Postgara. Dionisi, Livorno: “Squadra e tifosi meritavano una vittoria così”
Livorno – Federico Dionisi, capitano e simbolo del Livorno di mister Roberto Venturato, ha scelto il dopo partita della gara interna contro il Gubbio (3 a 0 il risultato finale per gli amaranto) per tornare a parlare al termine di un incontro della sua squadra: non accadeva dal lontano 23 settembre dello scorso anno quando il Livorno, con un gol su calcio di rigore del centravanti ex Ascoli e Ternana, espugnò lo Stadio Comunale Giuseppe Sivori di Sestri Levante e battè il Bra di mister Fabio Nisticò (anche in quel caso arrivò una vittoria per gli amaranto, allora allenati da mister Alessandro Vittorio Formisano).
“Sono orgoglioso per i ragazzi e sono contento per i tifosi, che meritavano di chiudere la stagione con un’ultima partita casalinga di questo genere – ha esordito il trentottenne attaccante reatino, alla sua settima stagione in amaranto – noi siamo la squadra vista in campo questa sera, una squadra che combatte e che mette tutta se stessa per ottenere il raggiungimento dell’obiettivo: in un primo momento, abbiamo avuto qualche difficoltà nell’avere una manovra di gioco degna di questo nome e ad essere pericolosi; in un secondo momento, rimanendo concentrati, abbiamo tenuto il Gubbio nella sua metà campo e siamo venuti fuori alla distanza”.
“Da «livornese» – ha proseguito Dionisi sorridendo – mi sento di dire che non è ancora finita e che dovremo andare su tutti i campi per giocarci le nostre possibilità, quand’anche ammontino all’un per cento del totale: certamente, anche alla luce del percorso fatto, mi sento di dire che raggiungere un obiettivo di un altro tipo sarebbe stato veramente importante e avrebbe certamente avuto una valenza diversa; anche se qualcuno diceva che salvarsi potesse sembrare banale, ad oggi, il mio voto alla stagione non può non essere sufficiente, ripensando al punto da cui eravamo partiti e alle difficoltà che abbiamo incontrato cammin facendo”.
Dopo la vittoria casalinga contro il Pineto, giunta allo Stadio Armando Picchi lo scorso 21 febbraio, il Livorno sembrava avere tutte le carte in regola per conservare la zona playoff appena conquistata: “Quel che vi posso dire è che i tre pareggi ottenuti in sei partite (una sola vittoria negli otto match che hanno preceduto il successo di ieri, ndr) ci hanno tolto un po’ di quella fiducia in noi stessi che eravamo stati abili a costruire: siamo stati protagonisti di una rincorsa incredibile, abbiamo fatto qualcosa di straordinario per venire fuori da una situazione difficile ed è possibile che, diversamente da questa sera in cui siamo stati bravi a dare un’impronta importante e di carattere, siamo stati un po’ superficiali; il rammarico che porto dentro da settimane è che la squadra vista questa sera sarebbe stata tranquillamente in grado di arrivare ai playoff ma, personalmente, ritengo che non sia finita e siamo pronti a rimboccarci le maniche e a provarci fino alla fine”.
Tuttavia, come ha tenuto a spiegare Dionisi, non ci sono partite che il capitano amaranto vorrebbe giocare nuovamente o episodi che, se fossero girati diversamente, avrebbero potuto dare un corso diverso all’intera stagione: “Sicuramente, ci sono state delle partite in cui avremmo potuto fare meglio, in particolar modo per quanto riguarda lo spirito e la voglia di mettere sempre e comunque qualcosa in più: se fossimo sempre scesi in campo nella maniera in cui siamo scesi in campo questa sera, probabilmente, non avremmo trovato difficoltà nel centrare i playoff: dico questo perché sono estremamente convinto che questa squadra avesse e abbia tuttora dei margini di miglioramento veramente importanti”.
A guardare dall’esterno l’andamento generale delle cose, sembra quasi che il Livorno, una volta raggiunta una quota di punti sufficiente a guardare il futuro con tranquillità, abbia perso un po’ di quel mordente che, fino ad allora, era stato determinante per togliersi dalle sabbie mobili della bassa classifica: “Se siamo qui a parlare di un obiettivo estremamente difficile da raggiungere e a rammaricarci di qualcosa, è soltanto colpa nostra e non possiamo prendercela con nessun altro: prima di oggi, il Gubbio era reduce da un percorso importante, nonostante avesse perso contro l’Ascoli e contro il Ravenna, ed è lì davanti a noi perché ha creduto fortemente all’obiettivo playoff; è difficile, ma dobbiamo provarci fino alla fine”.
Rispetto alla scorsa stagione, il capitano del Livorno ha acquisito un anno in più di esperienza e ha affrontato una categoria più difficile, ma il suo contributo alla causa amaranto si è rivelato imprescindibile al punto da essere impiegato molto di più di quanto avveniva nella scorsa stagione, quando al timone della squadra amaranto c’era mister Paolo Indiani: “L’anno scorso è stato un anno particolare - ha tenuto a precisare il numero 9 amaranto – un anno in cui il Livorno era molto più forte degli avversari, faceva risultato sempre e comunque perché aveva una rosa ampia per la categoria e riusciva a far bene anche senza di me, nonostante quel che dicesse Indiani: tutto ciò mi ha portato ad essere un po’ più “leggero”, diversamente da quel che è successo quest’anno in cui mi sono messo a disposizione della squadra perché c’era da rimboccarsi le maniche e da combattere”.
La bocca rimane cucita, tuttavia, quando si tratta di parlare di un eventuale futuro in maglia amaranto: “Quanto al mio futuro, ci sarà sicuramente tempo e modo di parlarne ma, per il momento, conta zero rispetto a quel che potrebbe essere l’obiettivo della squadra: terminiamo queste due partite nel migliore dei modi e, solo in un secondo momento, affronteremo la situazione con la dovuta calma”.






