nei mesi finali del 2020, e poi riprendere la prossima stagione. Un’altra alternativa potrebbe essere quella di fare tre retrocessioni dalla B e due promozioni in A senza playoff e playout. In ballo ci sono 33 punti e come qualcuno li ha fatti prima possono essere fatti anche dopo; noi al momento meriteremmo la retrocessione ma ci sono ancora 33 punti a disposizione ed aritmeticamente si possono fare. Concordo, però, sull’eventuale promozione di Benevento e Crotone. Poi se vorranno giocare noi giocheremo senza problemi ma ad oggi, per fare un esempio, come si può pensare che una squadra come la Sampdoria che è ha avuto molti casi vada a giocare a calcio coi periodi di quarantena e di ripresa fisica che ne conseguono? Spero che nelle future scelte non prevalga l’egoismo altrimenti è finita”.


