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Salvetti: “Società è sempre morosa. Con questa dirigenza non si tratta”TUTTOmercatoWEB.com
Il sindaco Luca Salvetti
martedì 27 luglio 2021 21:29Livorno Calcio
di Luca Aprea
per Amaranta.it

Salvetti: “Società è sempre morosa. Con questa dirigenza non si tratta”

Livorno – Una giornata degna della Commedia dell'Arte. La definizione è del sindaco Luca Salvetti ed è la rappresentazione del teatrino andato in scena martedì 27 luglio. Oggetto del contendere l'annosa questione relativa al pagamento della morosità del Livorno Calcio nei confronti del Comune per l'utilizzo dello stadio “A. Picchi”, un elemento importante, se non decisivo, per completare la tormentata iscrizione al prossimo campionato di Serie D.

“Stamani – ha detto il primo cittadino in una conferenza stampa indetta nel tardo pomeriggio per aggiornare la stampa sulla situazione – mi è giunta notizia che la pendenza era stata saldata e mi sono recato in Municipio per consultarmi con i nostri uffici legali per valutare il da farsi dal punto di vista amministrativo ma al momento di verificare il versamento è emerso che la somma altro non era che l'escussione della fidejussione. Inutile dire che, come detto più volte e come i dirigenti amaranto sanno benissimo – questa è una garanzia per i cittadini ma non modifica la posizione debitoria, la società resta morosa. E a soggetti morosi, anche volendo, non si può concedere alcunché”.

“La cosa incredibile è avvenuta nel pomeriggio. Alle 16 infatti è giunta una lettera di Aldo Spinelli che diffida dall'incassare (cosa già avvenuta) l'escussione della fidejussione. Una presa di posizione assurda perché per escutere la fidejussione deve esserci il via libera del garante, e in questo caso trattasi sempre di Spinelli. La lettera tra l'altro è molto dettagliata quindi posso dire che non si tratta certo di qualcosa buttato giù su due piedi”.

Il sindaco Salvetti ha poi spiegato di aver contattato Gherlone e Aimo che “si sono detti basiti dal comportamento di una persona che si sta rivelando totalmente inaffidabile”.

Rispondendo ai giornalisti il sindaco ha poi continuato ad attaccare l'attuale dirigenza: “È evidente che quanto accaduto conferma la bontà della posizione unitaria di istituzioni, città e tifosi. Così non si può andare avanti. I soci si stanno facendo la guerra tra di loro sulla pelle del Livorno, non sono allineati su nulla. E questo a meno di 24 ore dalla scadenza del termine dell'iscrizione al campionato”.

Il sindaco ha avuto parole anche per i nove dipendenti dell'AS Livorno Calcio: “Loro hanno la legittima, e giusta, premura che il club non fallisca ma anche se questo scenario venisse scongiurato quale sarebbe il futuro? Quale sarebbe la garanzia del corretto versamento degli stipendi?”

“Inoltre – ha aggiunto Salvetti – non va dimenticato che ci sono centinaia di ragazzi del settore giovanile, sotto contratto, che aspettano di sapere quale sarà il loro destino. Parlo di loro perché ovviamente tutti quelli svincolati hanno già preso altre strade. E questo è un danno enorme”.

In questo contesto il futuro è davvero nebuloso. La deadline per l'iscrizione al campionato è mercoledì 28 luglio alle ore 14. Se l'AS Livorno Calcio andrà incontro al fallimento verrà il momento di decidere quale sarà il futuro del calcio a Livorno. Le ipotesi al vaglio sono due: o ripartire da zero con un nuovo soggetto che dovrà garantire un rapido ritorno tra i professionisti oppure ipotizzare un percorso con la Pro Livorno Sorgenti, un'ipotesi quest'ultima che però divide la tifoseria. “Quello che succederà poi non spetta a me deciderlo ma alla città in tutte le sue componenti. Quel che posso dire – ha rivelato Salvetti – è che ho parlato con il presidente della Figc Gabriele Gravina che mi ha assicurato che una piazza storica e importante come Livorno non può ripartire da una categoria inferiore all'Eccellenza. Non va dimenticato che a disposizione della città per ripartire c'è il vecchio marchio dell'Unione Sportiva, una sigla ricca di storia probabilmente anche superiore per certi versi a quella dell'attuale AS”.

La giornata campale, dunque, sarà quella di mercoledì 28 luglio: se sarà fallimento il Livorno potrà pensare a come ripartire da zero. Se invece, con un clamoroso colpo di teatro, Spinelli, o chi per lui, riuscisse a saldare tutte le pendenze (al momento a versare 50mila euro, decisamente insufficienti per sanare le disastrate casse del club, è stato il solo Aimo) e trovare uno stadio la situazione si ingarbuglierebbe non poco.

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