Lega Pro, un tetto di spesa per la stabilità economica dei club di Serie C
Livorno – La Lega Pro, a partire dalla stagione 2026-27 ormai imminente, ha introdotto un tetto salariale obbligatorio per le sessanta società partecipanti al campionato di Serie C. La misura, voluta dal presidente Matteo Marani, mira a contenere le spese ed a garantire una maggiore stabilità economica, riducendo il rischio di crisi e fallimenti che hanno coinvolto diversi club negli ultimi anni.
Il nuovo sistema si basa su un doppio vincolo: uno collettivo e uno individuale. A livello di club, non sarà possibile destinare agli stipendi più del 50 per cento del “valore della produzione”, cioè i ricavi complessivi della società stessa. La soglia scenderà al 45 per cento dalla stagione 2027-28. Nel calcolo rientrano stipendi, bonus individuali, premi e diritti d’immagine, mentre restano esclusi i bonus collettivi legati ai risultati sportivi.
Per i singoli calciatori è previsto un tetto massimo agli ingaggi: 9 mila 500 euro lordi mensili come stipendio fisso, fino a 13 mila 500 euro con i bonus, per un massimo annuo di 123 mila euro.
Sono previsti controlli periodici e sanzioni economiche, senza penalizzazioni in classifica: le società che sforeranno i limiti pagheranno multe tra il 15 e il 20 per cento dell’eccedenza. Le somme raccolte finanzieranno un fondo per i settori giovanili.
La riforma rappresenta un cambiamento significativo per la Serie C. L’obiettivo è in ogni caso quello di rendere il campionato più sostenibile e ridurre gli squilibri finanziari tra i vari sodalizi sportivi.


