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tmw / livorno / Editoriale
La società si tuteli
domenica 21 febbraio 2010, 22:51Editoriale
di Lorenzo Corradi
per Amaranta.it

La società si tuteli

Livorno - Perdere a Firenze non è un disonore. Dal 1937 in poi è capitato quasi sempre, nelle tra l'altro poche occasioni che da lì in poi Livorno e Fiorentina hanno avuto per incrociare i guanti. Troppo più forte la Viola, i cui sostituti sono comunque superiori ai titolari livornesi; palesi le carenze di quest'ultimi, altrimenti non sarebbero a giocarsi la salvezza. Tuttavia perdere come è successo oggi fa rabbia. Ancora una volta il Livorno esce penalizzato da una partita e per la seconda volta in questo campionato contro l'undici di Prandelli. La supremazia teorica gigliata non si è mostrata se non dopo il "rosso" a Rivas e grazie al signor Celi di Campobasso, autore di cervellotiche decisioni che alla lunga hanno condizionato il risultato finale. Espulsione mancata a Donadel come già non fu al "Picchi", testata non vista di Vargas a Marchini, gioco pericoloso su Moro un istante prima dell'1-1, cacciata di Rivas che anche se giusta per presunte offese dimostra quanto in certe circostanze gli arbitri adottino due pesi e due misure, chiarissimo rigore non concesso a Lucarelli nel recupero, sei ammonizioni agli ospiti di cui almeno tre inventate. Morale: 0 punti e tre squalifiche in vista della gara-verità contro il Siena di domenica prossima. E quello che fa più rabbia è che senza queste iniziative del direttore di gara molisano, il Livorno avrebbe fatto benissimo risultato dato che aveva rischiato il giusto impedendo agli esterni fiorentini e a Gilardino di rendersi pericolosi. Per certi aspetti è sembrato di assistere a quel derby del settembre 2005 finito 3-2 ovviamente per i viola, ma pesantemente condizionato dall'espulsione comica di Ayroldi verso Lucarelli dopo un quarto d'ora ed anche qui dopo un rigore netto non concesso sullo 0-0. Ripetiamo che le deficenze tattiche della squadra amaranto sono chiare ed anche oggi ve ne è stata conferma, ma la corsa salvezza si fa più dura se anche chi deve fare da garante della tenzone sorvola spudoratamente su episodi lampanti. E non è la prima volta. Quante squadre in A hanno subìto la bellezza di quattro gol in fuorigioco (contro Napoli, Palermo, Genoa, Juventus)? Vogliamo parlare anche del discreto numero di rigori non dati? Ok, davanti il Livorno è apatico, ma atterramenti e falli di mano dei rivali ce ne sono stati diversi. Poteva essere qualche punto in più, nonostante tutto. Invece ci troviamo a commentare una sconfitta immeritata. Che la società si faccia sentire quindi. I timori di metà settimana di Lucarelli erano fondati. Dopo pochi minuti dalla fine di Siena-Napoli e Palermo-Lazio, Mezzaroma e Lotito sparavano pesanti giudizi sulla direzione delle loro gare, mentre Spinelli si limitava a dire che Celi "ci aveva negato qualcosina". Ci vuole più coraggio ed andare se è il caso anche oltre le righe, perché la serie A si può difendere anche alzando la voce nelle sedi opportune e senza bisogno di sfacciati favoritismi sul campo. Chiedere ciò che è dovuto è un diritto.